Per cinque asini

Tutta colpa degli asini. Domenica 17 ieri: ecco cosa è successo.

Vado al lago a fare la colazione. Poi decido di tornare a casa. E sulla via del ritorno mi trovo due, poi tre poi cinque asini che galoppano.

Ho paura degli asini. Mi fermo per vedere se decidono di sparire. Nulla anzi si mettono a galoppare verso di me.

Decido quindi di scendere da una stradina impervia. Ho il bastone da trekking quindi piano piano scendo. È una mulattiera con gradini alti sconnessi. Finché su un gradino trovo acqua e muschio e così cado e il piede destro si rovescia. Rotto.

Ora sono in ospedale su una barella ho freddo. Vediamo quanto devo aspettare. È mezzogiorno.

Il soccorso alpino è arrivato con una barella per portarmi giù alla croce Rossa. Erano in sette. Fare pronto soccorso su una mulattiera non è come arrivare con l’ambulanza in una via cittadina… Sono stata sdraiata col piede rotto almeno 40 minuti prima che arrivassero.

Ore 13 fatto lastre. Mi auguro solo gesso no operazione.

Ore 14 fratture entrambi malleoli.

Ore 17 a casa. Dovrò essere operata fra cinque sei giorni.

Tenetemi compagnia 🩵

43 pensieri su “Per cinque asini

  1. ooohhhh che posso aggiungere! Mi dispiace tanto e ti penso, dolorante, rallentata, e incazzata. Spero con tutto il cuore che tu abbia una piccola rete di affetti che possano darti una mano dal lato pratico, e che il tutto non sia così lungo da limitarti lo stare all’aperto, cosa che ami tanto. Complimenti comunque al soccorso “su mulattiera”, da non sottovalutare. Tienici informati

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  2. Oh!! Poverina!! Mi dispiace moltissimo, non ci voleva proprio, coraggio, speriamo vada tutto per il meglio con l’operazione, pregheremo per te. Riguardo gli asinelli, di solito non sono aggressivi, magari sono curiosi, ma non ho mai sentito di persone diciamo aggredite dagli asini. Sono più pericolosi i cinghiali, che se si sentono minacciati attaccano senza vergogna. Un enorme abbraccio per te, ti staremo vicini, coraggio .🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗🤗

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  3. Sono molto addolorato per l’accaduto, faremo il possibile per farti commpagnia. Ti auguro una pronta guarigione, anche se mi rendo conto che il periodo di degenza non sarà tanto breve.. Coraggio e pazienza, supererai le difficoltà.

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  4. Mi dispiace moltissimo per quanto ti è accaduto, anche perché la rottura del malleolo è abbastanza dolorosa – me lo sono rotto anch’io cadendo dalle scale della scuola quando avevo diciassette anni – ma soprattutto perché ti devi operare.

    Vedrai che andrà tutto bene anche se poi dovrai fare riabilitazione oltre la scocciatura del gesso.

    Certamente ti teniamo compagnia per tenerti su col morale.

    Un abbraccio

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  5. Sono veramente dispiaciuto per la tua disavventura…. Però, scusa, la cosa mi fa un po’ sorridere per il coinvolgimento dei cinque dispettosi quadrupedi…. Se mi consenti ci “medito” un po’ sopra e più tardi ti lascio il mio personale pensiero …. Non quello dei quadrupedi….. Loro si sono fatti perfettamente l’ idea nei tuoi confronti 🙂 :)… Ti auguro una pronta guarigione
    P.S. io mi sono rotto tante volte malleoli e caviglie… Però giocando a calcio con dei “veri” asini del pallone. Ciao

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      1. Cara Eletta comprendo il momento di sconforto e di dolore fisico, dell’attesa e dell’ansia per l’intervento, della difficoltà a deambulare e del successivo periodo di ripresa e riabilitazione e proprio per questo ti invito a leggere l’accaduto con positività e ironia. Ecco, in considerazione che la scena è troppo esilarante per non essere immortalata con quattro parole ” a cumu veninu veninu” , così come vengono, ti invito a leggere quel che ” ho meditato ” e che segue. Ho intitolato lo scempio letterario così, e spero non me ne vorrai:
        – La disavventura di Heidi ops Eletta. – “Eletta” da cinque asini dispettosi la più coraggiosa “imbranata” trekker del villaggio. –
        Era partita all’alba con lo spirito delle grandi esploratrici: scarponcini nuovi, borraccia termica, occhiali da sole e quella sicurezza tipica di chi ha visto tre video motivazionali sul trekking e ormai si sente pronta a scalare l’Himalaya.
        Eletta avanzava lungo il sentiero montano con passo deciso, salutando persino i pini e le caprette come fossero vecchi amici.
        “Che pace meravigliosa”, ripeteva ogni dieci minuti, mentre fotografava ogni sasso con entusiasmo documentaristico.
        Poi il destino, che spesso ha un pessimo senso dell’umorismo, le mise davanti loro.
        Cinque asini.
        Fermi in mezzo al sentiero. Immobili. Silenziosi. A fissarla con quella tipica espressione enigmatica da filosofi medievali in pensione.
        Eletta si bloccò.
        Uno degli asini fece mezzo raglio.
        Un altro mosse lentamente un orecchio.
        E lì avvenne il tracollo psicologico.
        Per motivi che ancora oggi nessuno riesce a spiegare, Eletta interpretò quella scena come l’inizio di un assalto coordinato. Indietreggiò di scatto, inciampò in una radice grande quanto un telecomando e precipitò con un’eleganza degna di un sacco di patate lanciato da un furgone in corsa.
        Risultato: gamba rotta, dignità dispersa tra i cespugli e cinque asini che continuarono a guardarla senza alcuna fretta, probabilmente chiedendosi perché gli esseri umani siano così drammatici.
        I soccorritori la trovarono venti minuti dopo, mentre cercava di spiegare: “Non erano asini normali… mi stavano accerchiando.”
        Gli asini, nel frattempo, stavano mangiando erba, sogghignando soddisfatti.
        Da quel giorno Eletta ha sviluppato un profondo rispetto per la montagna, per la fauna locale e soprattutto per le passeggiate virtuali sul tapis roulant.
        Con affetto e simpatia Max

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        1. Mi ha fatto ridere la tua ironica cronaca dell’imbranata… Considerato che vivo in montagna da dieci anni e tutte le belle stagioni salgo solo per fare colazione al lago per poi ridiscendere prima dell’arrivo dei turisti, ti assicuro che se ho deciso di cambiare strada è perché cinque dei sedici asini che ci sono nei pascoli avevano rotto il recinto e sulla stradina estremamente stretta non solo la occupavano guardandomi, ma galoppavano continuamente avanti e indietro.
          Chi ha scelto di vivere in montagna non ha certo paura di asinelli che dolcemente la guardano. Come sempre bisogna essere in situazione per comprendere bene la dinamica.
          Comunque mi fa piacere di averti dato spunto per un testo satirico. Intanto io avrò tre mesi di fermo.

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          1. Ti chiedo venia e mi genufletto per essere stato irriverente e averti dato dell’imbranata.
            Lo so che avresti voluto tirarmi addosso la stampella per aver mancato di rispetto a te dolorante e alla testarda fauna montana.
            Ho voluto solamente sdrammatizzare la tua disavventura. Come ti ho già scritto ne so qualcosa di caviglie frantumate anche se per fortuna non ho mai avuto la necessità di interventi chirurgici. Sfortunatamente ti sei trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato e poi ulteriormente sfortunata per via dell’ evasione dei quadrupedi. Capisco che tre mesi sono davvero un periodo lungo per la ripresa e riabilitazione, ma devi avere pazienza. 😄😄😄
            Tanti cari auguri Eletta. Vedrai che tornerai alle tue escursioni più motivata che mai. Un abbraccio. Max

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  6. Ti ricordi quando mi chiedesti, perché avevo lasciato la montagna pur amandola? Ci sono situazioni come questa, le qualli all’oggi, non potrei affrontare. Ti auguro una pronta guarigione e tante nuove idee creative, per te e per noi. In bocca al lupo. 🍉

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  7. Accipicchia!
    Devo dire che a me è capitato di incappare in qualche mucca ( anche due o tre ) o bue e sì, vedersi grosse masse a pochi metri da sé e avendo poca velocità (o comunque non abbastanza rispetto a quella che potrebbero raggiungere loro) non è propriamente agevole, soprattutto al primo impatto.
    Quindi ci sta tutto allontanarsi preventivamente, un po’ meno le scale-trappola, quelle dovrebbero essere anzi non dico controllate spesso, ma pur sempre rese un aiuto e non un ulteriore ostacolo della montagna.
    Ma, detto ciò, in fondo anche questo fa parte di quel senso di “esplorazione” – per quel che rimane da esplorare del mondo ai moderni – ed avventura che gli ambienti non cittadini possono farci provare.

    Per far passare il tempo – oltre alle classiche sessioni di lettura – consiglierei, se ti è possibile, anche di scegliere tra le stupende immagini che scatti quelle che più ti ispirano e cominciare a buttar giù dei bozzetti… opere in vista, si sa mai.
    Un forte abbraccio!

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    1. Come sei gentile Davide 🩵 lo avevo già verificato nel tempo. Guarda: sono già stata fortunata perché potevo scivolare nel torrente visto lo strabiombo dove sono caduta.
      Troverò sicuramente in questo mese il modo di occupare piacevolmente il tempo: leggere scrivere giocare meditare 🥴😉🩵 buona giornata caro

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  8. Oh caspita! Mi spiace, conosco bene quel tipo di dolore…

    Pare che con gli asini, equini in generale e a meno che lo spazio non sia stretto o siano spaventati, la regola è fermarsi e mettersi da un lato…
    Solo che quando si ha paura non è proprio facile.

    In bocca a lupo per tutto, ti faremo compagnia tenendoti impegnata, l’unica cosa si possa fare considerata la distanza

    saluti
    .marta

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