
Particolare di un tappeto orientale che alloggia sul mio divano arancione in pelle.
Mi sono sempre piaciute le cose belle. Un tempo le cose belle – per esempio nel settore abbigliamento + erano anche di qualità. Se prendevi – ad esempio – un cappotto di Gianfranco Ferrè in cashmere eri certo che era cashmere di prima qualità.
Meno era meglio di molto.
Poi sono arrivati i sintetici e le cineserie. Via all’acquisto compulsivo tanto costava tutto così poco.
Per fortuna ora si sta tornando a un po’ di senno. E al riciclo. E all’attenzione del filato naturale o sintetico, ma riciclato, dei marchi e del consumatore.
Ho solo maglioni in pura lana ( qualcuno prodotto da me ) o cashmere. Preferisco prenderne uno all’anno, ma ottimo. È la prima cosa che ormai guardo quando mi viene voglia di acquistare un abito, pantalone o maglietta: la composizione. Solo cotone lino canapa lana…
È una scelta che dovremmo fare tutti perché fa parte di una condotta ecologica. Gli abiti sintetici difficilmente possono essere riutilizzati e fanno montagne di immondizia.
L’impatto della produzione e dei rifiuti tessili sull’ambiente | Tematiche | Parlamento europeo https://share.google/AhpmkIIjSDO2ib94v