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Luoghi

Confronto

Questa immagine è stata scattata stamattina. Per chi mi scrive che sono nostalgica e il passato riluce sempre più del presente… sono andata a cercare com’era la montagna un anno fa nello stesso giorno

Una bella differenza vero?

E anche 3 anni fa

Montagna vuol dire neve e ghiacciai. Non palme e datteri. L’anno scorso mia madre che è stata qui una quindicina di giorni si è lamentata per il freddo… Direi che questa estate non avrebbe avuto motivo di lamentarsi visto che si boccheggiava anche qui…

Comunque, a parte le constatazioni meteorologiche ed ecologiche, voglio davvero ringraziare di cuore tutti quelli che hanno partecipato al Giocolinguisticodellunedí. È bello ritrovarvi. Come ho già scritto altre volte: capita che il vicino non ti scaldi il cuore come il lontano. Grazie.

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Attimi

Come cambia

Come cambia il clima. Lo si nota, forse, più qui in montagna che giù in pianura. Verso la fine dell’anno qui sono previsti sedici gradi di giorno con una minima di tre. Oggi piove e la poca neve si è miseramente sciolta.

L’anno scorso con impianti chiusi c’era neve in abbondanza. Questo inverno con impianti aperti non c’è neve e non si riesce nemmeno a sopperire con quella artificiale perché le temperature non lo permettono.

Vorrà dire che andrò a prendere il sole in maglietta senza nemmeno il riverbero della bianca neve che qui crea un’abbronzatura invidiabile anche d’inverno.

I pochi turisti affranti se ne vanno. E di questo, come potete immaginare non mi lamento. Tornerò a fare colazione nella caffetteria deserta.

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Ecologia

E arriva

Rielaborazione grafica di Eletta

Oggi arriva la prima ondata di freddo. È giusto. Ieri, andando a piedi dalla parrucchiera ho pensato: sembra di essere in pieno agosto. Troppo caldo anche qui sopra i mille.

Mi fa davvero male vedere quello che noi uomini abbiamo fatto e continuiamo a fare al nostro pianeta. Ultimamente vedo il telegiornale su Rai Uno che dedica sempre una notizia finale ai cambiamenti climatici. Ghiacciai che scompaiono o si ritirano, livello del mare che si alza e inghiotte coste atolli e tra poco anche città, foreste amazzoniche incendiate, pozzi petroliferi bombardati, nubi tossiche, mari inquinati… santo cielo.

” L’offesa del paesaggio ( non a caso Salvatore Settis lo definisce “il grande malato d’Italia ) inquieta anche chi si occupa di salute mentale. Essa, infatti, non riguarda solo la forma del paesaggio e dell’ambiente, e nemmeno solo gli inquinamenti, i veleni, le sofferenze che ne nascono e ci affliggono, ma chiama in causa un complessivo declino delle regole del vivere comune e la stessa concezione dell’umano”.

Da: Mindscapes di Vittorio Lingiardi

Ieri dicevo a una persona: È sempre e solo questione di equilibrio e misura. L’uso o l’abuso della terra acqua aria. L’uso o l’abuso degli animali.