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Studio di Eletta Senso

In Accademia c’erano ore e ore di studi. Ma non della mente. Studio degli occhi, della capacità di osservazione, dell’abilità del saper vedere. Ombre luci linee forme volumi profondità textures.

È esattamente quello che fa un qualsiasi musicista per imparare a suonare uno strumento, o un ballerino per imparare a danzare, o un attore per imparare a recitare. Ore e ore e ore di lavoro serio, apparentemente noioso e inutile.

Ma a che serve copiare solidi tutti i giorni con un carboncino in mano e un foglio bianco? Tre ore con davanti un cubo e una piramide. A che serve? Questo mi chiedevo il primo anno. Poi ho scoperto che serviva a imparare a vedere.

E solo dopo si poteva vedere e disegnare anche il corpo di una modella. E saperla disegnare.

Apprezzo molto qualsiasi artista contemporaneo che sappia disegnare. Anche Picasso sapeva disegnare prima di rompere i canoni.

Non sopporto chi butta colori linee forme come potrebbe tranquillamente fare uno scimpanzé, credendosi “artista”. Anche buttare colori linee e forme abbisogna di senso estetico e della capacità di saper vedere. Come qui:

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Disegnare le mani

Miei lavori

Disegnare le mani è davvero molto difficile. In Accademia erano ore e ore di esercizi e studio.

Non è quello che proporró come secondo esercizio del corso: Imparare a vedere per imparare a disegnare.

L’esercizio ha come scopo quello di osservare/vedere le linee di una nostra mano e inseguirle.

Come già detto nel primo articolo di questa serie non dobbiamo aspettarci risultati. Non importa il prodotto finale, ma la pratica.

Se siamo destrimani mettiamo la mano sinistra appoggiata sul tavolo e prendiamo uno strumento a piacere, penna o matita, nella destra. Mettiamo un foglio bianco davanti a noi e cominciano a osservare la mano sinistra partendo dal polso per poi salire. Mentre osserviamo le linee di contorno, che partono dal polso e salgono, segniamo sul foglio bianco quello che vediamo. Perdiamoci in ogni linea di giuntura in ogni piega e facciamo scorrere lo strumento come un sismografo.

Non ci deve assolutamente interessare che alla fine del lavoro noi abbiamo veramente disegnato la mano osservata. Quello che ci importa ora è disegnare con la velocità di una lumaca: molto lentamente seguendo ogni linea.

Miei lavori

Per imparare a disegnare occorre imparare a vedere. Questo e altri esercizi che proporró sono finalizzati all’uso della parte destra del cervello.

Rifate l’esercizio tutte le volte che volete.

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Imparare a vedere per imparare a disegnare

Ho deciso di iniziare oggi un corso per tutti quelli che vorrebbero imparare a disegnare, ma pensano di non essere capaci.

Per abbattere l’idea della nostra inettitudine al disegno ( non sono portato, non ho talento, non sono capace…) la prima cosa da fare è vedere la realtà così com’è.

Uno degli ostacoli più grandi è dovuto all’uso mentale degli stereotipi.

Una casa è fatta così: ha un tetto triangolare e un rettangolo o quadrato sotto, un albero ha un tronco dritto e dei rami che vanno in su, un viso ha due occhi e un naso e una bocca.

Da sempre abbiamo sviluppato la facoltà di associare la parola pera all’immagine del frutto pera. È un’immagine simbolica che non tiene conto delle infinite varietà e forme dell’essere pera.

PRIMO ESERCIZIO

Quindi. Primo esercizio. Prendete un foglio e scrivete la data e esercizio 1. Titolo: Disegno un albero

Disegnate con lo strumento che preferite un albero.

ESERCIZIO DUE

Poi, in un secondo momento, uscite e andate a cercare un albero. Portate un foglio e scrivete esercizio 2

Titolo: Disegno dell’albero… in via, nel parco, nel mio giardino…

Ora mettetevi comodi e osservate l’albero che avete scelto. Con lo sguardo sostate e accarezzate ogni singolo ramo ogni parte del tronco ogni foglia.

Dopo averlo osservato a lungo, senza pensare al risultato, cominciate a seguirne le linee partendo dal lato del tronco e salendo. L’occhio deve seguire le linee di quello specifico albero e la mano segnare le linee come un sismografo.

Non importa il risultato. Non importa che disegnate tutto l’albero scelto. Potete farne solo una parte.

L’importante è che non date retta alla vostra mente che vi dice che un albero è fatto così imponendovi lo stereotipo. Voi dovete essere fedeli al vostro albero che magari è storto obliquo con i rami intrecciati…

Questo esercizio può essere ripetuto, tornando dal vostro albero, più e più volte. Finché lo vedete per quello che è e lo riconoscete.

Fatemi sapere come va.

Alla prossima lezione.

Il corso avrà l’etichetta : Imparare a disegnare