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Dal giardino

Ho sempre valutato e messo in risalto gli aspetti positivi della mia scelta di vivere in montagna.

Ma, come in tutte le scelte, ovviamente ci sono anche dati meno positivi.

Ieri ho scoperto di avere la patente di guida in scadenza. Che problema c’è, voi direte… Il problema qui è organizzarsi per trovare un fotografo che ti faccia la foto tessera e trovare una Scuola guida che si occupi anche del rinnovo patente.

Quindi ricerca online. Poi vado dalla mia amica parrucchiera a chiedere e infine, armata di buona pazienza, scendo in valle incrociando le dita. 45 minuti di auto e, incredibile, al primo colpo trovo il fotografo aperto (l’ultima volta sulla porta c’era un biglietto con “torno subito” il che significa :se avete tempo da perdere aspettate e, intanto recitate un rosario).

Poi riprendo la macchina e trovo l’agenzia che velocemente mi spiega tutto e fisso appuntamento per il rinnovo.

Vero è che in questo periodo tra volture allacciamenti interventi in casa cambio di residenza e altre piccole noie (il cambio dei freni non previsto che mi è costato un botto) quello che io desidero maggiormente è camminare e riposare. E non scendere più in valle. Questa settimana è la terza volta che scendo. Anche basta.

Quindi vivere in montagna è meraviglioso ma dovete mettere in conto di non avere i servizi esattamente dietro l’angolo.

Rimane il fatto che, quando si torna, si può mangiare un panino in giardino con questo spettacolo di colori davanti agli occhi.

Ne vale la pena. Sí.

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Cominciano i rossi

Cominciano i rossi dopo il giallo zafferano. Adoro questa trasformazione cromatica e quotidiana dei boschi. È il periodo in cui alzo gli occhi per ammirare. A volte, scendendo in valle, fermo anche la macchina per vedere le esplosioni.

Mi piacciono molto le tonalità rubino, granata, sangue di bue… che si stagliano sulle masse scure dei pini.

Queste immagini sono i paesaggi catturati oggi mentre cercavo e raccoglievo i “brusit” : i rametti secchi per accendere il focolare.


Aveva Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine (…) mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse a una tegola, non gli sfuggivano mai.

Italo Calvino

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In ciabatte

Ormai dalla parrucchiera posso andare in ciabatte. Il suo negozio è vicinissimo: mi basta attraversare la strada. Stamattina ci siamo anche gustate una brioche e un buon caffè chiacchierando. Ormai T. è mia amica. E quando avrà un attimo di pausa dal lavoro anche lei potrà attraversare la strada e venire da me per un caffè.

Quando torno su dalla valle in auto, come oggi, mi viene spontaneo scendere verso la vecchia casa e devo fare attenzione per ricordarmi che ora, invece, devo salire “ai piani alti” – dove anche d’inverno c’è il sole.

Altro esercizio utile attraversando la strada- che ora è senza macchine che passano – è un negozio Conad. Utilissimo per andare in ciabatte quando si è finito il latte o il pane. Peccato che prima di Natale si trasferirà su, nel centro del mio bel paese montano.

Comunque uscire da casa chiudere il cancelletto del giardino e trovarmi con pochi passi dalla mia amica parrucchiera mi piace molto. Oggi quando sono tornata ho trovato un mazzo di girasoli sul muretto nel mio giardino. Non so proprio chi li ha lasciati ma è stato un gesto che ho davvero molto gradito.

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Tautogramma in P

Buongiorno questo è il paesaggio che vedo dalla finestra del bagno in una giornata di pioggia battente.

Per il Giocolinguisticodellunedí ho deciso di proporvi un Tautogramma in P come Pioggia.

Ecco il mio esempio un Po’ Pazzerello

Piove perennemente su pervinche petunie portulache e peri. Perfino da perifrasi penzolanti e da pertiche di prosa. Perdinci piove più di PPPPPPPPPPP pericolanti in pieghe particolarmente profonde di palandrane perniciose!


Come sempre avrete tempo una settimana per inviare i vostri deliziosi testi che verranno pubblicati qui ⤵️

Buon lunedì Piovoso ☔💧💧💧


Pantalone pianta Phaedranassa nel prato della padrona.
«Piantala di piantare piante!» Protesta Perla, la proprietaria, palesando il pugno.
«Padrona Perla» piagnucola Pantalone. «Pianto la porcellana purpurea?»
Perla si pianta pericolosamente alla presenza del povero Pantalone. Parte un pugno e prende il poveraccio.
Che pessima pasta di padrona!

https://newwhitebear.wordpress.com


Partita (a scacchi)


Potrei pure pensare di puntare alla patta, però mi piacerebbe prevalere nella partita.
Perciò, prima porto una pressione sulla parte destra per preoccupare Paolo e poter poi procedere con un pedone al centro. Pago perdite pesanti, pur preventivate, però intanto premo col pedone protetto dal mio pezzo più potente. Ad ogni progresso del pedone perdo un pezzo, partita pazza la mia, pericolosa, pavento di perdere. Ma poi, passo dopo passo, promuovo il prode pedone a donna. Ho la partita in pugno!
Però, purtroppo, poi perdo. Per pura presunzione, perché ho pensato più a proiettarmi avanti che a proteggere il prezioso e precario re. Peccato!
ml

https://orearovescio.wordpress.com


In un plumbeo pomeriggio piove picchiettando sul pergolato

sui pantani paludosi

nei pineti

e pacatamente sulle piante perenni

sui petali delle primule

sui pungenti pungitopo

sui pampini sulle pigne

e piano piano tra piccoli passi

Penelope passeggia piacevolmente tra profumi pluviali

panorami pastello e paesaggi pittoreschi.

https://petaliazzurri.wordpress.com



Parnaso procelloso


Prima pioggia/
pelle palpeggia,/
picchietta pallida pulzella/
persa per prati,/
pura, pavida,/
prosperosa,/
palpitante, paurosa…/
Pressa Pan,/
piccoli passi pudichi./
Pungono piedini/
pruni puntuti./
Pan prosegue pertinace,/
passione prova,/
possederà/
povera pastorella?/
Pecorelle piangono…/
Pallade pietosa,/
proteggila!/

https://silviacavalieri.com


Penso che per papà preparerò profumate pietanze: prima la pappa al pomodoro. Poi un paio di pernici al passito e pastose patate pasticciate. Passerò presto ai peperoni in padella con prosciutto. Per provare la mia perizia posso predisporre piú piatti prelibati: panini con pancetta, pancake alla papaya e profiteroles. Prenderò papà per il piacere del palato. Che pacchia!

http://traitaliaefinlandia.com


Permettetemi di parlare di pasticceria piuttosto che pensare alla politica
Preparo prelibati pasticcini pelando pere e pesche, passandole in porto o passito e posandole piano piano su pezzetti di pastafrolla . Poi li pongo in piccole pirofile e li passo a piena potenza.
Piacevoli profumini provenienti dalle paste preannunciano il preciso punto di preparazione. Per presentarle, pongo le prelibatezze su preziosi piattini di porcellana di Praga.

https://wordsmusicandstories.wordpress.com

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Non ci si stanca mai

https://manuelchiacchiararelli.com/2022/07/28/chiedimi-perche-vado-in-natura/?amp=1

Riporto questo bell’articolo di Manuel perché scrive quello che anch’io ho già scritto e rimarcato: non ci si stanca mai in natura perché tutto muta.

Posso guardare questa rupe – che ho esattamente sopra il rettangolo del mio nuovo giardino – e posso guardare solo e sempre questa rupe tutti i giorni alla stessa ora e troverò sempre uno spunto nuovo.

Un paesaggio diverso. Perché diversi sono gli alberi nelle diverse stagioni, diverso lo sfondo del cielo terso, come in questi giorni, o attraversato da nubi e veli. O, come mi è stato detto l’altra sera dalla mia vicina, solcato dall’aquila.

Fotografare gli animali è davvero difficile. Mi piacerebbe cogliere al volo il passaggio degli animali che, a quanto pare, girano al calar della notte o di primo mattino: il tasso, la donnola, la volpe…

Vedremo. Per ora ho solo catturato fotograficamente farfalle.

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Il ponte nuovo

Anche noi, due ottobri fa, abbiamo avuto una alluvione che ha spazzato via almeno due ponti.

Non avevo ancora visto quello che hanno ricostruito e inaugurato questa primavera.

Eccomi, come ombra, sul ponte nuovo in legno chiaro davvero bello. Ci si arriva da una stradina in mezzo al bosco.

Sotto il suono piacevole del torrente che scorre.

Mi piace scoprire posti nuovi in questa parte così stretta e chiusa. Qui il mondo finisce esattamente dove comincia il Monte. Non c’è via di fuga. Questo piccolo mondo antico è chiuso in questo scrigno che si sta mettendo una veste nuova

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Che caldo!

Questo tempo è davvero pazzerello! Ieri è venuta mia figlia, che è il mio tesoro. Siamo andate su a mangiare un boccone in un posticino che fa panini Walser davvero ottimi. Eravamo in maglietta come ad agosto con le spalle roventi per il sole cocente.

Pensare che dopo una settimana di pioggia la mattina, mentre aspettavo il suo arrivo, mi ero fatta una passeggiata con un dolcevita in cashmere! Sono dovuta tornare a casa per togliermi tutto dal caldo.

Ho visto che nel mio nuovo giardino il pomeriggio rimane fino alle 16,30. Pieno sole.

Ieri con mia figlia che è un po’ svampitella – come la madre – abbiamo fatto un salto alla casa vecchia e prima delle 16 era già in fredda ombra (dopo 4 anni ha pensato bene di mandarmi qualcosa in posta esattamente quando ho fatto il cambio di indirizzo e, naturalmente, nel trasloco cosa ho perso? Le chiavi della cassetta della posta!)… Poi siamo tornate in giardino ed è stato come passare dall’inverno all’estate.

Anch’io che amo il sole oggi pomeriggio ho resistito sulla mia sdraio solo mezz’ora: bollivo!

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Magnifica giornata

Questo il mio nuovo paesaggio dalla mia nuova casa.

Cielo blu e caldo. Sono in giardino e potrei stare in costume.

Una positiva caratteristica della nuova casa è che avrà il sole sempre. Magari per poco d’inverno, ma sempre. Dove abitavo prima d’inverno il sole spariva dal 10 novembre fino ai primi di febbraio. Infatti la chiamano Siberia.

Me lo hanno detto tutti i miei ex vicini: andrai dove c’è sempre il sole. A me sembra così strano, ma verificherò scrivendo sul mio taccuino le ore di sole.

Ora due ottobre è in pieno giardino, ma non tocca ancora la facciata della casa.

Qui in montagna ci sono giornate di sole anche in pieno inverno così piacevoli che si può tranquillamente andare in giro senza piumino o giacca. Clima più secco. Quando nevica non fa freddo. A differenza di quanto pensano molti.

Buona domenica

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La colazione

Toglietemi tutto, ma non la colazione… A quest’ora mattutina ci sono io e un tavolo in fondo con cinque persone. L’ambiente è accogliente e c’è di sottofondo una bella musica jazz.

Ho il mio tavolino. Sempre quello. I proprietari sono una coppia giovane amici di miei amici.

Quando ho vissuto per sei anni in un’altra valle c’era un tavolino del bar nella piazza ( a quei tempi avevo un compagno con cui condividevo colazione aperitivi pranzi e cene) c’era un tavolino, dicevo, sempre occupato da uno scrittore. Stava lì tutta la mattina circondato dai suoi fogli e dalle sue penne. Come ci narra la storia del costume è tipico degli scrittori, o perlomeno di molti, scrivere in mezzo alla gente di una caffettiera. Si colgono tante sfumature colori caratteristiche e idee.

Ho saputo che questo scrittore è morto così come è morto ultimamente un altro scrittore della valle che aveva una bella libreria. Nelle sere estive andava in giro con il codazzo della gente a leggere storie del luogo sotto la luce di una lanterna.

Suggestioni.

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Mi portava

Mi portava in giro per farmi vedere e brillare, come un uomo con la sua Porsche o Maserati. Mi chiedeva di andare con lui nei posti di potere dove giocava le sue magiche carte per fascinare. Quando ero così bella e innamorata e tanto stupita/stupida da non vedere i trucchi. Non capivo. Mi facevo portare a feste con invitati illustri che sciorinavano le loro idiote culture per afferrare un attimo di attenzione alle giovinette ignoranti. Alle pareti i ritratti avevano uno spazio infinito. Poi si andava a letto disordinatamente.

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Dalla finestra

Dalla mia nuova finestra vedo lo spiovente del tetto e parte del giardino. Ho messo delle tende trasparenti perché mi piace guardare fuori le luci dell’alba e del tramonto. Perché è la finestra della mia camera.

Non ho mai dormito con le imposte aperte. Qui ho deciso di non chiuderle mai. O forse lo farò in estate per via della luce. Ma ora è così piacevole gustare la luce che sale la mattina e disegna lentamente una foglia dopo l’altra…

Nell’altra casa ero a piano terra. Qui è come essere in cima a una torre. Nessun rumore. E il mio sonno è da ghiro.

Non vedo l’ora di vedere cadere la neve da questa finestra montana.

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Due anni fa

A chi mi chiede perché ho tanta fretta di finire il trasloco – visto che la casa vecchia è disponibile fino a fine ottobre, rispondo sempre che vorrei evitare le sorprese… Qui in montagna la sorpresa è la neve, come testimonia questa foto del 25 settembre di due anni fa. Se nevica la mia auto pulmino trasloco non riuscirà più a entrare nella stradina di pietra della casa nuova per scaricare pacchi e sacchi…

Non mi pare vero di essere quasi alla fine. Mancano le solite cose e cosine che compaiono improvvisamente dove non pensavi. Giocano a nascondino come quando stamattina dicevo alla ragazza che mi aiuta a pulire: qui in camera non c’è più nulla. Ho aperto l’armadio e il cassetto del comodino e… Voilà! Dal cilindro del mago sono usciti tanti piccoli coniglietti bianchi che riempivano completamente il cassetto.

Quando non ci sarà altro che il vuoto festeggerò.

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Sciarpe di nubi

Alle otto sono andata a votare. Poi dopo una calda colazione nella caffetteria della piazza sono andata a guardare il panorama.

Sciarpe di nubi avvolgevano tutto. È scesa la prima neve sopra i 2500. Finalmente.

Mi piace quando tutto è velato/svelato in un’atmosfera gotica. Sono rimasta incantata per la drammaticità del panorama in questi primi vagiti autunnali.

Poi sono tornata a casa a lavorare. Questa mia nuova casa ha anche un bel giardino e una parte esterna in beole. Le prime foglie erano già cadute. Spazzare!

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Una rosa ninfea

Vicino alla casa nuova c’è un fontanino in pietra. Qualcuno, forse la mia vicina, vi ha messo una rosa.

Mi ha fatto una bella impressione. Perché è un gesto che non ti aspetti… Di solito sull’acqua galleggiano ninfee non certo rose.

Comunque ci sta proprio a suo agio. Aperta nel suo semplice splendore come semplice la pietra e l’acqua che la contiene e culla.

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Tutto muta

Tutto questo non c’è più. La mia sala è vuota.

Come scrivevo nei commenti pare, quando si fa un trasloco, che le cose si riproducano la notte. Svuoti ed è sempre pieno. Togli e c’è sempre roba roba roba.

Pensavo anche a Sisifo condannato per tutta la vita a salire spingendo un masso su per la china… Avevo scritto un articolo sull’altro mio blog. Vediamo se lo trovo online…

https://inchiostroneroweb.com/2019/04/28/sisifo/

Lo cercavo di là e invece era qua. Ecco il link.

Buona serata a tutti

Eletta

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Pazienza

Buongiorno è arrivata la settimana del trasloco. Vi chiedo cortesemente di pazientare se i miei tempi saranno più lunghi nella pubblicazione dei vostri testi… e se la mia mente sarà un po’ provata. 😳

Buona serata

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Nostalgia

Quando, liberando gli album delle migliaia di fotografie fatte, mi capita di scorrere quelle del settembre dell’anno scorso… a me viene da piangere.

A distanza di un anno che abisso emotivo. L’anno scorso ero in Salento: vacanza mare luoghi stupendi bagni di mare e sole. Nelle fotografie sorrido come una bimba.

Ora sono uno straccio. Esausta. Non ho più forze. L’idea di prendere la macchina per andare alla casa nuova a scaricare mi dà nausea.

Mi auguro che questo periodo finisca presto per ritrovare calma energia e serenità.

Buon fine settimana

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“London bridge is down”

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4 anni fa

Quattro anni fa avevo scatoloni roba cose cose cose da buttare spostare riordinare ovunque nei cento metri quadri dell’attico.

Trasloco. Stress. Stress. Stress.

Dopo quattro anni mai avrei voluto e immaginato un nuovo, e spero definitivo, trasloco.

L’anno scorso ho preso mobili nuovi in legno povero per la casa. Pensavo di non muovere più nulla.

Invece di nuovo spostare raggruppare inscatolare buttare spostare caricare scaricare cose cose cose…

Chi ha fatto traslochi mi capirà. Dopo il lutto e il divorzio arriva il trasloco nell’elenco degli eventi che danno affaticamento psicologico e alto stress.

Mi consola che andrò nella casa delle rose e che, avendola comprata e sistemata, sarà la mia ultima casa.

In questi frangenti invidio certi monaci che sanno vivere in frugalità con un piccolo sacco che contiene il loro piccolo grande mondo.

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Confronto

Questa immagine è stata scattata stamattina. Per chi mi scrive che sono nostalgica e il passato riluce sempre più del presente… sono andata a cercare com’era la montagna un anno fa nello stesso giorno

Una bella differenza vero?

E anche 3 anni fa

Montagna vuol dire neve e ghiacciai. Non palme e datteri. L’anno scorso mia madre che è stata qui una quindicina di giorni si è lamentata per il freddo… Direi che questa estate non avrebbe avuto motivo di lamentarsi visto che si boccheggiava anche qui…

Comunque, a parte le constatazioni meteorologiche ed ecologiche, voglio davvero ringraziare di cuore tutti quelli che hanno partecipato al Giocolinguisticodellunedí. È bello ritrovarvi. Come ho già scritto altre volte: capita che il vicino non ti scaldi il cuore come il lontano. Grazie.