Marina Abramovic

Marina Abramovic  si è ferita per mostrare le ferite altrui e altrove: nei conflitti bellici

ha saputo tendere un arco davanti al suo amore – vero amore – che tendeva l’arco verso di lei.

L’artista impugna un arco dorato dalla parte del legno, mentre da quello della corda è Ulay a tenere tesa la lunghissima freccia che punta al cuore di lei. La performance dura quattro minuti e quattro secondi, durante i quali basterebbe una distrazione, un respiro sbagliato, una perdita di equilibrio o di fiducia e Marina non avrebbe il tempo di spostarsi dalla punta della freccia e comunque non lo farebbe. La tensione della performance è sconvolgente, perché l’arma che li unisce è la stessa che li divide, metafora potentissima dei rischi di un amore totale. *

Marina è stata ferma immobile e si è fatta attraversare dallo sguardo di chi aveva davanti. Marina ha attraversato con lo sguardo chi aveva davanti.

Solo chi sa sedersi davanti a una persona e guardarla in perfetto silenzio per farsi attraversare dal suo sguardo e per attraversarla con il proprio sguardo può capire il senso.

Perdiamo sempre troppe energie a parlare senza dire nulla di importante. Spesso parlare ci allontana, ci difende dallo stare semplicemente con noi stessi. Quando rimango in silenzio di fronte a una persona a me completamente estranea e comincio a guardare nei suoi occhi è come aprire una porta su un’altra realtà. *

Dal libro; Morgana – Michela Murgia Chiara Tagliaferri

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