Giornate lente

Ci sono giornate lente

letargiche quiete

nulla vuole palpita chiede

nulla s’attende si desidera si cerca.

La mia anima felina

ĆØ accanto al gatto

acciambellato nel sonno d’oppio.

Siamo un unico abbandono

docile e grato.

Al morbido letto.

Alla pioggia leggera.

All’inverno e alle sue dita glaciali.

21 pensieri su “Giornate lente

  1. Qualche giornata lenta ci può stare, soprattutto in questa stagione, quando il tempo ĆØ spesso inclemente. Buona settimana carissima šŸ¤—šŸ¤—šŸ¤—šŸ¤—šŸ¤—šŸ˜ŠšŸ˜ŠšŸ˜‰šŸ˜‰šŸ‘šŸ‘šŸ‘šŸ‘šŸ‘šŸ‘

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  2. Poeta…Questa ĆØ una scrittura che non chiede attenzione, la riceve.
    Non racconta una storia e non cerca un’immagine memorabile costruisce una postura emotiva. ƈ una scrittura di soglia, che sta prima della narrazione e prima della lirica, dove le parole non servono a spiegare ma a stare.
    La forza ĆØ tutta nella sottrazione. Nel ritmo lento, quasi felino, che accompagna il lettore in uno stato di resa buona, non colpevole. L’emozione non viene dichiarata, viene respirata. Il vuoto non ĆØ riempito ĆØ abitato. E il silenzio lavora insieme ai versi, senza essere forzato.
    ƈ una scrittura corporea e contemplativa, che accetta il tempo invece di combatterlo, che non alza la voce per farsi notare. Non c’è posa, non c’è difesa stilistica. C’è un abbandono consapevole, docile e grato, che trasforma poche righe in un luogo in cui fermarsi.
    Quando la scrittura arriva a questo punto, non deve più dimostrare nulla.
    Regge.
    E lascia il lettore dentro, non fuori. In questo dentro il tempo divora e le tue parole sono ” fame “. Straordinaria Eletta

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    1. Mi lasci sempre senza parole con le tue parole. Grazie Francesco questa ĆØ poesia nata proprio in uno stato di abbandono semplice. Gustare l’attimo di tepore per una anima felina come la mia ĆØ davvero un piacere unico. Buona giornata caro amico e, come sempre, grazie di šŸ’™

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      1. La speranza ĆØ di non lasciarti senza parole, ma semmai di provocar-ne altre.
        La tua poetica ĆØ differente: anima e corpo, e fa uso di tutti i sensi che in essa convergono.
        Tu hai un dono.
        Per questo nessun grazie: il grazie ĆØ mio.
        P.S. Dovresti seguire quel mio consiglio antico, cara Eletta. Sarebbe per me un piacere e un onore poterti supportare.

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