
Occhi blu mare con vezzoso braccialetto rosso. Belle mani.
Dopo aver sostato così a lungo nei sotterranei anche un angusto stanzino pare sontuosa reggia. Non si darebbe invece un soldo se.
Il tempo macina martellando i suoi minuscoli rituali. Manca la merenda. Non appare decoroso mostrare le chiappe al desco. Delittuoso danno per desideranti donne con la mise serale. È un doveroso dovere disseminare sorrisi decorosi alle desideranti. I riflessi radiosi dei bei capelli riavviati si rovesciano nei cristalli.
Nessuno parla.
Mute le bocche ruminano cibi, messi in masse e montagnole nei piatti bianchi.
L’ospite nuovo con madre e padre. Visi intagliati con l’accetta non accennano sorrisi. Il mondo non esiste al di là della loro fredda indifferenza. Del perimetro quadrato del loro tavolo.
L’amica, diventata poi ex amica, appare un po’ nervosina. Attenzione alla burrasca. La sua faccia immota ha l’effimera bonaccia di un corto circuito.
… Continua…
Questi primi tre movimenti non chiedono di essere definiti, né raccolti sotto un nome definitivo. Non sono un’opera compiuta: sono un corpo narrante che ha appena iniziato a mostrarsi . Riduttivo dire opera è molto di piu Eletra. Un corpo che respira, osserva, attraversa.
La sensazione, leggendo, è quella di essere accompagnati dentro uno sguardo che non seleziona per comodità. Tutto entra: il mito, il cibo, i corpi, il decoro, l’inquietudine sottile delle relazioni, la rigidità sociale che si traveste da ordine. Nulla viene spiegato, ma tutto viene esposto.
Quello che colpisce è la continuità emotiva più che narrativa. I passaggi non sono capitoli, ma stati. Ci si muove da un eccesso simbolico a un vuoto silenzioso, fino a un ambiente formalmente composto ma interiormente spento. È lì che si avverte il nodo più forte: non ciò che è caotico inquieta, ma ciò che ha smesso di vibrare.
La voce che attraversa questi spazi non giudica e non consola. Sta. Guarda. Registra. E paga il prezzo dello sguardo, che è sempre una forma di solitudine.
Alcune figure ,l’ex amica, la Circe, gli ospiti, i tavoli ,non sono personaggi, ma segnali: indicano scelte, posture interiori, modi diversi di abitare il mondo.
Il fatto che alla fine sia scritto continua è la cosa più onesta.
Questo corpo narrante non ha ancora finito di dire ciò che deve. Questi tre movimenti sono prime impressioni, prime esposizioni, primi attraversamenti. Non chiedono un verdetto, ma attenzione.
Si resta in ascolto.
In attesa del proseguimento. E lo dico con estrema sincerità – ami o odi questa forma espressiva è complessa non in linea ( apparentemente) e questo la eleva dal concetto di opera.
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Flusso narrativo. Testi come Polaroid lavorate. Il mio occhio osserva e annota.
So benissimo che questi testi non sono di facile lettura, ma io ritrovo esattamente le cose come sono state. Perfettamente.
Può apprezzarli chi conosce stili di scrittura non lineari, chi ha letto l’Ulisse di Joyce per esempio. Ne ho ancora qualcuno da pubblicare ( per alcuni temi non ho voluto rompere il clima edulcorato delle festività natalizie ).
Come sempre mi fa piacere che tu abbia colto…
Grazie 🩵
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Colto? Ho viaggiato quando la porto a un livello superiore rispetto all’opera significa che non posso più descrivela…non riesco. È una lettura di livello altissimo tocca tutti i sensi…
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🩵 grazie
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Bella serata
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Molto bello questo tuo scrivere 📖📖📖📖📚📚👍👏👏👏👏👏
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Grazie ☃️
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Auguroni!
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Grazie Alme buone feste ❄️☃️
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