Ambarabà ciccì coccó

Ambarabà ciccì coccó

Tre cretini sul comó

Che facevano la guerra

Ai poveretti della terra.

Ma nessuno li fermò…

Ambarabà ciccì coccó.


Chi ha letto il dotto ed esilarante capitolo di Umberto Eco su questa famosa filastrocca nella sua versione originale :

Ambarabà ciccì coccò

Tre civette sul comò

Che facevano l’amore

Con la figlia del dottore .

Ma la mamma le chiamò…

Ambarabà ciccì coccò.

Sa di tutte le versioni nella lingua francese , tedesca, inglese…

chi ha letto il mini trattato di Eco in cui ci comunica che trattasi, come è evidente a prima vista, di un quinario doppio con doppia accentuazione su prima e quarta sillaba, che introduce quattro ottonari dattilici, di modo che i sei versi procedano a rima baciata…

forse non ha sorriso come ho fatto io, ricordandomi di una cena con editore e poeti e poetesse che amabilmente, tra una forchettata e l’altra, facevano gran spolverio di conoscenza di quaternari e decasillabi e versi parisillabi e verso sdrucciolo e altre regole della metrica, mentre al di sopra e al di là di questi noiosissimi tecnicismi il mio editore mi lanciava fameliche occhiate di smeraldo luciferino.

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