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Attimi

Nostalgia

Quando, liberando gli album delle migliaia di fotografie fatte, mi capita di scorrere quelle del settembre dell’anno scorso… a me viene da piangere.

A distanza di un anno che abisso emotivo. L’anno scorso ero in Salento: vacanza mare luoghi stupendi bagni di mare e sole. Nelle fotografie sorrido come una bimba.

Ora sono uno straccio. Esausta. Non ho più forze. L’idea di prendere la macchina per andare alla casa nuova a scaricare mi dà nausea.

Mi auguro che questo periodo finisca presto per ritrovare calma energia e serenità.

Buon fine settimana

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Stagioni

Archivio foto

Ieri sera ho deciso di eliminare un po’ di fotografie dallo smartphone. Non ricordavo di avere un album dal titolo: Inverno. Poiché conteneva più di cento immagini le ho viste per eliminare il possibile.

Ma sono rimasta a bocca aperta. E ho avuto l’ennesima prova che io amo l’inverno e l’autunno e detesto l’estate.

Per via dei colori: blu e tutte le sottotinte fino all’indaco e turchese; verdi spenti e bassi; bianco ghiaccio con tutte le sfumature.

Mi è venuta una nostalgia delle vette: per motivi che non sto a dire non sono più salita ai tremila. E mi mancano molto.

Per via del Monte che acquista una maestosità quando si ammanta di neve.

Per via della pace, nell’intimità silenziosa e ovattata delle giornate col cielo terso e l’aria frizzante.

Non dovrei proprio lamentarmi considerato che, a differenza di chi abita in pianura, io stamattina sono salita con il solito percorso coperta da un maglione… la mattina qui fa freschetto.

Ma è così: per il mio temperamento mi si addice meno luce, ma luce più tersa, meno fuori e più dentro, più colori freddi che colori caldi, più toni bassi che chiasso.

” Vorrei limitarmi qui ad accennare genericamente, da un lato al modo tipico con il quale l’estroverso si prodiga costantemente e irradia da per tutto la sua attività, dall’altro alla tendenza dell’introverso a difendersi dalle esigenze esterne, ad astenersi per quanto possibile da ogni dispendio di energia che si riferisca direttamente all’oggetto, e a creare invece a se stesso una posizione di sicurezza e di potenza”.

Carl Gustav Jung – Tipi psicologici

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Vita,

Nostalgia

L’emozione che danno le vecchie care fotografie è potente. Nulla a che fare con le fredde fotografie digitali.

Sto riordinando alcune scatole del trasloco che ho ammucchiato nella camera guardaroba della mia nuova casa. È uscito di tutto. Mi sono commossa.

Ieri ho lasciato per sempre la mia vecchia casa. Finalmente vuota. Ho lasciato le chiavi. Mi è stato chiesto se mi spiaceva. Ho risposto di no. Non ho mai nostalgia di quello che mi lascio alle spalle: persone o cose. Opero senza difficoltà il distacco: quando chiudo, chiudo.

Invece ora passando fra le mie mani centinaia di fotografie e bigliettini sono stata assalita da commozione. Per il sorriso di mia figlia piccola e per il mio sorriso di bimba ragazza donna. Per la bellezza di me con il pancione e con questo esserino in braccio. Per tutti i viaggi e le esperienze. Sorrido sempre. Anche nelle avversità che la vita a me, come a tutti, ha riservato.

Com’ero da giovane così teneramente bella. Forse perché oggi mi sento così disillusa. Forse perché non ricevo più bigliettini di amore, come quelli che mi sono passati tra le mani. Ti amo. Ti amo. Ti amo. Scrivevo e mi scriveva l’uomo che a turno mi è stato vicino.

Ieri dicevo all’ultimo: tu non sei innamorato di me. Perché non è possibile trattare male chi si ama.

Sono ancora innamorata di mia figlia, ormai grande: è il mio grande amore. Quello che rimane di tutto quello che ho vissuto è l’amore per mia figlia.

La tenerezza per lei piccola, per me piccola, per mia madre così giovane, per mio padre che non c’è più, per tutto quello che è stato inghiottito dal tempo mi ha commosso. Un vortice di vita passato sotto i miei occhi.