Il biglietto

Avevo scritto un biglietto. Parole sparse sul foglietto con colori. Non ricordo cosa avevo scritto. Ma era uscito dal cuore.

Mi era arrivato un foglietto. Lo tenevo in tasca e sentivo il calore. Era la sua risposta. Era scritta col cuore.

Quando due anime si spalancano non ci sono barriere ostacoli. Non c’è più tempo e spazio. È tutto lì.

Ed è stato lì l’inizio del nostro epistolario.

Un fitto calligrafico continuo come binari e corse d’ansimi e respiri.

Chi sono io era versato nei fiumi d’inchiostro e chi era lui. Raccontarsi la vita e la filosofia.

Senza cancellazioni. Senza tentennamenti. Un filo continuo rosso che univa i nostri cuori. E le anime.

La sua scrittura minuta e fitta come una foresta di erbe. La mia scrittura come onde lente e scogli.

Non mi è più capitato di avere un epistolario d’anime. Certo parole ne ho scritte e ricevute. Ma senza sangue e sapore. Senza galoppi e fiati. Parole senza anima. Consuete.

Chi scrive con l’anima dà carne e corpo alle parole.

27 pensieri su “Il biglietto

      1. Se una persona è tetraparetica grave, come me, la benedettissima tecnologia diventa un’estensione del corpo. Ma vi rileggete quando scrivete “abbiamo perso molto?” (Marva)

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        1. Hai ragione. In certe situazioni come la tua, la tecnologia è una possibilità che prima non c’era per connettersi con il mondo. Perdona chi non aveva considerato questa realtà. Ogni aspetto ha molteplici facce e possibilità che non sempre vengono considerate. Buona giornata 🍁🍂🍃

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    1. Grazie anche tu sai cogliere le preziose gocce di una scrittura ⭐️🌟⭐️non ne avevo dubbi, sapendo del tuo stile narrativo 🍁🍂🍃buon pomeriggio caro

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