Traccia nera

Nel biancore di panna della copertina c’è una traccia nera.

Un’orma di un leggero frullo.

Chi tu sei, chi io sia in questa vigilia di artificiali luci, io non so.

Sconosciuti a noi stessi:

come pretendere la decifrazione

delle altrui pagine?

Appare sempre disonesto

il tentativo di penetrare

nella dimensione sotterranea,

inconscia e incosciente

del prossimo.

Anche il sogno

disvela un testo criptico.

Occorre quindi procedere,

passo dopo passo,

con cautela

e un leggero vacillare:

senza perdere l’equilibrio

quando ci si sporge troppo.

Rispettare la diversità.

Evitare le proiezioni.

La pretesa dell’uguaglianza.

Il mio desiderio non corrisponde

al tuo desiderio.

Prenderne nota

e attendere

che la lenta metamorfosi del tempo

stabilisca una nuova simmetria

con punti occasionali d’incontro.

12 pensieri su “Traccia nera

  1. Belle le tue parole e le riflessioni conseguenti.
    Forse l’inconscio ci parla e fa parlare la parte più profonda e vera di noi e può trovare la strada per un incontro con l’altro.
    Interpretare credo sia diverso perché agisce una parte di noi più razionale , ci si può sbagliare e si può pressare l’altro nel momento in cui è sbagliato farlo.
    Gli incontri più profondi richiedono tempo🌟
    Grazie

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  2. Poesia bellissima, della quale condivido il contenuto. Veramente bella la riflessione sulla disonestà del pretendere di capire l’inconscio del prossimo, senza avere idea di quello che passa nel proprio.
    Spesso l’interpretazione del prossimo non è altro che la proiezione di se stesso.
    Ed è anche bello il riferimento all’incrociarsi occasionalmente in punti di contatto, nonostante sogni e desideri differenti.
    Un inno all’onestà dell’incontro e del dialogo.
    Complimenti davvero. ☮️🙏

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