Cara Chiara Tautogramma lettera in C

Cara Chiara che canti continuamente cantilene, chiamami così ti comunico certe cosette.

Ti chiederò ( per esempio) che cosa cerchi continuamente in casa.

Certamente chiudi cassetti e cassettiere con chiavistelli nel caos. E poi cerchi ciò che hai chiuso.

Comunque chiamami che cercherò di calmarti. Ciao s-calmanata Chiara…



Buongiorno per il Giocolinguisticodellunedí propongo un tautogramma in C in forma di lettera.

Sopra il mio esempio. I vostri testi saranno pubblicati qui sotto e avrete tempo fino a domenica prossima per l’invio.

Grazie per la partecipazione e buon lunedì

Eletta



Testo finito in spam di Max


Cara Cinzia,
Conservo con cura certi ricordi che il cuore custodisce, come cristalli colmi di calore.
Ci sono connessioni che crescono nel silenzio, capaci di creare complicità, confidenze e carezze dell’anima.
Con te ho conosciuto colori che credevo cancellati: conversazioni complici, curiosità condivise, cammini comuni tra cultura, canzoni e cieli pieni di sogni.
Certe emozioni, così delicate e profonde, continuano a vivere anche quando le circostanze ci chiedono cautela.
Credo che alcune persone compaiano nella nostra vita come coincidenze cariche di significato: ci cambiano, ci completano, ci costringono a cercare dentro noi stessi ciò che conta davvero.
Conservo quindi questo sentimento con rispetto, consapevole che ciò che è stato vero non scompare: cambia forma, ma continua a brillare.
Con affetto,
@Max

35 pensieri su “Cara Chiara Tautogramma lettera in C

  1. La mia proposta è cavalleresca, buona serata. 🍉

    Canto di Corrado

    Corrado, conte cristiano,
    comanda cautela, cammina cauto Clemente.
    Castelli crollano, mentre cavalieri combattono,
    Le crociate cambiano le correnti crudeli.
    Corrono corrieri cercando compassione,
    e i cieli cupissimi coprono campi.
    Centurioni catturano i cittadini,
    conducendo catene, creando corruzioni.
    cerco consiglio, cerco complicità,
    che il tuo cuore coraggioso custodisce.
    Cristo conceda clemenza,
    confortando cuori crepati,
    chiudendo così crudeli conflitti.

    Confido ciecamente,
    con coraggio,
    Corrado, Conte Chiaramonte.

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  2. Ecco la mia lettera, un po’ irriverente:

    Callisto caro,

    ti chiedo cortesemente un chiarimento, così da colmare la colossale confusione creatasi. Confesso che non capisco: credo che tu abbia commesso una comica ca**ata, che considero una cialtroneria da cafone, non una carineria. Cercando di consolarmi, credevo che tu volessi comunicarmi che mi avresti certamente “chiamata”. Cliccando con la tua consueta, cronica cecità, ciò che hai composto compariva chiaramente sul cellulare come una contestabile… “chiavata”? Caspita! Una casualità capziosa, caro il mio caprone, o una cretineria? Ci credi che non ci casco? Sei un caso clinico, un completo catastrofico cialtrone

    Ciao, Chantal,

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  3. Caro Carlo,
    che calma in campagna!
    C’erano centinaia di campi di calle celesti, così carini…
    Camminavo, contandoli, cercando di custodirli nel cuore!
    Ci credi che i cardellini cantavano continuamente?
    Confesso: che caro il cenno della tua compagnia, corta ma cortese e coinvolgente!
    Certamente ti cercherò, camminando in campagna!
    Ciao ciao, Caro Carlo!

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  4. Chiarissima Carlotta, che cominci a cantare con chiacchiera canora come un cardellino.

    Nel tuo cantuccio al caldo continui a cinguettare ciangottando come se non crescessi mai.

    Chiuso il capitolo del canto cambi la conversazione con Clarissa cercando di circuirla per coinvolgerla nella tue carenze.

    Un cenno alle conseguenze dei commenti e un consiglio: non cancellare la canonica comprensione di chi ti considera capace.

    Ciao

    Clara

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  5. Corinna, ciccina cara, continueremo a costruire castelli di carta come fossero una casa di cemento in cui credere cecamente? Credi davvero che costituiamo una coppia consolidata? Più che coppia siamo copia di cartapesta della classica comunità coniugale, noi cortesie e coltelli, canzonette e cicatrici, come può continuare?

    Clemente, ciccino mio, coltelli, cartapesta, cicatrici, che cretinate cianci? Ti consiglio camomilla e di consultare uno che ti curi. Ci considero una coppia concreta, costruttiva.

    Corinna, sei cieca! Non capisci che coliamo a picco come caravelle di Cristoforo Colombo?

    Ma ciccino, le caravelle non colarono!

    Corinna, ciccina per un corno, non controbattere a chiodo e cerca di comprendere il contenuto: ti chiedo collaborazione, sono in crisi.

    Clemente caro, conosco la tua crisi: ha capelli corti e chiari, un corpo così così e un culo da cammella. Credo che si chiami Cinzia. Sai che c’è? Ti cedo la conquista, coccola come credi ma non chiamarla ciccina, semmai cicciona! Io chiudo, ciao.

    ml

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  6. Cara Claudia,
    c’è caldo, caldissimo; credo che Celsius crollerebbe. Comunque, con coraggio continuo certe consuetudini: chiamami, centelliniamo un caffè in compagnia.
    Che combini? Conosci circostanze curiose, coltivi compagnie, corri, componi, copuli?
    Confessa: capirei comunque.
    Concludo, ché comincia un crepuscolo color corallo, le cicale concertano, i cani contestano, qualcuno canta.
    Ciao

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