Riverberi

Sposto lo sguardo sul taccuino dalla ruvida copertina fucsia. Dà una vibrazione così potente. Non sapevo: quando, annoiata, ho allungato la mano e l’ho pescato.

Pagina dopo pagina mi insidia la mente con riverberi nostalgici.

Il corso liquido della sua narrazione: tra colori d’acquerello e scrittura… Ah, ecco dov’era l’agave e la betulla con la leggera chioma bionda.

Pagina dopo pagina, anche se non volevo far altro che staccarmi e invece guardavo. Osservavo la stampigliatura che il tempo aveva impresso e volava via la polvere.

Certo che quando amavo amavo, mi son detta. E quei ritratti come continue carezze. Quanti ritratti ho fatto a tutti quei corpi appesi ormai nello stanzino della memoria. È per entrare scorticare e trovare l’anima.

Quelle pagine piene di vita inavvertita e irradiante. La foltezza lussureggiante del dettaglio. Segno dopo segno.

Chiudo il libretto col laccio viola e lo scaravento nelle fiamme crepitanti.

22 pensieri su “Riverberi

  1. straordinario il magnetismo che emana da vecchi taccuini o da un album di fotografie o da un pacco di lettere: te ne vorresti staccare per non dare la stura alla nostalgia eppure resti lì incollato fino all’ultima pagina!
    ml

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  2. Mi piace davvero molto questo scritto, ha un incedere crudo eppure poetico, sembra non voler mai arrivare ad una fine, ma appena lo pensi ecco che arriva. Come catarsi, in quell’atto finale.
    Mi ci sono ritrovato, stavo a mio agio.

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