Ina ina

In attesa di scendere in sala operatoria il dottore ogni tanto arriva e mi chiama “Elettina” perché si sa, qui in una camera d’ospedale, si torna tutti bambini.

La bambina è tranquilla. Le hanno messo la farfalla per le flebo & C. Le hanno fatto mettere la camicina allacciata dietro.

Un modello da Nonna Abelarda, una cotonina delavè. Ultima moda.

Arrivata alle 8,30 ora sono passate tre ore e non so nulla: quando scenderò quanto starò giù come tornerò in camera e, soprattutto, se riuscirò a dormire nel mio letto a casa o mi terranno qui.

So, a ora, quale ortopedico mi opererà. Di lui mi fido. E questo è già un dato.

Non pranzerò e sono a digiuno dalla mezzanotte.

Mi hanno operata alle 17,30. Sono tornata in camera dopo un’ora e non sentivo più le gambe per l’anestesia. Antidolorifico e altre flebo.

Ora ho un leggero gesso stivaletto. Ormai le ho provate tutte; tutore intero, tutore interno più morbido, fasciatura e gesso.

Mi auguro di tornare a casa stamattina.

Vado a casa!

14 pensieri su “Ina ina

  1. Quella camicina delavé è unisex. Era la stessa che ho indossato per l’angioplastica. Secondo l’infermiera dovevo allacciarmela io con risultati che era svolazzante.

    Forza! Non disperare. Sei a casa con una nuova calzatura al piede.

    Un abbraccio

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