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Diversità

Diversità

Rielaborazione grafica di Eletta

Si fa davvero molta fatica ad accettare la diversità. Questo è un testo che pone come possibile soluzione la semplice accettazione.

Siediti e accomodati. Guardami. Sono diverso da te. Accoglimi.

Sono ordinato, ho il pallino maniacale dell’ordine apparente. Tutto al suo posto, inscatolato, allineato. Guai se un oggetto è fuori posto. Se bevo un caffè lavo subito la tazza. Se tu pranzi al mio tavolo ti tolgo subito il piatto sporco davanti al naso.

Non sono costante. Butto iniziative e lì mi getto per un breve tempo. Dopo mi stanco e mi stacco e lascio tutto in sospeso come panni perenni appesi ad asciugare fuori. Ho tempi frammentati e improduttivi.

Sono dipendente da droghe leggere. Se mi immergo davanti allo schermo mi perdo. Mi assorbe come immersione in acqua marina, sto tra i pesci virtuali e non voglio più uscire. Ore e ore a pescare mozziconi di frasi e corpi eterei e desideri. Immagini e contatti. Sto fino a notte tarda e non riesco a risalire sul velo d’acqua.

Siediti e accomodati. Guardami. Sono diversa da te. Accoglimi. Sono disordinata. Non amo inscatolare e allineare. I miei libri sorgono come torri dal pavimento. Se bevo un caffè mi piace stare seduta con chi lo beve con me. Non c’è fretta per lavare la tazza, né il piatto, quando ho ospiti a tavola. Preferisco la compagnia e non abbandono. Stare davanti agli schermi dopo un po’ mi annoia. Preferisco leggere e disegnare. Usare le mani e le braccia e il corpo intero per camminare accarezzare tagliare dipingere cucinare creare.

Siediti e accomodati.

Guardami.

Sono diverso da te.

Sono diversa da te.

Accogli le mie differenze.

Non cercare in me il tuo specchio.