
Sia concesso
alle parole di urtarsi
– con acrobazie letterarie
e salti arditi.
Quando avevo il fiato ghiacciato
m’uscivano nubi
cristalizzate
dalle fauci.
A volte
avevi una massa inestricabile
di filamenti
depositati da tempo immemore
muschi e licheni muffe e ragnatele
polveri
che non mi era permesso sciogliere.
Era concesso
alle nostre parole
d’urtarsi
come scudi e lance.
Così erano le battaglie
dei nostri ego
non avvezzi a compromessi e diplomazie.
C’era così tanta pace poi…
quando le parole
stavano distese con i corpi
e danzavano
solo sussurri leggeri.
Abbandonata
la ruvida sonorità
restava solo
un’armonica tessitura fonica.
bei versi sull’intimità delle parole.
anche se lo scenario è quanto mai amoroso e privato, a me quell’incipit ha fatto pensare di riflesso ai nostri giochi di scrittura (Sia concesso
alle parole di urtarsi
– con acrobazie letterarie
e salti arditi.)
🙂
ml
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Ho avuto la fortuna di avere una relazione con uno scrittore. Quando l’amore per la scrittura si unisce all’amore è estasi. Buona giornata caro Massimo 🌹
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Una splendida poesia che mescola parole e immagini in una specie di caleidoscopio che varia di verso in verso.
Bella domenica
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Buongiorno 🌹
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Bel pomeriggio
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Grazie
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😀
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Bellissima, i miei complimenti.
Con un sorriso… 😀
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Grazie Irene e buona giornata 🌹
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