Indovinello

Adorabile, ma incostante

Mia luce, dell’aureo tuo giro

di vite m’avvicini, e io guardo 

te, folle falena, e lo sguardo 

m’acciechi se solo ti miro.

Io vedo da bianca corolla

fiorir le tue forme tornite

di anfora greca, di ampolla,

di giara di latte, squisite.

La sera, mia piccola, sosto

su un libro, e tu dietro le spalle

conforti le pagine gialle,

m’avvolgi di quei fili d’oro

che al sommo del capo tu ostenti.

Lo sguardo tuo chiaro io adoro

felice, e una vampa tu senti

percorrere tutti i tuoi nervi

se solo fo un gesto. Ed a quello 

ti ecciti, ardi, mi servi,

e quasi con il polpastrello

non oso toccarti perché 

d’ardor bruceresti anche me. 

Adoro con te, mia fedele,

sedere in un ristorantino 

al lume di poche candele

per intimo e dolce festino.

Adoro nei luoghi più aperti

indurti un poco alla volta

a offrirmi, dei tuoi lacci sciolta, 

dei lumi sui gesti più esperti.

Ma come ti sento insicura!

Talora il tuo viso si oscura,

ti scuoto, ti stringo alla vita…

È come se fossi svanita,

sei diaccia, è finita, è finita!

Lo sai che ti dico, o svampita? 

Ne trovo altre cento, se credo!

Ritorno a un’amica sincera,

a un’antica fiamma. E io tento

rivivo un languore ormai spento

da tempo. A che serve? Non vedo

che ombre. Mi osservo allo specchio 

mi sembra di esser più vecchio

e mormoro: ” Che brutta cera!”.

Di che cosa si tratta?


Questo è un bellissimo indovinello a firma Umberto Eco.

Riuscite a capire di cosa scrive? Provate a indovinare…

La risposta verrà pubblicata stasera qui ⤵️ buona giornata

9 pensieri su “Indovinello

  1. Sì, ho controllato online: è proprio la candela o la sua fiamma. È stato decisiva, per me, L’esclamazione finale ‘Che brutta cera!’ 😊 Fino a metà, pensavo piuttosto al Sole, vale a dire sempre a qualcosa di fiammeggiante. Buona giornata!

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  2. Direi che si tratta di una lampada più precisamente una lampada da tavolo.
    È adorata perché illumina, ma incostante perché può spegnersi all’improvviso, ha forme diverse (anfora, ampolla), sta accanto ai libri, crea intimità nei ristoranti, accende e spegne atmosfere. Quando viene a mancare, resta solo l’ombra… e lo specchio restituisce stanchezza.
    Un indovinello elegantissimo, sensuale e ironico, proprio nello stile di Umberto Eco far parlare un oggetto quotidiano come se fosse una relazione amorosa.

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