
Da chi dovrei difendermi, se non da me stessa?
Dall’archivio zeppo della memoria
e dalle lunghe ombre sottili.
Io che so, tutto vedo e prevedo.
Mi vorresti immobile con i fili a tenermi,
le dita tue che manipolano.
Seduta, eretta, china, sorridente e muta.
La voce fuori campo.
Hai già sedotto molteplici comparse.
Sono scivolate seriche sul palcoscenico che tu allestivi.
Non sarò al posto che tu assegni.
Previdente e cauta, muoverò le mie pedine.
E le muoverai con grazia e intelligenza 😉
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Audace questa ribellione…nel segreto.
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È quando si dice BASTA
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