Svegliati, che è ora

Quanto è facile giudicare la vita degli altri. Quanto è facile giudicare un atteggiamento sbagliato in una persona diversa da noi.

Poi, quando siamo noi in una situazione complicata e difficile ci dimentichiamo tutta la saggezza. Siamo troppo coinvolti emotivamente. Rabbia paura ansia ci inghiottono.

La cosa che mi risulta più difficile è la distanza. Quando una persona si comporta male nei miei confronti non riesco a non infuriarmi. Eppure so che lo sbaglio sta nel comportamento dell’altro. Ma non riesco a provare compassione e distanza. Subito scatta il giudizio e il risentimento.

L’imperturbabilità non mi appartiene. Sono reattiva.

È che non sopporto la falsità e la mancanza di correttezza. Poiché tutti erriamo, pretendo le scuse se qualcuno si comporta male nei miei confronti. Perché io mi scuso quando sbaglio.

Uno dei veleni che non sopporto è l’orgoglio. Non mi piacciono le persone orgogliose. Si chiudono al mondo nella loro torre eburnea pensando di essere immuni. L’orgoglio va a braccetto con la permalosità. Certe persone non puoi toccarle su un punto debole che subito tirano fuori aculei e artigli. Sono gli intoccabili.

Quando mi trovo davanti un intoccabile io do fuori di matto. Non posso credere che esistano persone così stupide perennemente chiuse nel loro misero mondo senza un briciolo di apertura di consapevolezza, senza uno spiraglio di luce. Senza vedere l’angusta cella del loro fragile io con tutte le grinze e le incrostazioni. Esseri mai grati alla vita, a quello che ricevono ogni giorno per il solo fatto di esistere in salute e senza gravi problemi.

Ecco: di fronte a esseri siffatti permalosi e orgogliosi, ingrati e incupiti io non riesco proprio a stare senza urlare: Svegliati, che è ora.

10 Comments

      1. Sono ancora ai primi passi, mi sto attrezzando …per sopravvivere. Sto imparando a prendere le distanze da quelle persone che definisco “tossiche”… per me. Le persone monolitiche che non cambieranno mai. Ma non è per niente facile…

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  1. Forse ci sono fasi difficili da comprendere, interne o esterne che siano. Ed affibbiare etichette, quando c’è (ancora) un minimo d’affetto… aiuta veramente?
    Anche andarsene ogniqualvolta è una regola ferrea/rigida, forse.

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  2. La penso esattamente così. Basta alzare un attimo lo sguardo, poi guardarci noi vestiti, mangiati, caldi e tanto dovrebbe bastare per essere aperti ad ascoltare tutto e tutti. Non è così facile. C’è chi si sente sempre a credito

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