Sotto

Nel corso inevitabile

della mia chiaroveggenza

sto

sotto l’inquieta coltre

del desiderio:

uovo di cristallo

sul velluto delle morbide brame.

Così precipito

nel vacillante

elastico buio

dell’abisso fiorito.

Quieta

nella feroce esultanza

di fiera sazia.

9 pensieri su “Sotto

  1. Questo testo secondo me si muove come un rito interiore, dove la chiaroveggenza non illumina ma espone, toglie riparo. Il desiderio è coltre e incubatrice insieme: l’“uovo di cristallo” trattiene una fragilità luminosa, sospesa tra promessa e rischio, prima della caduta necessaria. L’abisso non è vuoto ma fiorito, vivo, elastico: cadere diventa trasformazione, non annientamento. E l’approdo finale — quella quiete nella feroce esultanza — è forse la forma più alta di lucidità: non innocenza, ma sazietà consapevole, animale e regale, che ha attraversato il buio e non lo nega. Ti abbraccio. Ciao

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  2. È una poesia che non descrive, ma accade.
    Sensuale senza compiacersi, visionaria senza perdersi ogni immagine è un passaggio, non un ornamento. L’abisso “fiorito” e la chiusura della fiera sazia danno l’idea di una quiete conquistata, non concessa. Restituisce un desiderio che ha attraversato il buio ed è rimasto integro. Mi da la sensazione di un attraversamento del desiderio non come mancanza, ma come forza che precipita, consuma e infine placa. La chiaroveggenza non è previsione, è coscienza che accetta il buio e ne esce sazia, quieta perché non deve più inseguire nulla. La cosa che apprezzo e il controllo che hai, lo stato emotivo direzionato.

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    1. È così. Riesco ad avere, dopo aver attraversato territori, e solo grazie alla poesia una sorta di sguardo distante dell’accadere.
      Come sempre ti ringrazio di 🩵 per la tua puntuale analisi. Buona giornata caro 💙

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