Quando tu mi amavi

Chagall

Quando tu mi amavi/ ribolliva ogni cellula del mio corpo come mare in tempesta/ e battevano i tam tam del mio piccolo cuore attendendo l’alba. Non dormivo non mangiavo; ero un arco con la freccia tesa eternamente. Il tuo pensarmi terrorizzava il mio pensiero. Avevo paura nostalgia dei nostri baci e tensione infinita. Mi acquattavo come un gatto tra le tue braccia la domenica pomeriggio/ rubandoti al quotidiano dove tu eri altro da me e da noi. Non mi bastavano i brandelli di minuti.

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Ringrazio per la pubblicazione su Masticadores Italia

Ringrazio per la pubblicazione sul Domenicale di Almerighi:

Gioielli Rubati 252: Eletta Senso – Marina Pizzi – Daniela Patrian – Grazia Palmisano – Franco Bonvini – Maurizio Manzo – Rosario “sarino” Bocchino – Paolo Chinca.

10 pensieri su “Quando tu mi amavi

  1. Attraverso il tuo Chagall e mi riempio di un azzurro infinito.
    Quando amavo riamato abitavo il punto più alto del mio grattacielo
    e non mi spaventava l’abisso.
    Oggi ho memoria solo del vuoto che potrei riempire
    di altri noi
    svaniti giù in fondo.

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