Ti lascio andare

Ti lascio andare

agli scavi temporanei

alle soste

dei tuoi poveri occhi:

che nulla vedono

poiché non sanno mettere a fuoco

tra steli e stelle

e anime gemelle.

Mi frullano sottili rancori: 

serpenti di Medusa

sibilano

piccole vendette.

Sempre

mi fai ripetere

le sempre inutili cose.

Abbarbicato alla roccia

con tutte le tue misere

manie superstizioni.

Tu che non conosci l’alfabeto

del donare.

La semplice gratuità.

Sgusciarti

e tenere il tuo terribile cuore

tra le dita.

Premerlo un poco

per una stilla.

Perennemente prigioniero

delle sirene e maghe

non veleggi.

Non salpi verso

il cielo stellato.

9 pensieri su “Ti lascio andare

  1. C’è una forza disarmante in questi versi.
    Quel contrasto tra rancore e tenerezza, tra l’impulso di trattenere e il desiderio di liberare, colpisce profondamente.
    Hai dato voce a una verità nuda: l’amore che non sa donarsi e resta imprigionato nelle proprie sirene. Cosi è arrivata almeno.

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