
Ti lascio andare
agli scavi temporanei
alle soste
dei tuoi poveri occhi:
che nulla vedono
poichƩ non sanno mettere a fuoco
tra steli e stelle
e anime gemelle.
Mi frullano sottili rancori:
serpenti di Medusa
sibilano
piccole vendette.
Sempre
mi fai ripetere
le sempre inutili cose.
Abbarbicato alla roccia
con tutte le tue misere
manie superstizioni.
Tu che non conosci l’alfabeto
del donare.
La semplice gratuitĆ .
Sgusciarti
e tenere il tuo terribile cuore
tra le dita.
Premerlo un poco
per una stilla.
Perennemente prigioniero
delle sirene e maghe
non veleggi.
Non salpi verso
il cielo stellato.
Davvero bella questa tua poesia, bravissima! ššššššššššššš¤
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie š
"Mi piace"Piace a 1 persona
Bella e potente questa poesia.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie e buona giornata š„°
"Mi piace"Piace a 1 persona
Sera bella
"Mi piace"Piace a 1 persona
š©µ
"Mi piace"Piace a 2 people
š
"Mi piace"Piace a 1 persona
CāĆØ una forza disarmante in questi versi.
Quel contrasto tra rancore e tenerezza, tra lāimpulso di trattenere e il desiderio di liberare, colpisce profondamente.
Hai dato voce a una veritĆ nuda: lāamore che non sa donarsi e resta imprigionato nelle proprie sirene. Cosi ĆØ arrivata almeno.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie Francesco š buona serata
"Mi piace"Piace a 1 persona