Muoveró le mie pedine

Da chi dovrei difendermi, se non da me stessa?

Dall’archivio zeppo della memoria

e dalle lunghe ombre sottili.

Io che so, tutto vedo e prevedo.

Mi vorresti immobile con i fili a tenermi,

le dita tue che manipolano.

Seduta, eretta, china, sorridente e muta.

La voce fuori campo.

Hai già sedotto molteplici comparse.

Sono scivolate seriche sul palcoscenico che tu allestivi.

Non sarò al posto che tu assegni.

Previdente e cauta, muoverò le mie pedine.

3 pensieri su “Muoveró le mie pedine

I commenti sono chiusi.