Un occhio

Spazio bianco orizzontale un occhio dipingo

D’egiziana, poi il gemello associo accanto

Per le sopracciglia il pennello ancora intingo

Con leggere ombre dello sguardo fo l’incanto.

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Poi discendo e il naso segno, a distanza

Nero intenso labbra carnose faccio in basso

Nero intenso a sinistra con costanza

Passo e ripasso, la prima gelosia abbasso.

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Poi col magenta mi sposto di là

E un’altra gelosia lascio aperta…

Ecco: donna, sei chiusa qua

Guardi fuori e stai all’erta.

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Aprite le finestre, ma ferme stanno

Fate entrare luce, un poco appena

Nel box lei sorride – pochi lo sanno

Indietreggia d’un passo legata alla catena.

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Ballar vorrebbe… alzarsi, lontana volare

É lì ferma, fossilizzata nel suo essere immobilizzata

Ci vogliono raggi caldi e onde lente di mare…

Lavare! Purificare! La bella paralizzata.

Questa appartiene a una serie di quartine estremamente magmatiche perché nate d’impulso in uno strano periodo della mia vita. Dopo molto tempo ho deciso di ripubblicarle perché prendano nuova aria e vita.

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