
L’antenata dalle lunghe dita vi offre biscottini allo zenzero e voi non dite nulla. Come un guscio vuoto: che ve ne importa del tempo? I veri letterati son tutti morti. Si ridesteranno un giorno per venire nel salotto buono a conversare con la tazzina di thè in mano. I nebulosi, i sognatori, i simbolisti e surrealisti, gli esteti staranno dietro argentei specchi a rimirare l’effetto che fa vedere i propri nomi immortalati nel marmo o su cartacee copertine. Nuovi papiri. Come vola il tempo, eh? Siamo solo nomi su rinsecchite ossa fragili. Gli odori evaporano e gli stracci si consumano. Appollaiati sugli sgabelli della galleria gli dei se la ridono dei nostri sforzi: un’altra infornata di microbi.