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Buona

Lo spettacolo stamattina dalla mia finestra… Buona domenica a tutti voi

Alle ore undici passeggiata nel paesaggio incantato

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La rabbia di Eolo

Oggi pomeriggio, in effetti, ha nevicato. Ma non una semplice nevicata più o meno sottile forte fitta o a falde… Oggi pomeriggio c’è stato il fenomeno che qui viene chiamato : “Rabbia di vento”.

Mi piace molto questo modo di dire locale che rende molto l’idea. In effetti è come se Eolo soffiasse con rabbia, spostando polvere di neve nel suo furore.

I fiocchi non scendono dal cielo, ma sono sospinti in tutte le direzioni creando una texture in movimento davvero incredibile.

Buona serata

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Finalmente

Finalmente è arrivata a dipingere con mano lieve e polvere di talco tutto il paesaggio. Finalmente dopo mesi e mesi ho dovuto pulire la macchina dallo strato di panna.

Mi piace la sua scrittura, la sua grafia, la sua capacità di mettere ogni linea in rilievo. I neri risaltano per contrasto nel mare bianco.

E mi piace la impermanenza della sua arte: mi ricorda i mandala dei monaci tibetani fatti con cura per poi diventare polvere nel nulla. Costruzione meditazione distruzione.

Infatti per fotografare l’arte della neve occorre saper cogliere l’attimo. Dopo poco arriva la bufera.

E tutto svanisce.

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Verrà

Verrà la neve come tulle bianco a infarinare il tutto con glassa fresca e zuccherina. Forse il gioco scherzoso del pesciolino d’oro di un primo aprile in grado – finalmente – di giocare.

P. s. Immagine dalla mia fototeca. In realtà c’è il sole

Questa volta lo scherzo meglio riuscito l’ha giocato il tempo:

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Tutto questo bianco

Ormai sono sei anni che vivo in montagna, tre da residente. La mia casa è qui. Giù non ho più appoggi tranne gli affetti familiari.

Mi fa impressione vedere le immagini fotografiche di quattro anni fa… Vedere tutto questo bianco niveo che c’era. Ho foto di neve neve neve a marzo.

Invece… anche in questi giorni qualche goccia di pioggia e perfino il sole: alla faccia del cambiamento.

Tre mesi di sole. Danno neve domani ma ormai non ci credo più. Tutte le mattine mentre sento “Il ruggito del coniglio” così almeno mi faccio due risate appena sveglia, sento anche Onda verde e tutte le mattine mi vengono i “fumini” a sentire che sta nevicando sull’Appennino!

Tutte le sante mattine. Peccato che io sia sulle Alpi.

Mancherà l’acqua questa estate? Pioverà per mesi? Mah!

Il tempo climatico non possiamo cambiarlo se non con minimi comportamenti etico/ecologici. Vedremo.

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È di nuovo tutto bianco

Ecco: attendeva marzo per arrivare con la sua valigia piena di zucchero e panna. Anche stamattina ci siamo svegliati al suono dello spazzaneve che passava. Si gode ancor di più il caldo del letto in questi casi.

Ha impolverato tutto e trasformato. Vedi Paola che non scherzavo quando scrivevo che era arrivata?

Così la montagna finalmente è più coerente e bella.

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Finalmente bianco

Finalmente è scesa

impalpabile leggera silenziosa

sfarfallando come in tulle una danza bianca…

Finalmente è mutato

addolcito smussato il paesaggio

come d’incanto una fata

con una bacchetta di cristalli dall’alto.

Finalmente un po’ di coerenza e normalità

in questo rettangolo di spazio montano

così lontano e così vicino a corpi straziati

senza senso

se non nello stesso senso

dell’intimità di una casa

che non va violata

The snow has no voice.

Sylvia Plath

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Neve turistica

Pare che di notte droni dell’Azienda Turistica spargano neve in modo da rendere il paesaggio più montano.

È infatti due giorni, esattamente sabato mattina e domenica mattina, che ci siamo svegliati con uno strato impalpabile di neve. L’ipotesi che non sia naturale discende dal fatto che di giorno splende il sole e che della leggerissima neve non rimane traccia alcuna.

Sicuramente il paesaggio ne ricava un fascino altrimenti non presente dopo mesi di siccità… Leggevo stamattina che questo mese ha nevicato persino nel deserto… Ma non qui. Dal 64 non si verificava un inverno così siccitoso. E se non cambia ne risentiranno seriamente le riserve idriche.

Per fortuna i gagliardi turisti carnevaleschi almeno la mattina avranno un pittoresco paesaggio montano da immortalare.

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Segno effimero

Questa immagine è segno visibile della “buferina di nevina di stamattina”. La neve quando scende crea una texture in movimento. Dopo questo effimero momento cristallizzato nell’istantanea… tutto è tornato in riga come sempre con un pallido sole sui prati stanchi. Niente bianco. Miss Neve è apparsa e sparita senza lasciare traccia.

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Un anno fa

Questo è il paesaggio davanti a casa mia fotografato esattamente un anno fa.

Ieri hanno tagliato due grandi pini che sono caduti nel prato con l’erba secca e ghiacciata, senza un briciolo di neve a fare da guanciale.

Mi fa sempre male vedere tagliare un albero anche se qui siamo immersi nelle foreste di conifere e faggi.

Domani danno neve. Qualche centimetro dopo mesi di solo sole. L’unica grande nevicata c’è stata all’Immacolata. Qui la nevicata è grande quando devi munirti di guanti e pale e spalarla dalle auto sommerse e dal giardino e dalle scale.

Poi basta. Non ha più nevicato. Qualche fiocco un giorno che non ha creato strati e poi solo sole.

Chissà che la festa degli innamorati domani non mi regali finalmente un’atmosfera da montagna. Come un anno fa.

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L’anno scorso: neve

Meravigliosi paesaggi innevati dell’anno scorso. Neve bianca e immacolata visto il periodo di lockdown.

Immagini fotografiche di Eletta Senso

Mi manca il bianco. Ora la poca neve del giorno della Immacolata si è sciolta e i prati sono nudi.

Per Capodanno molti turisti a sciare sulla poche piste aperte. Parcheggi pieni.

Ora è tornata una certa calma e attendo con ansia l’Epifania che tutte le feste se le porta via. Sopporterò le solite stantie battute sulla Befana. E amen.

Buona serata

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Il vento

Il vento ha infuriato, nei giorni scorsi, e sollevato veli di neve dagli alberi, spogliando il paesaggio da cartolina natalizia.

Preferisco l’imponenza accecante del bianco alla nuda roccia del monte. Era così bello ammantato di neve…

L’anno scorso, che erano chiusi gli impianti, c’erano metri di neve. Quest’anno, per ora, ha nevicato solo per l’Immacolata. Ora danno qualche fiocco a Natale tanto per render l’atmosfera.

Io vado a cercarmi il sole che sbuca solo per poche ore. Fa anche relativamente caldo. L’aria è pulita e non ci sono nebbie e smog come in pianura. I turisti arriveranno settimana prossima e mi godo il silenzio e la pace.

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Neve

Immagini fotografiche di Eletta Senso

Buongiorno

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Quando

Quando arriva la prima vera nevicata il panorama si spalanca in un mare di bianco scintillante e la catena montuosa appare più imponente.

Occorre pulire le auto dal manto. E occorre camminare adagio. Il polso rotto di gennaio per la brusca caduta sulla neve mi ha lasciato un po’ di prudenza in più. Metto i ramponi in borsa e mi appoggio al bastone da trekking.

Finchè non capitano piccoli o grandi incidenti si pensa di essere immortali e non esseri fragili come siamo. Non ho mai avuto paura di camminare sulla neve perché è morbida all’impatto. Infatti non sono caduta per lei, ma per il sottile strato infido e ghiacciato lasciato dallo spazzaneve.

Con la neve qui in montagna si restringe la geografia percorribile: non si possono affrontare i soliti sentieri con la leggerezza estiva. Occorre munirsi di scarponcini ramponi e bastoni. In cambio lo spettacolo è impareggiabile e riempie gli occhi e il cuore.

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Svegliarsi così

Dopo i cromatismi di ieri, stamattina è tornato a imperare il bianco assoluto. Un bianco che non è immobile, ma compone una texture in movimento continuo. Volteggiano i fiocchi e rendono tutto morbido silenzioso ovattato. Questa primavera non decolla. Qui in montagna è da dicembre che nevica. Nevica molto e nevica spesso.

Sta passando lo spazzaneve. Il mio orto che, finalmente, era emerso riposa ancora nuovamente sotto la coltre. Eppure ero già pronta a concimare e vangare per piantare e seminare ai primi tepori di maggio.

I tempi della natura non vanno che accettati e rispettati.

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Ghiaccio

Immagini fotografiche di Eletta

Ecco, avrei voluto postare una bella immagine fotografica della neve stamattina. Sono uscita verso le dieci per fotografare il paesaggio innevato. Avevo la mia reflex e stavo tornando a casa felice per il bottino catturato.

C’era lo spazzaneve vicino a casa ed è stato proprio dove la strada era più pulita che l’infido stratino mi ha fatto volare.

Ho rotto il polso.

Sto scrivendo con la sinistra.

Domani sarò operata.

Tutti in ospedale sono stati davvero molto gentili con me.

Per catturare il bello ho avuto in sorte un evento brutto. Ma, come scrivo sempre: ogni cosa che accade ha un senso. Altrimenti non mi chiamerei Eletta Senso.

Invece del paesaggio innevato ho postato una bella immagine del ghiaccio che ho nel mio archivio.

In effetti, visto la frattura, oggi l’elemento che ha connotato la mia giornata è stato il ghiaccio – e non la neve – ghiaccio messo abbondantemente e costantemente sul polso rotto.

Sono scesa in ambulanza per la prima volta, e per di più sono scesa con l’ambulanza che aveva le catene: strade impraticabili senza…

Altra bizzarria della giornata di ghiaccio… sono in una camera di albergo senza un soldo, in ospedale hanno fatto la colletta per prestarmi i soldi per il taxi…

Sono qui perché domani mattina ho il prericovero alle 8 e camere per me in ospedale non c’erano.

Situazione davvero surreale. Non mangio dalla colazione. Non ho un soldo ( la addetta ambulanza mi ha detto di toglierli tutti dalla borsa) non ho nulla e ho un braccio ingessato… sono sola in una camera di albergo in una città che non conosco e non ho una sigaretta…

so che il fumo fa male, ma a stasera manca proprio il fumo di una buona sigarettaaaaaaaaaa🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬🚬

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Neve ancora

Immagine fotografica di Eletta

Sommersa nel bianco. Nevica da tre giorni. Ieri ho faticato a capire quale fosse la mia auto e sono andata per intuizione: vedendo le masse.

Armata di pala e moffette ho cominciato a togliere per far emergere: come fanno gli scultori nel marmo.

Qui la neve è soffice e leggera come panna montata e il lavoro è lieve. Lungo, perché occorre togliere molta neve, ma lieve e anche giocoso.

I miei vicini turisti stavano facendo un pupazzo altissimo. Ricordo un anno che lo abbiamo fatto sulla mia terrazza, giù in città, per la gioia di mia figlia. Ma là, la neve e il pupazzo avevano vita effimera e una veloce decomposizione che stringeva un po’ il cuore.

Qui la neve rimane per mesi, fino ai primi raggi tiepidi di marzo. Fa uno strato perenne. Ogni volta che nevica un nuovo strato candido si sovrappone al precedente. La neve non si sporca, non si scioglie, non si decompone…

Per questo, quando sono tornata dallo sgombero della mia auto mettendola in moto per spostarla dove lo spazzaneve aveva pulito, alla mia vicina della casa di fronte, che mi ha chiesto:

– Le basta questa neve?

Ho risposto:

– A me non dà fastidio, mi piace.

Loro, gli abitanti del luogo raccontano di tempi in cui le nevicate erano così abbondanti che tutta la casa spariva e si facevano tunnel per entrare nel focolare.

Immagini di Eletta
Sommersi dalla neve ❄️❄️❄️
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Profumo di neve

È sempre un piacere svegliarsi con la neve… ma solo da quando abito in montagna.

Non ero altrettanto felice quando abitavo in città, soprattutto se dovevo essere presto la mattina in un luogo lontano per lavoro.

Qui le strade sono sempre velocemente pulite, mentre giù fare pochi chilometri era un’impresa.

Ricordo una volta che ero andata stupidamente dall’estetista, nonostante la continua neve… ho impiegato più di un’ora per fare pochi chilometri e tornare a casa: c’erano TIR che bloccavano la carreggiata di traverso.

Quindi in città la immacolata bellezza del paesaggio innevato veniva subito “sporcata” da queste e altre difficoltà dovute allo spostamento in auto.

Qui, invece, quando nevica lascio la macchina ferma e cammino con la macchina fotografica a godermi lo spettacolo. Gli scarponcini lasciano impronte fresche sul vellutato tappeto niveo. L’aria è fresca e pulita e sa di neve. Come lenzuola nuove e fresche nel letto. Un piacere sensoriale assoluto.

Niente stress di code, auto in fila che slittano, tir di traverso, ritardi e accidenti. Qui la neve è sempre benedetta. Ne è prevista molto per i prossimi giorni: l’unica cosa che mi auguro è che non vada via la corrente elettrica. Allora sì che sarebbe un bel problema.

Immagini fotografiche di Eletta Senso

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Contrasto

Questo quello che vedo scendendo le scale da casa mia. La casa di fronte con le lenzuola appese è della mia vicina, amante dell’orto nella stagione estiva.

La catena ormai è bianca e nell’ora del tramonto risalta per contrasto con l’azzurro quasi blu della neve in ombra.

Perché la neve non è bianca. È bianco avorio, bianco gesso, bianco di piombo, bianco di Crems, bianco d’argento, bianco di zinco, bianco di Amburgo, bianco di silicio, bianco di marmo, bianco di perla, bianco guscio d’uovo… e poi – passando per tutte le gradazioni – dal celeste al blu.

Come ha scritto prima Massimo Legnani nel suo commento, la neve risalta per contrasto sul verde scuro dei pini.

Se non ci fosse lo scuro, il chiaro non risalterebbe.

Un po’ la storia della nostra vita: se non ci fossero i momenti bui non apprezzeremmo quelli felici.

Viviamo continuamente per contrasto. In un unico campo monocolore nulla risalterebbe.

“Sovversivo è il foglio su cui la parola crede d’accamparsi: sovversiva è la parola attorno alla quale il foglio dispiega il suo bianco”.

” Dov’è il cammino? Il cammino è sempre da trovare. Un foglio bianco è pieno di cammini”.

Edmond Jabès

Da un commento che è pura poesia di

https://marcellocomitini.wordpress.com

Quante volte mi sono smarrito,

e spesso continuo a smarrirmi,

davanti a un foglio bianco,

come se non trovassi il sentiero

che tanto biancore nasconde,

come se non avessi più nulla da dire

a me stesso e agli altri.

Poi lentamente,

un passo dopo l’altro,

ho ritrovato il sentiero

e la parola è apparsa

ed è cresciuta come un albero,

ha steso i suoi rami

sul candore del foglio

e frutti rossi

sono caduti a macchiarlo.

La vita

che sorge a contrasto.

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Neve

Svegliarsi

Immagine fotografica di Eletta

Svegliarsi quando fuori fiocca è bellissimo. Soprattutto se ci si sveglia nel proprio caldo e grande letto con tutto l’occorrente di fianco sul comodino. E un buon caffè.

Nevica da ieri quando sono tornata. Dopo due mesi di sole ieri ho dovuto affrontare gli ultimi tornanti con la neve. Qui da noi le strade sono sempre pulite anche quando nevica perché siamo abituati al fenomeno e, quindi, ci sono molti spazzaneve. Peccato che ieri alle quattordici era un velo insidioso: non ancora abbastanza alta da essere spazzata, ma abbastanza per far sbandare in curva nonostante le gomme termiche.

Comunque piano piano e in seconda sono giunta nel parcheggio deserto e immacolato di casa. Per strada una meraviglia. Le cascate di ghiaccio, spolverate dalla farina zuccherina, erano davvero uno spettacolo magnifico.

Ora mi tocca uscire a spalare. La neve è un bellissimo fenomeno ma comporta anche del lavoro fisico: prima che ghiacci occorre spalarla dal vialetto e dai gradini.