Il contorno del tempo

Ha, il tempo, ritmi diversi nel differente contorno. 

Lento, lentissimo, sospeso – molle come gli orologi di Dalí – laddove il verde tinge, con il ventaglio cromatico, le linee orizzontali dense e le sottili verticali tra le macchie rosa-rubino-viola-turchese.

Lento, ovattato come nella vasca dei pesci, sommerso, fermo. Dolcemente ozioso, composto dai leggeri contrappunti dei riti che si consumano uguali e confortanti: il giro del caffè o dell’aperitivo, le prelibatezze delle torte, la tavola imbandita, il fumo sul divano. 

Veloce, ossessivo, invadente, roboante con gli squilli delle trombe e il rullare dei tamburi quando il traffico invade le strade, il sole batte – mai così limpido – l’acqua scroscia sulle quotidiane noie. Le telefonate, riallacciare i contatti, rivedere gli amici e le persone care, aprire la posta, riprendere i libri, scrivere.

Riaprire alla polvere che si deposita sempre così veloce nelle stanze dimenticate.

Fare fare fare.

Arrivano scompostamente, come franando, tutte le cose rotolanti lasciate in sospeso nel tempo dell’assenza. Nel tempo vuoto.

Riprendere le antiche soggettive abitudini e i privati spazi. Così grandi ora.

Tempi diversi, ambienti diversi, ritmi diversi.

E io stessa così diversa a seconda dello sfondo, dello scenario che mi vede attrice sognante o instabile.

12 pensieri su “Il contorno del tempo

  1. Bellissimo, davvero.
    Hai reso il tempo un organismo pulsante, un mare che si ritrae e ritorna, lento o impetuoso, secondo il battito delle ore e delle stanze che attraversiamo.
    Nel tuo testo ogni colore respira, ogni gesto vibra, ogni ambiente diventa una piccola soglia tra ciò che siamo e ciò che diventiamo.
    C’è una grazia sottile nel modo in cui trasformi il quotidiano in visione.
    Ho letto e mi è sembrato di camminare dentro un quadro che si muove.

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