
A coloro che hanno ( pensano di avere ) la verità in tasca
A coloro che danno consigli agli altri utilizzando l’imperativo ( fai, pensa, salta, decidi )
A coloro che amano i bla bla bla senza coerenza con le loro minime scelte quotidiane
A coloro che credono di incantare i serpenti – e i serventi – con il piffero magico
A coloro che scelgono la via razionale dimenticando quella simbolica, sottopongo questo frammento:
Consapevole di non disporre di una verità universalmente valida, la coscienza simbolica non scomunica, non dichiara eretici i dissenzienti, non accende roghi, non dispone di libri sacri privilegiati rispetto ad altri perché contenenti la libertà assoluta.
La coscienza simbolica sa di essere per via, e non scambia la via incerta per la via definitiva.
Per questo non riconosce alcuna autorità all’infuori del simbolo cui ha deciso di affidarsi per l’indicazione che fornisce e non per il suo imporsi in realizzazioni temporali; essa sa che il simbolo è autorevole in quanto rinvia a una trascendenza e non in quanto esplica la propria autorità nel mondo.
Per questo ogni realizzazione temporale del simbolo contiene già in germe della non verità, da cui il simbolo può liberarsi solo sottraendosi a ogni determinata e puntuale incarnazione, solo restando in sospensione.
Nessuno sa. Nessuno è arrivato. Siamo viandanti in cerca, sia nella realtà diurna che in quella onirica.
Il frammento è di Umberto Galimberti- La terra senza il male