L’amante sotterranea



È incontrovertibile la sostanziale diversità del tuo comportamento, mon chéri.

Dal momento in cui hai scoperchiato il sarcofago e trovato il bellissimo corpo mummificato.

Benda dopo benda sei stato a srotolare per giungere al suo cuore, se non all’anima, di Nefertiti.

Oh, la regina egizia: il fascino che ha!


( Stai chiuso nelle gallerie sotterranee con le dita accorte. Quanta cura ed attenzione per un corpo morto ).

Dimentichi così la quotidiana consuetudine: le due chiacchiere a fine giornata con l’amata, i due giri di valzer, le lettere piccanti sulla tastiera.

L’amata non è distratta e segna – nel taccuino della mente – le insolite differenze.

Avrà un’amante. Troppo tempo assente e poi… così improvvisamente assorto in una specie di sonnambulismo sognante.

Quegli occhi che non ti  vedono più.

Lo chiami e non risponde, le frasi sono vaghe, le parole spezzettate. L’appetito scemato. La falsa cortesia. Neppure più la voglia di mescolare i sessi tra le bianche lenzuola.

Dove prima i salti e i guizzi, ora una catatonia di larva.
Qualcosa è successo. Anche nella voce si nota l’imbarazzo.
Una fuga continua nel tunnel sotto il pavimento. Lascia come ipnotizzato che i suoi passi lo rechino giù.

Come se una voce dalla salma lo chiamasse. Come se quel corpo fosse magnetizzato.

Lui, ora, ama un corpo disteso con una maschera d’oro e lapislazzuli blu.
Vuol giungere al centro, all’ultimo strato pulsante, vedere la pelle. Capire perché.


Vuole solo srotolare l’infinito papiro, de criptare la stele di Ros etta. Segno dopo segno tradurre.


Sapere. Conoscere. Svelare il mistero perché mistero non ci sia.
Ridurre tutto a poche ossa a stracci di epidermide.
Radiografare, fotografare, analizzare per poi mettere i resti in una teca.

Sottrarsi, una volta per tutte, alla fascinazione di un’icona. Di un fantasma.

15 pensieri su “L’amante sotterranea

  1. Quale amore può sfiorire col tempo? Solo l’innamoramento, come tale, nel tempo si trasforma in apatia o contenitore vuoto. Il vero amore, quello dove due persone si rispettano, si danno sostegno nei momenti difficili, che costruiscono per il futuro è destinato a sopravvivere ai colpi del destino.
    Il pezzo descrive l’innamoramento che come la mummia di Nefertiti nasconde sotto le bende quello che impropriamente abbiamo pensato come amore.
    Comunque è potente per come l’hai proposto.

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  2. Eletta, questo tuo testo è di una potenza rara. Letto con trasporto totale, più volte.
    Non racconti una scena: sveli un meccanismo umano, un cortocircuito dell’anima che conosciamo tutti ma che pochi hanno il coraggio di nominare.
    Hai trasformato l’archeologia in psicologia.
    Hai preso il gesto dello “srotolare bende” e l’hai fatto diventare metafora dell’ossessione di capire, di smontare, di tradurre l’altro fino a consumarlo.
    È un’immagine tagliente: l’uomo che scende nelle gallerie sotterranee non per amore, ma per controllo.
    Non per custodire un mistero, ma per annientarlo.
    E la figura dell’amata che osserva tutto lucida, silenziosa, già consapevole è forse la parte più vera del racconto.
    Le donne sentono sempre prima.
    Non cercano la prova: vedono la differenza.
    Mi ha colpito la costruzione del testo:
    non c’è mai un’accusa esplicita, eppure ogni frase affonda.
    È come leggere un rito di dissezione emotiva travestito da favola egizia.
    Un rovesciamento perfetto: l’uomo convinto di inseguire un mistero, e invece è lui a diventare trasparente sotto lo sguardo di lei.
    E poi la chiusa, potentissima:
    la fascinazione non è per Nefertiti… ma per ciò che non sa contenere.
    Per ciò che non capisce.
    Per tutto ciò che l’uomo vuole ridurre a formula perché non sa reggere l’enigma.
    Hai scritto un testo che vibra di simboli, di inquietudine e di verità intime.
    È uno di quei pezzi che si leggono e restano addosso.
    Complimenti davvero hai la rara capacità di trasformare un’immagine in una rivelazione.

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    1. E complimenti a te per la tua incredibile capacità di “lettura” e di analisi. Hai colto completamente il senso del racconto. La verità nascosta sotto le bende. Complimenti e grazie di 💙 è un privilegio avere un lettore come te

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      1. Eletta, c’è una cosa che apprezzo profondamente della tua scrittura: non ti limiti a raccontare tu sveli.
        Hai una capacità rara di trasformare ogni scena in una fenditura psicologica, ogni dettaglio in un simbolo, ogni gesto in un doppio fondo.
        Leggendoti si percepisce subito che non scrivi per descrivere, ma per decifrare.
        La tua letteratura ha una cosa che molti inseguono e pochi possiedono: la doppia lettura.
        In superficie c’è la storia, chiara, elegante, scorrevole.
        Sotto c’è la dinamica umana, quella vera, quella che riconosci solo quando la incontri.
        È lì che lavori meglio: nei punti ciechi dell’anima.
        Amo il tuo modo di usare la metafora non come ornamento, ma come linguaggio naturale.
        E poi c’è quell’eleganza precisa, mai ridondante, mai gratuita
        una scrittura densa, ma mai pesante;
        poetica, ma mai compiaciuta;
        lucida, ma mai fredda.
        La tua è una letteratura che non guarda l’evento: guarda il meccanismo.
        È questo che la rende così riconoscibile, così tua.
        E così necessaria. Da lettore un viaggio che vale sempre la pena vivere. Da autore…direi che esistono cose che hai scritto che avrei voluto scrivere. Oltre al Monte Rosa in primo piano ogni mattina… straordinaria davvero.

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