L’amore della mia vita

Immagine grafica di Eletta

Eravamo in un carruggio di una cittadina in Liguria. C’era molta folla. Mia madre disse a mio marito: – Ti accorgi di come guardano tua moglie? Non ero un mostro, ero semplicemente bella.

Eravamo a Pisa a pranzare in un ristorante e il proprietario disse a mio marito: – Stia attento perché questa donna è pericolosa da portare in giro. Non ero una terrorista.

Eravamo in un resort di un’isola esotica a prendere l’aperitivo: il locale era aperto sul mare. Ero abbronzata e portavo un vestitino. Mio marito, a un certo punto esclamò: – Non capisco perché tutti guardano il nostro tavolino. Non scherzava, pensava davvero che gli uomini che entravano guardassero il nostro tavolino, e non le mie gambe abbronzate.

Perché racconto questi fatti? Non certo per vantarmi: essere una bella donna a volte è più una maledizione che un pregio. Li racconto perché, nonostante tutto, nel tempo, dopo anni di matrimonio ho lasciato mio marito. Ero diventata trasparente.

Come scrivevo prima in un commento: ci sono persone che vengono avvisate più volte, ma proprio non capiscono e non cambiano. Poi piangono.

La vita ci avvisa: se vuoi tenerti una persona amala. Non solo perché è bella, ma perché è bella per te. Amare una persona è vederla in tutta la sua essenza: mente, anima, corpo.

Domenica, in una trasmissione televisiva, c’era una donna ( forse un’attrice non so perché seguo poco ) che raccontava la sua quotidianità in quarantena. Sullo sfondo c’era l’immagine di suo marito che le stirava i capelli con la piastra. Lei ha detto che, dovendo vivere intere giornate con lui, aveva scoperto che era proprio l’uomo della sua vita. Che era fortunata.

In questo mese di convivenza forzata, senza le solite vie di fuga ( lavoro, amici, shopping, corsi, incontri, viaggi e divertimenti vari fuori casa ) si scopre se la persona che si ha vicino è davvero, o no, l’uomo o la donna della nostra vita. È il test più veritiero.

Lo si scopre da quello che fa. Anche se ci aiuta a fare i capelli. Anche se mette in campo tutta la pazienza e l’amore. Anche se sa inventarsi nuove attività da fare insieme. Anche se ci dà una carezza.

Anche se, semplicemente, sa vederci. E non perderci.

Ne ho avuto la prova ieri leggendo la bella storia inventata dal marito per la moglie e pubblicata su WordPress. Voler bene a una persona si manifesta anche in piccoli gesti, in doni.

https://guforso.art.blog/

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