Pazienza

Sto riflettendo sul tema della pazienza grazie a un libro che ho preso e letto. I libri, come le persone, arrivano al momento giusto.

” La pazienza non aspetta, anche se comunemente una persona paziente è considerata una persona che aspetta, in un’attesa che è vista come passiva. Invece la persona consapevole che sviluppa la mente paziente non aspetta con fatalità gli eventi, al contrario proprio perché non interviene direttamente subito, acquisisce sempre più conoscenza della realtà che la circonda, raccoglie dati, informazioni, emozioni, vaglia i sentimenti dentro di sé, insomma in quella pazienza c’è un gran lavoro di consapevolezza di presa di coscienza che non avremo potuto acquisire se non avessimo esercitato la pazienza”.

Io ho sempre avuto poca pazienza. Ho sempre detestato aspettare. Sono portata al giudizio tranchant immediato e brutale.

L’aver pazienza, però, si raccorda con quanto ho scritto precedentemente in alcuni post, in risposta ad alcuni commenti: la realtà è complessa. Occorre avere pazienza per capire.

Spesso facciamo un’operazione di taglia e cuci. Giudichiamo da piccoli frammenti, riduciamo al banale, cadiamo nelle etichette e negli stereotipi. Chiudiamo nelle gabbie. Non facciamo respirare. Non amiamo il diverso da noi, l’alterità.

La realtà è complessa.

L’altro è l’inconoscibile.

Un po’ di lavoro per andare in profondità, invece di fermarci solo sulla superficie sarebbe bene farlo. Essere pazienti vuol dire anche questo. Prendere in considerazione il tutto con calma e ponderazione.

Imparare a respirare con calma, gustare con calma, vedere sentire ascoltare senza fretta. Un luogo, un cammino, un evento, un incontro, un cibo, un soffio di vento, uno sguardo, un libro, un lago ghiacciato.

Avere la pazienza significa anche abbandonarci lasciarci andare a ciò che capita senza aspettative.

Come ricorda Recalcati nell’ultima lezione Lessico amoroso: quel gioco che si fa da bambini: uno dietro l’altro e il primo che si lascia andare finché, all’ultimo momento, viene trattenuto dalla caduta a terra dalle braccia del compagno. Mi fido di te.

Avere pazienza vuol anche dire: mi fido della vita. Mi lascio andare in attesa del nuovo gioco intreccio incontro.

18 Comments

  1. Concordo! Trovo raramente questa opinione così: l’attesa non è affatto una cosa passiva, sarebbe peraltro impossibile perché la vita costringe sempre e comunque a agire… la pazienza è infatti soprattutto una predisposizione d’animo atta a non pretendere e osservare, come spieghi bene sia tu che la citazione! 🙂

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