Joyce floreale

Questo il periodo di Joyce:

” Arrabbiata tulipani con te caro uomo fiore puniró il tuo cactus se tu non accontenti la tua povera non ti scordar di me che voglia matta ho di violette al caro rose quando presto anemoni ci vedremo ragazzaccio belladonna profumo di moglie Martha”.

A pagina 78 Joyce nell’Ulisse (edizione Mondadori) gioca con i fiori e vegetali vari.

Tutto il periodo è senza punteggiatura e assai bislacco nella costruzione sintattica, direi che possiede un ritmo jazz.

Mi sono divertita a rielaborarlo. Il testo era troppo appetitoso.

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Furente orchidea con te piccolo maschio vischio levigherò il tuo muschio se tu non accarezzi la tua timida mimosa che desiderio sfrenato ho di petunie al viso e viole quando macino girasoli ci ritroveremo novello biancospino.

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“L’ironia di Joyce controlla saldamente un’intera galassia di strategie, atteggiamenti e bizzarrie verbali, nuove, eccessive, derisorie, selvagge, scatenate, tenere e liriche”.

Richard Ellmann

Ho scoperto e letto e riletto Joyce nel 2011. Penso che l’Ulisse di Joyce sia un libro da leggere per chi scrive. Poi lo si può amare o odiare, ma non ignorare. Io l’ho amato e mai mi sono tanto divertita.

Voi lo amate, odiate o ignorate?

21 Comments

  1. Ho sempre fatto fatica a leggere l’Ulisse di Joyce, sarà che mi fu imposto a scuola e in lingua originale. Ho preferito Gente di Dublino, più consono al mio sentire. Rileggerò l’Ulisse, prima o poi, magari prima di andarmene.

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    1. Caspita: in lingua originale deve essere ancora più divertente a livello fonico e linguistico. Perché tradurre è un po’ tradire e lui, Joyce, gioco troppo con le assonanze per cui deve essere stato davvero difficile tradurlo. La versione che ho mi pare ben fatta.
      Grazie per il contributo
      Buon pomeriggio
      🍁🌰

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  2. pensa che Trieste c’è un statua di Joyce posizionata a dimensione uomo praticamente in mezzo alla via, tanto da sempre un passante qualunque quando ci passi vicino. Ogni volta che “incrocio” il suo sguardo gli prometto che prima o poi finirò di leggere l’Ulisse :). Detto questo ho apprezzato molto il tuo cimentarti con un’opera così complessa. Brava!

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    1. Che meraviglia. Devo proprio tornare a Trieste. In effetti l’opera non è davvero semplice, infatti nella mia edizione, ma penso in tutte, c’è il libro aggiunto che spiega ogni passaggio. Un’opera di studio, insomma. Non certo un romanzo che scorre senza cunette e svolte e deviazioni. Però, al di là dell’opera e del suo macchinoso svolgersi, a me piace davvero la capacità linguistica di Joyce di piegare le parole le frasi i periodi in modo rocambolesco. Mi piace il gioco. E infatti mi diverte.
      Grazie Sarino 🍁🌹🌷

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  3. ho finto di leggere la prima volta Joyce per scommessa. Lo trovavo illeggibile e insopportabile. E anzi per molto tempo ho considerato chi ne parlava bene soltanto dei radical chic che volevano darsi un tono.
    Poi mi sono imbattuto in un saggio che spiegava come quella mia sensazione fosse molto comune ma che soltanto quando a una seconda o terza lettura si riesce ad apprezzarlo si può sostenere di amare seriamente la letteratura.
    E mi vergogno a dirlo è stato così.
    Non so come è successo, so soltanto che adesso io considero l’Ulysse il vero capolavoro del secolo scorso. Quel flusso di coscienza ininterrotto una cosa di una bellezza quasi commovente.
    La cosa per me più divertente è tuttavia che se un qualsiasi nuovo scrittore facesse un testo simile oggi non troverebbe nessuno pronto a pubblicarlo . Tutti schiavi dello show don’t tell che mi avrebbe anche rotto il cazzo

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    1. Ogni opera ha il suo momento e senso. In quel periodo l’Ulisse ha dato uno choc allo stile narrativo. Ci voleva per rompere il torpore. Dopo questa opera nulla è stato più come prima.
      Virginia Woolf come te lo odiava per poi riconsiderarlo sotto nuova luce.
      La presentazione del mio blog non a caso è dedicata a Joyce.
      Grazie del commento davvero interessante
      Eletta

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    1. Paola, ciascuno di noi non ha letto qualche libro “fondamentale”: non ci sono diktat. La lettura dovrebbe essere piacere, oltre studio per chi scrive. Abbiamo il diritto di leggere quel che desideriamo e evitare quel che non desideriamo. È vero, come ha scritto qualcuno, che l’Ulisse di Joyce fa parte di quei tomi la cui lettura dà un alone di chic. Ai tempi la Recherche di Proust. Con le sue cinquemila pagine. Si fa quel che si può. Rimane il fatto che i classici, a mio parere, andrebbero letti prima di tanti libri moderni. Prima di Gramellini, Volo e Camilleri. Naturalmente a mio parere.
      Grazie per la tua testimonianza
      Buona giornata 😜

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      1. La mia vergogna (peraltro non è che non ci dormo) si riferisce solo al fatto che un libro riconosciuto come un capolavoro, non è riuscito a far breccia nella mia testa. La Recherche l’ho letta tutta anni fa, senza problemi, intensa ma più lineare. Quanto alle scelte di lettura, per fortuna ci sono tante vie di mezzo che meritano attenzione e ci regalano momenti meravigliosi. Stimo Camilleri per la sua logica imperturbabile (non penso a Montalvano, ma ad altri suoi romanzi, come La concessione del telefono o La scomparsa di Patò). Gramellini, Volo, la Gamberale e molti altri che fanno impennare le classifiche sono, secondo me, buoni per le medie (le scuole), o forse per chi non ha mai letto niente e da qualche parte deve pur cominciare

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      2. Infatti. A ciascuno il proprio libro. So di essere un po’ pretenziosa nella lettura, ma non solo. Riconosco dalla prima immagine un film che mi piacerà. Per la narrativa mi piace lo stile non piano, un po’ contorto. Adoro Nabokov per esempio. Con i suoi francesismi e i voli. Mi incanta con le sue farfalle anche linguistiche. A livello di emozioni amo Simenon quando non compare il suo Maigret. E Marías. E tanti altri di cui ho scritto e scriverò.
        Confesso di non aver mai letto Gramellini e Volo. Di Camilleri qualche pagina di un libro senza dialetto, ma non mi piaceva.
        A ciascuno i suoi libri come a ciascuno i suoi colori, gusti, desideri.
        Ciao cara e grazie

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      3. Altre affinità: Simenon senza Maigrait, e Marìas. Di Volo ho letto il primo libro per pura curiosità, meno stupido di quanto mi aspettassi, ma più che sufficiente. Gi Gramellini ho letto il tanto decantato Fai bei sogni, non ho parole. Per me in cima c’è Saramago, Alice Munro, La Nemirosky

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