
Prima di pubblicare altri mini capitoli dei racconti semiseri per le vacanze natalizie mi sembra corretto spiegare velocemente lo stile sotteso.
Quando li ho scritti ero in Trentino con amici e mi portavo sempre appresso il libro Ulisse di Joyce.
È normale, chi legge molto e scrive lo sa, è normale dicevo essere influenzata dallo stile dello scrittore o scrittrice del libro che legge.
Per quanto riguarda l’Ulisse si tratta di romanzo talmente complesso che mi era più agevole assumerlo a piccole dosi. Leggevo e scrivevo sotto il suo influsso. Come magnetizzata.
L’Ulisse è scritto seguendo il flusso di coscienza che consiste nell’annotare i propri pensieri così come vengono, senza badare troppo alla punteggiatura alla logica, in modo frammentario non sempre ordinato pulito definito.
Naturalmente non è lettura facile. Si può dire per quanto mi riguarda: libro continuamente preso e ripreso ( con la guida per la lettura ) considerato i continui rimandi a opere e scrittori assai noti…
” Joyce vuol dire l’espressionismo, cioè l’idea dell’arte sentita come passione ma anche come gioco verbale. Insomma nel caso di Joyce ogni sua riga è importante”.
Jorge Luis Borges – Conversazioni
Che i testi fossero stati scritti sotto l’influenza di Joyce ne abbiamo già parlato. Come commentai allora. Questo è uno dei pochi autori che non sono mai riuscito a digerire. Ricordo di aver comprato gente di Dublino, Ulysses e Finnegans Wake. Incominciati un numero enorme di volte e chiusi dopo poche pagine, finché non ho rinunciato a leggerli. Ho letto mattoni e sono arrivato alla fine ma la scrittura di Joyce proprio non riesco digerirla. I tre volumi sono finiti sotto una montagna di altri libri e credo che non li prenderò in mano più.
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Ciascuno sceglie cosa leggere e amare. Buona giornata ✨💫
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Certo. Sera
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Lo leggo tenendo presente il tuo punto di partenza nella premessa precedente, e per questo scelgo di non commentarlo subito nel dettaglio.
Lo fotografo, per ora, come una prima immagine.
Quello che sento è un disallineamento consapevole: le scene non cercano continuità, i pensieri non si rimettono in ordine, la lingua si muove per attriti e deviazioni. Non c’entra “far tornare i conti”, c’entra lasciarli aperti.
È un testo che non si sistema, e proprio per questo funziona.
Resta addosso più per la tensione che genera che per ciò che dice.
Qui la tua scrittura ha calibro e densità, una presenza che non chiede consenso e non si spiega.
Lo seguo. Quando sarà completo, tornerò a dirti cosa mi ha fatto davvero. E’ stupendo
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Grazie penso che sarai l’unico a pensarla così…😉 Stile narrativo non facile e apprezzabile.
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Interessante, quando leggevo parecchio anche a me capitava poi di scrivere sull’onda di quanto avevo percepito dalla lettura. Buona Epifania 👏👏👍👍🤗🤗😉😉😊😊
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Grazie Max buona giornata 💫✨💫
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