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Dolce luna

Dolce luna tuorlo di biacca che mi guardi con i tuoi occhi cavi mentre mi monta la marea mentale e ululo per i fili che mi s’impigliano ai cervelli

Dolce luna tuorlo di biacca che te ne stai appesa al filo ad asciugare le attese di soli e fiori di stagioni e nevi trascinando Re e pastori alla tua corte… dolce regina della notte buia

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Luna piena

Non lo so mai finché non controllo sulla mia agenda che, guarda caso, si chiama: Agenda della luna.

Oggi mi dicevo: – Oggi non gira. Eppure mi ero svegliata di buonumore. Poi tutto è virato. Cominciando dalla linea telefonica che è sparita: solo emergenza. Così diceva lo smartphone. Niente telefono e niente rete. Accidenti: avrei voluto vedermi un filmetto simpatico…

Mi deve arrivare un pacco. Stare a milleduecento metri significa anche essere fuori dai giri di consegna. Odio attendere un corriere perché non mi permette il movimento che desidero. Faccio un salto in automobile per la spesa dicendo al vicino se per favore, mentre non ci sono, può ritirarlo. Torno e aspetto: non arriva nessuno.

Oggi non gira. Mi sento nervosa… e poi mi dico: – Ma non è che c’è la luna piena. Apro l’agenda ed eccola lì. Sì. Che sciocca. Ecco perché oggi non ero dell’umore giusto, quello che permette di non prendersela troppo per i soliti stupidi inconvenienti e accidenti. Per colpa della luna.

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Silenzio

Qui c’è silenzio. Un silenzio assoluto. Sento solo lo scalpiccio di lenti passi al piano di sopra e non posso fare a meno di pensare a quel film di Hitchcock di cui non ricordo il titolo. Ricordo solo che il marito aveva deciso di fare impazzire la moglie.
Qui non passano auto.
Non transitano aerei sulla testa.
C’è solo silenzio. Così leggere, come sto facendo ora, un bel libro, è davvero facile perché nessuno e nulla disturba.

La negoziante stasera ha detto che alle sei c’era la luna proprio dietro il monte. Mary mi ha detto di guardarla la luna.

Tornando a casa l’ho cercata per tutto il cielo, ma non c’era.

Nel contempo però c’erano i colori cupi e caldi dell’imbrunire boschivo.