Autoritratto

Davanti allo specchio

a scrutarsi ogni linea e ombra

dopo aver così tanto posato

– da modella vestita di nulla –

finalmente imparate le arti

cominciare a delinearsi

mentre tutto sfugge

chi io sono

chi io sono

il mio maestro

che non riusciva a cogliermi

perché ero sfuggente

eppure così ferma e feroce

seduta sulla sedia

e non lo facevo entrare

sei respingente

sei attraente

seducente

mia musa incandescente.

Ora ci entro io

in questo schermo

con occhi di brace.

Piccola bimba fammi sapere

se e quando qualcuno

ti ha veramente amata

al di là del tuo camminare

e del tuo stare nei salotti buoni

tra anziani che sciorinavano

sui tuoi vestiti tutto il loro sapere

e tu non sapevi

che eri tu il fulcro.

Così al di là

delle macchinazioni perverse

con il tuo ombretto rosso

che lanciava mode

prima del tempo.

Così giovane raffaellita

che ti immortalavano

su tele e tovaglioli.

Per catturare la tua imago

che restava sfuggente.

Pure a te stessa.

Eremita errante perenne.


  • Autoritratto a matita eseguito a ventiquattro anni

23 pensieri su “Autoritratto

    1. Come ho già scritto nei commenti fare un autoritratto a vent’anni significa fare uno studio con grande attenzione e concentrazione senza muoversi – se si vuole un buon prodotto. Oggi sarei più sciolta ma ero in Accademia da poco

      "Mi piace"

  1. C’è una forza rara in questo autoritratto: non quella dell’immagine, ma dello sguardo che finalmente si riconosce. Nei tuoi versi si sente il passaggio dall’essere osservata all’osservarsi, dal peso degli sguardi al coraggio di entrarci tu, nel quadro. Complimenti per l’espressione di questi versi e per il disegno 🥀🥀🥀

    Piace a 1 persona

  2. Ottimo disegno 👏👏👏👏👏👏👍👍👍 interessante questa poesia che descrive la vita ribelle di un tempo, il non volersi condizionare alle mode del momento, cercando una propria identità. 😉😊👏👏👍

    Piace a 1 persona

  3. Questo autoritratto non si limita a mostrare un volto: lo segue, lo ascolta.
    Tra le righe si avverte una donna che ha attraversato molti sguardi e che ora si concede il tempo, raro, di incontrare il proprio.
    C’è una bellezza chiara, evidente, che non ha bisogno di giustificarsi.
    E poi ce n’è un’altra che affiora con discrezione: più profonda, più intima, nata dal vissuto, dalla poesia, da ciò che rimane quando l’immagine smette di bastare.
    Nelle tue parole, nella tua poesia e quindi sotto pelle, vive un mondo di bellezza che non si può disegnare.
    Una bellezza che si offre, si lascia intravedere, si sente.
    Non è una bellezza che pesa di più, ma che rimane più a lungo.
    Come un’eredità silenziosa che attraversa gli anni, lasciando tracce leggere, senza bisogno di protezioni.
    In questo testo si percepisce un passaggio delicato e prezioso:
    dall’essere guardata all’essere presente.
    Ed è qualcosa di raro.

    Piace a 1 persona

Lascia un commento