Ri pubblicazione MasticadoresItalia

Non so se capita a tutti voi, amati scribacchini e scrittori, di rileggere un testo scritto quattro o tre anni fa e rimanere stupiti: non ricordate nulla e, quindi, procedete nella scrittura con stupore esattamente come quando si legge qualcosa di un altro autore.

Quando l’editore Simon James Terzo mi ha scritto che avrebbe pubblicato questa poesia/canzone gli ho risposto: non ricordo di aver scritto una poesia con questo titolo. Poi mi ha mandato il link e ho letto.

https://wp.me/pbPX5e-2g1

Caspita: era – ed è – proprio adatta alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E io manco mi ricordavo di averla scritta.

Sarà ora che faccio un po’ d’ordine e, magari, una cartella con le mie poesie.

Qualche editore mi scrive di inviare lavori per diversi concorsi. Per ora no. Ma un domani chissà.

Ringrazio come sempre Simon James Terzo per averla pescata e ripubblicata su MasticadoresItalia

Comunque per chi vuole leggerla ecco il testo:


Mi cantava canzoni

con la voce
suadente
carezzevole


suonava con arte
lo strumento
per me.


Con arte
suadente
carezzevole
mi raccontava della moglie:
della moglie
persa
nella nebbia.


E lui che non trovava più l’armadio
nella stanza
e neppure la stanza:

tutto evaporava
e non c’era più
lo spazio
e il tempo.


Così si confidava
con le parole suadenti
e carezzevoli.


E intanto,

lacrimando lacrime arse,
beveva i miei occhi
si nutriva delle mie labbra
passava sul mio corpo
le dita:
le dita sue suadenti
e carezzevoli.


Con gli occhi appena inumiditi
da commediante esperto
affranto e malinconico
quel tanto che basta.


Poi
mi ha infilato
nella schiena
uno stiletto.


Il sangue è colato
sul pavimento bianco
ha disegnato
un arabesco rosso
in modo così suadente
così
carezzevole.


La mia vita

è evaporata

evaporata

nella nebbia


e non c’era più l’armadio


a contenere i miei vestiti.


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