Categorie
Attimi

Un altro borgo

La neve, il ghiaccio e i lupi (e già… sono arrivati anche loro ma ne parlerò un’altra volta) non permettono camminate nei soliti percorsi. È rimasta la Panoramica e poco altro così ieri mattina ho voluto fare un giro in altri borghi vicini a veder l’aria che tira.

L’aria era tesa e fredda verso le undici, ma prima buona per curiosare e vedere un camino del 1880 che sta fermo e non cammina, un omino con la gerla vuota sulle spalle che ci dà il benvenuto e i vicoli stretti con alcune rose rosso cupo ancora fiorite.

Pietra e legno. Silenzio. Nessuno in giro. Nessuna radio tv accesa. Silenzio. Il rosmarino e la salvia, alberini con piccole meline rosse e un albero di cachi arancioni e tondi. Fiori di crisantemi semi gelati. Pungitopo con le bacche rosse.

Si sale e si scende tra le antiche case dalle lunghe balconate in legno. Si cammina sulla pietra ruvida e nera. Si respira un tempo perduto. Ma vivo.

Categorie
Attimi

Un altro borgo

Si raggiunge percorrendo per mezz’ora un’erta pietrosa. Erano diversi anni che non ci tornavo. Ricordavo questo gruppo di case e la pace e bellezza di questo luogo. Ricordavo la salvia magnifica che godeva dell’esposizione al sole.

Stamattina non c’era nessuno, neanche il sole che è arrivato più tardi salendo dietro il monte. Le piccole strade deserte. La fontana che canterellava solitaria.

Le case così belle e così irraggiungibili se non con la fatica della salita. Certi affreschi freschi. Non c’erano anni fa. Misurati belli.

Chissà chi ci abita d’estate. Dietro la piccola chiesa c’è un minuscolo cimitero con pochi nomi. Un tempo c’erano persone e famiglie che qui vivevano anche quando la neve seppelliva tutto per mesi. Praticamente un eremo.

Categorie
Attimi

Un altro borgo

Ci sono poche case in pietra silenzio e pace. La chiesa è aperta. Arriva un signore anziano che sussurra: deve far la guardia alla chiesa aperta perché hanno rubato la statua lignea di San Giacomo tempo fa. Ora ne hanno messa un’altra sbozzata da uno scultore di legno. Il pezzo l’ha trovato lui.

Parla con un sussurro e sente poco ma gli piace fermarsi a parlare.

Non c’è nessuno in questa domenica assolata e stranamente calda.

Poi arriva una macchina e scendono bambini a cui il padre dà una pistola e un fucile. Questo è per il camoscio dice, e quest’altro per il cervo.

Lo guardo con gli occhi sgranati finché mi dicono che sono armi giocattolo.

Per fortuna, penso. Venerdì – dopo un anno di assenza – è comparso al limite del mio giardino un camoscio maschio. Mi ha suonato la vicina per avvertirmi di questa fatata presenza e io ero felice.