Categorie
Blog Scrivere

Francamente

Immagine grafica di Eletta

Per alcune questioni di ricerca ho rivisto, scorrendoli, gli innumerevoli articoli del mio sito.

Francamente non riesco proprio a capire come qualcuno, pur leggendomi da anni e conoscendomi, non abbia ancora capito nulla di me.

I temi ricorrenti su cui scrivo già raccontano.

Alcuni episodi descritti in maniera talvolta brutale, cioè senza fronzoli maschere veli e abbellimenti.

Il mio continuo richiamo all’importanza dell’etica.

Il mio continuo richiamo all’importanza della comunicazione e della responsabilità individuale.

Come vivo. Cosa amo. Cosa mi piace. Tutto scritto nelle e tra le righe. Eletta Senso è il mio nickname ma Eletta Senso – alla fine – sono io.

C’è qualcuno che, pur avendomi conosciuta e frequentata, pur avendo delle ulteriori carte in mano per “leggere” che persona sono, incredibilmente non ha ancora capito chi sono: pregi e difetti compresi.

E si ostina a non capire. Penso di essere piuttosto tenace. Penso di avere una buona dote di energia. Ma arriva un certo momento in cui è bene abbandonare il terreno della deficienza per approdare verso lidi di minima comprensione. Là dove non si deve spiegare/rispiegare, dire/ripetere fino alla noia, motivare/stimolare chiedere cercare saldare.

Più di così non è possibile fare. Chi vuol capire ha già capito. Chi non vuol capire non capirà mai.

Naturalmente non mi sto riferendo a voi che mi seguite, ma non mi conoscete.

Non ho mai avuto la fortuna di avere un rapporto affettivo o amicale con una/un blogger. Mi sarebbe piaciuto sapere di più attraverso i suoi scritti. Perché comunque la nostra scrittura comunica, dice, racconta anche la parte più sotterranea – e forse meno evidente nel quotidiano.

Avevo una amica che leggeva i miei testi ad altre amiche vantandosi di conoscermi. Evidentemente leggermi non è servito poi a molto considerato il pessimo comportamento che ha avuto con me.

Sono davvero pochissime le persone a cui ho dato l’opportunità di “leggermi”. Le posso contare sulle dita di una mano.

Se poi la fiducia viene ricambiata con la deficienza – cioè la mancanza assoluta di comprensione – non mi rimane che bloccare per sempre la possibilità di venir letta, almeno come Eletta.