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Gioco Gioco linguistico

Monovocalico

Buongiorno per il Giocolinguisticodellunedí oggi propongo un monovocalico in A.

Ecco il mio esempio:

Accadrà affascinante

l’acclamata alba

Agata acclarata araba

Ah! Amata alfa.

Ringraziando tutti i partecipanti ricordo che potete inviare i testi fino a domenica e che saranno pubblicati qui ⤵️

Buon lunedì

Eletta

Abracadabra alitava papà Achille accendendo la carta rarefatta che aveva avvolto l’arancia e che adesso stava arricciata a cilindro sul piatto. Aveva attorno bambini attoniti e anche adulti, in attesa ansiosa che s’alzasse in aria l’aerostato di carta. Quando accadeva che s’alzasse (avveniva raramente) erano applausi all’artificio di magia e Achille aveva un’aria allegra ad accorgersi di essere l’autore di un arcano.
ml

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Alla canna dal gas cala la pappa.
Parla gara amara, dà la manata alla palla l’ala.
Vaga la carta ambrata.
L’afa fa a gara tra la casacca bagnata.
La lavanda rasata bassa.
La massa paga.
Passa la gamma malva.

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La mamma: amala!

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La gatta fa cagnara
la capra fa gazzarra
la mamma la strada sbarra
alla calma Anna Clara.
Ma la ragazza par alata
a scansar la malparata:
va a Bra, appagata,
a ballar la bachata.

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Gita antelucana a Punta Chiappa/


Aspra fratta,/
all’alba apparsa,/
ammala alma/
all’amica austriaca.


Ada assonata, Adamo aspetta!/
Albeggia…./
Ascoltami, Ada adorata,/
amica assonnata, assopita:/
Assomigli all’aurora!/
Ardentemente appassionato,/
Attendo… amami ancora,
amami adesso!
Ah… alleviami arsura,
anelante, assetato,
adamiticamente abbigliato,
allucinato, aspetto…

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Anna,
casca dall’ amaca,
attratta dall’ alba ambrata,
scalza,
danza, canta, balla.

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Gioco linguistico

Anagrammar ridendo

Lui se ne andò silenziosamente come una carpa. O forse belando come una capra. Di fatto aveva una crapa bella dura. Lui non aveva una parca saggezza…

Questo è il nuovo Giocolinguisticodellunedí : Anagrammar ridendo. Si tratta di prendere una parola e rivoltarla diverse volte come un calzino per trovare tutte le combinazioni possibili tramite l’anagramma.

Nel mio caso: CARPA CAPRA CRAPA PARCA.

Chi vuol giocare dovrà scegliere una parola e inserirla nel testo anagrammata almeno tre volte. La parola può essere scritta in neretto o trascritta sotto nelle diverse forme.

Tempo una settimana e testi riportati qui ⤵️

Buona settimana

Eletta

China sul foglio scrivo, in PROSA, della SPORA acquartierata SOPRA l’acino ASPRO: unico superstite di un grappolo d’orato ormai ridotto RASPO.
T’ascolto lettore, dici che SPARO sciocchezze… allora rispondo: ma no dai, son solo frivolezze.

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ROMA, AMOR, ARMO, ORMA, MORA, MARO, RAMO
«AMOR mio, andiamo a ROMA la capitale del mondo. Là ci aspettano il Colosseo e il Pantheon».
«Non possiamo andarci. Lascerei un’ORMA evidente! E voglio girare in incognito».
«Allora ARMO il Moro, il nostro brigantino, e partiamo per le isole solitarie dell’Egeo».
Così MARO e MORA, appesi al RAMO, salpano felici verso un mare ignoto, senza visitare ROMA.

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PERSA la PRESA elettrica, uso le RASPE a mano. SAPER modellare il legno è una fortuna, si SPERA venga bene la scultura.
ml


Mi mangio un piatto di RISO con la ROSI mentre gli ORSI ci guardano golosi e IROSI

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“Del resto, quale miglior sorte per il nostro estro ? Un serto in capo o un cielo terso?” ( RESTO, SORTE, ESTRO, SERTO, TERSO)

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ORSA RASO ROSA  SORA OSAR

Mamma ORSA ha comprato la stoffa di RASO colorata di ROSA,
vuole cucire un vestito per la figlia SORA ,
così potrà OSAR di andare al ballo nel bosco.

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Arpista in cucina (anagrammi)/
Petra ha tre ARPE./
Felice assai PARE/
quando può suonare/
i “Tre pezzi in forma di PERA.”/
Di gusti semplici,/
essendo croata,/
mangia la REPA/
e, con le RAPE inacidite,/
come faceva nonnina,/
cucina la jota,/
ottima minestrina!/

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Gioco linguistico

Tautogramma in G

Buongiorno a tutti e davvero complimenti di cuore a tutti quelli che hanno partecipato al difficile gioco proposto lunedì scorso. In particolare un applauso a Silvia Cavalieri che è riuscita a usare tutte le vocali.

Oggi ci riposiamo giocando a un Tautogramma in G come gelo. Ecco il mio esempio:


Gentilmente grata mi genufletto con grazia per la tua galanteria. Giungano giri di gioiosi gesti di gratitudine. Grazie giovane giullare per il giunco di germogli garofani e giunchiglie, giunto. Giacerei in un grande giaciglio a giocare con graziosi garruli gattoni gemelli. Nella gabbia non galoppano gagliardi gabbiani, ma galletti giallastri.

Come sempre avrete tempo una settimana per inviare i vostri testi che saranno pubblicati qui ⤵️

Buon lunedì

Eletta

Gesti di gentilezza, gratitudine e generosità guariscono, giacché non gravano, ma gratificano. Grottesco e grullo guastarsi con grama grettezza

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Gerardo

Gitano gentiluomo,
generalmente girovago giostrando:
getto, ghermisco gentilmente,
graziosi globi giranti galileiani girotondi.
Gioco gare colla greve gravitazione geofisica…
gabbato: guardo giù… glisso gargo;
gratificato: gongolo gigione… ghiotta gloria…
Gnomi gote glabre, giurati gioiosi, giungono,
guardano, giudicano generosamente
generandomi grande gaudio
Giocoliere grato, genuflettendomi grido grazie!

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Gentile genio, mi genufletto in ginocchio guardandoti. Gradite genialate generano grande garbuglio nella gente pel gabbo gravato di generale grossolanità.
Giovanni generosamente garantisce pel genio e gira la gaffe in gioco.
Il genio con gardenie e gladioli grida: «Grazia!»
Germana gradisce i garofani ma ghermisce la gardenia.

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disavventure di un artista da strada)

Ginnico gioco al giullare genuflesso, giravolte gorgheggi e gags, ma gemono le giunture guaiscono le ginocchia gridano grazia le gambe gracili.
Grugnisce la gente a guardare i miei gesti goffi da giocoliere giulivo, non gradisce le gags, ghigna ai giochidiparole e getta sul mio giaccone (steso a terra) grossolani gradimenti in una gazzarra grottesca: gamberetti e gorgonzola, garofani e giacinti, giarrettiere e guinzagli, un gatto giallo che mi graffia su una guancia.
Giaccio gemendo gravato dalla grettezza della gente, giornata grigia senza gloria.
Giungono i gendarmi gridando è Gigi il guitto, il gaglioffo del Giambellino! Il Gran Giurì lo ha già giudicato, lo getteremo in gattabuia.
ml

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Giro gallico/
Gargouille gocciola, /
gorgoglia, /
geme gutturale/
guardando Golfech…/
Giovane garzone gallico/
giocoso guada gora./
Giuliva giramondo, /
guardo (la) Garonnne, /
mi godo giugno/
già gemmante/
gialle giunchiglie./
Gruccioni gorgheggiano…/

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Guido Guarda Gentilmente Giada,
Guance Grassotelle,
Gustano un Goloso Gelato,
Giocano Giocosamente tra Guggiole e Gambette Graziose, Guardano Gerbere Gialle, Gigli e Garofani,
in quel Gaio Giovedì Giulivo…
Germogliano Gemme e Geometrie Graffianti.

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Guardavo gradazioni di grigio ghermire le mie giornate, galleggiavo come Ganimede su Giove, tra il gorgheggio di galassie gentili giostrato dalla gravità, ma giunto alla gola del giorno giurai di
gestire il mio gironzolare con gioia e di gottare il mio galeone gravato dal gocciolio del ghiaccio gelido. Gestendo quel gioco gargantuesco, generai una gazzarra di getti geyser che gettarono
grumi di ghirigori nel gasdotto della mia gioventù. Gettai le gomene, guardai galvanizzato il globo e guadagnai una gru sì da guadare i guai che gauivano nel gozzo, gemendo per il mio goffo giubilo.
Guardavo il grigio, lo guardo lo stesso, ma ora so ch’è giusto un giunto tra la gemma e il germinare.
Arcobalenaio

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Gioco linguistico

Acrostico Novembre

In onore del nuovo mese che arriva per il Giocolinguisticodellunedí propongo un doppio acrostico su NOVEMBRE

Ecco il mio:

N uove

O mbre

V erdeggianti

E stive…

M entre

B ramiamo

R itorni (di neve)

E sausti per l’

E state infinita.

R umori

B ellicosi

M inano

E tiche

V isioni e

O scurano la

N otte

Buon lunedì a tutti e buon gioco a tutti quelli che vorranno partecipare e il cui testo verrà pubblicato qui⤵️

Eletta


Nebbie
Ocra.
Vaste
Esili
Mattutine
Brume
Restano.
E’ novembre.

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Nulla
Orienta
Verso
Est,
Mitiga
Bagliori
Rosseggianti
Estivi.
Eppure
Raggiungo
Brevi
Montagne.
Esangue
Volo
Oltre
Nuvole

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(un) Nuovo
Originale
Viaggio (ci fa)
Emigrare (nelle)
Marche,
Bella
Regione
Entusiasmante

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Nuvole
Ombrelli
Vento
Eventi avversi
(ma) Martino
Benedetto
Riporterà
Estate

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Nella luce tenue del tramonto
Ogni fruscio delle foglie
Vaganti sospinte dal vento
Esprime l’avvicinarsi dell’inverno
Mentre ancora continuano
Bambini a giocare all’aperto
Rincorrendo le loro palle
Erranti sulle strade

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Novembrale doppio/

Nembifero/
Orizzonte/
Vela/
Estenuandolo/
Mattinale/
Bruma/
Rarefatta/
Esangue/
Estivalia/
Rimpiangendo/
Brine/
Marmate/
Evocano/
Vane/
Ombre/
Notturne/

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N*ostalgia
O*ogni foglia mi parla
V*olteggia e si adagia
E*legantemente a terra
M*iracoli d’autunno,
B*isbigli dei boschi che
R*itornano verdeggianti in
E*state.

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Gioco linguistico

Lipogramma in O

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti. Per il Giocolinguisticodellunedí propongo un Lipogramma: un testo senza la vocale O come Ottobre.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lipogramma

Ecco il mio esempio:

Mese di acini e rubini, di lente discese ambrate e gialle. Mese di lentezze e intimità silenti. Chissà se qui arriverà la nivea serica bianca neve… a velare di brina e piuma tutte le case e strade…

Avete tempo una settimana per inviare i vostri testi che saranno pubblicati qui ⤵️


Manca la castagna nella selva. La secca dell’estate reca danni. La natura, afflitta dalla scellerataggine umana, ulula la sua disperata pena. Ma la gente, il dì di festa, s’accalca per raccattare una misera manciata.

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Che meraviglia guardare lievi cirri passare sui tetti di Pienza! Navigare nell’azzurrità, trastullarsi fra le antenne, arricciarsi e svanire nell’immensa verde bellezza delle alture senesi!

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Il mese si annuncia con la tiepida calura tardiva. Si cammina nei sentieri alla ricerca dei funghi nati nelle settimane precedenti. La campagna assume la livrea grigia dei campi arati. Il verde dei giardini risplende nella lucentezza della fase lunare.
Evviva! Un grazie a Elettra.

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Senza una lettera sì rilevante, il mese delle streghe sembra una fata. Gli elementi stan tutti insieme per essere al plurale ed evitare quella finale. Ma i verbi, che fatica seguirli! Le serate buie sempre prima, gli alberi sempre più glabri. Le zucche piene di sfumature ferme, senza niente da fare. Quasi l’intera sfera di gesti, se effettuati da più di un essere, richiede applicare la lettera vietata. Invece, se effettuati da un essere maschile, in effetti si rischierà di perdere chi effettua le gesta, perchè richiamarne gli appellativi è da evitare. Quindi la via è il femminile, un femminile. La caduca frutta delle piante, la rubina capigliatura degli alberi che cresce. La cena che riscalda. La strega che si prepara per la festa e ripete la sua preghiera. Che differenza ci sarebbe se per sempre finisse settembre? Sarebbe più semplice rinunciare alla S!

L.


Dana, la cagna da caccia, abbaia abbastanza arrabbiata, sbava saliva, assatanata latra alla gatta ladra. La gatta bastarda, abbrancata a zampa maramalda la salamella dalla grata calda, s’azzarda sfacciata a sbranarla calma davanti a Dana legata alla catena.
ml

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Il lunedì è il dì dei passatempi linguistici di Eletta*
ci aspetta per scrivere anche se è difficile un tema senza le lettere cerchiate
per imparare nuovi lemmi senza la sfera perfettina
per aprire la mente
niente premi o medaglie
semplicemente divertirsi e svagarsi in allegria.

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A Marcella Ceresa/


Bisava mia negletta,/
Marcella detta Lina,/
appari nelle nubi /
a sera e di mattina./
Trapassi la mia anima/
di sguardi e di carezze,/
hai veste nera e triste,/
ma rechi a me speranza/
di estrema luce eterna./

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Finalmente è iniziata la stagione dalle mille tinte calde, amata da tanti.
Anche a me piace, ma mi sembra che trascini con sé anche un’infinita struggente mestizia.

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Gioco linguistico

Lipogramma in N

Buongiorno per il Giocolinguisticodellunedí oggi propongo un Lipogramma in N come nuvole. Che arrivino dopo tanto sole, ma siano clementi…

Lipogramma :

etimologia del lemma, che deriva dal greco leipo, “che manca di, e gramma, “lettera”, è un testo nel quale viene intenzionalmente omessa una lettera, nel nostro caso la consonante N.

Ecco il mio esempio

Ecco arriva velo di seta grigio. Compare dietro il profilo della sera. E porta pioggia leggera e soave per terre aride e assetate.

Avete una settimana di tempo per giocare e i vostri testi saranno riportati qui ⤵️

Buon lunedì a tutti

Eletta

Che pazzerelle idrometeore!
provo a fotografare il famoso cielo a pecorelle; morbidi batuffoli giocosi; quella curiosa forma a scacchiera;
prima che arrivi la pioggia ad irrigare la terra e i fili d’erba; o addirittura il grigio temporale.

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Davvero quei fiocchi grigi… pioggia o temporale? È meglio quella fresca pioggerella che toglie la calura dall’aria piuttosto che quel temporale sgarbato che produce guasti.
Guardo verso l’alto e le vedo passare veloci: forme bizzarre.

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Adorabile: ti stuzzica, ti attira, ti titilla, ti ispira. Lo trovi irresistibile, ricco e dolce, morbido, goloso e colorato, irresistibile. E poi soddisfa il tuo palato. Lui : il gelato!

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impresa
Quella lettera è brutta ed è pure zoppa della terza gambetta.
Giusto, dobbiamo trascurarla, oscurarla, esiliarla dal resto dell’alfabeto, seppellirla sotto strati di frasi prive di lei.
Davvero si può fare?, mi chiede preoccupata la figlia di mia figlia.
Certo, piccola mia, basta procedere circospetti, ad occhi aperti perché quella brutta lettera si cela dove magari sei già passata, come la tua setter dietro al cespuglio di rose selvatiche a farti paura. Verifichiamo le parole già scritte e quelle del primo futuro: ecco è tutto a posto!
NoNNiNo sei graNde!, dice lei e mi applaude.
Ahh, piccola sciagurata, hai distrutto il lavoro che avevamo fatto! E ora chi ha voglia di rifare tutto da capo?
PerdoNo, NoNNo, NoN soNo stata atteNta coN la eNNe. Iniziamo di Nuovo.
Basta, piccola peste, è meglio che vai a giocare altrove.
ml

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E’ settembre: l’aria si è fatta più fresca
e il sole sembra brillar felice e soddisfatto
Vorrei che pur la vita fosse più fiabesca
e col dolor evitasse per tutti qualsivoglia impatto.

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Fuggita pria che albeggi (lipogramma in N e M) /

L’aurora palpeggia/
il tuo viso adorato…/
Vorrei essere io/
quel tal raggio dorato,/
vorrei essere io,/
respirarti, toccarti/
e svelare il sorriso/
dalle labbra occultato,/
sussurrarti parole/
alle orecchie distratte,/
carezzarti sul cuore,/
obbligarti a capire/
e gridare e sgridarti,/
dirti: “Presto, ti aspetto!”/
E tu, desto, girarti/
a cercare quel corpo/
che felice facesti,/
che di sera tradisti./
Ora vuoto ti irride/
freddo e triste, del letto, /
alla destra del tuo,/
quel bel piccolo posto/
che di seta vestiva/
illusorie bugie/
e precarie bellezze.

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Gioco linguistico

Gioco: tautogramma

Immagine grafica di Eletta Senso

Come Giocolinguisticodellunedí propongo un tautogramma in G come Gennaio. Tutte le parole del testo dovranno cominciare con la lettera G.

Ecco il mio esempio :

Giungono giorni di grate e gemiti. Già giocate generali grida. Generalmente giaceremo con grandi giaculatorie. Guai a girare. Il greenpass guarda il guardiano dei giri.

Grandi gelsi germogliavano giuggiole, ginocchioni gradivo gingillarmene gustosamente gaio

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Guardate gente!
Gabbiani gagliardi galleggiano gongolando gioiosi.

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Gennaio dubbioso

Già gennaio gelido
ghermisce gioia, gaiezza.
Giunge Green-pass gigante,
garantendo giusta gestione.
Gutturale guaisco gemiti,
giungerà giubilo giammai?
Germinerà giugno
genuina guarigione globale?

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Giovedì guardavo gareggiare Giuseppe, giovane giocatore genovese, goleador geniale. Gente gridava: grande!! giuro!!

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Genoveffa gestisce il gioco gratis del Giardino. Giuseppe gela il giardino e guadagna gettoni per il gioco del Governatore.
«Gentile gestore!» grida Gilberto gesticolando.
Gianroberto, il gestore di giochi gratis con Genoveffa, si gira e guarda Gilberto. «Gaglioffo ti getto nel gabbio!»
Geme Giuseppe ghiacciato nel giardino dei garofani.
La gabola di Gilberto gabba Geltrude e ghigna gagliardo.
Gennaio giochicchia con garbo e gaiezza.

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Giacomo, giovane genovese ginnico e gagliardo, giaceva genuflesso gridando, gemendo e guaendo come un gatto giallastro: Generale [Figluolo, ndr], il gingillo [la siringa] graffia, gratta e genera grossi guai dal gomito alle gengive, dalle ginocchia ai glutei.
Il Generale: giovanotto, giuro che giammai ti garantirò il greenpass!
ml

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Gustando giochi gentili
in gelide giornate di gennaio
gente giovane e gagliarda
graziosamente giudica goffi
i genitori dalle giunture gementi

Giardini guizzanti galaverna
gridano ai genitori
giù dal ghiaccio goffi ginnasti
gentilmente gareggiate
in giganteschi girelli
e giochi giulivi
goduti gustando
gialli grog e grappe
gorgoglianti gioiosamente
nelle grolle.

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Gioco linguistico

Acrostico Gennaio


G enerare
E nergie
N uove
N onostante
A vversità
I n
O gni dove

Augurandovi un nuovo anno che sia davvero nuovo, propongo oggi il Giocolinguisticodellunedí con anticipo.

Come avrete capito si tratta di comporre un Acrostico con la parola GENNAIO.

Come sempre i testi saranno pubblicati e potete mandarli in tutta la settimana.

Buona domenica

Eletta

Gennaio

È

Nato

Non

Aspettiamoci

Intenti

Ostili

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Grande
Era
Nel
Niente
Ancora
Infimo
Ovunque

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G elosia,
E ntropia d’amore.
N uvole
N el cielo sereno
A nnunciano
In quieti e
O rribili presagi
<p>e il mio saluto per
<p>S empre
E ravamo
R iuniti
E
N on volevamo
O sare.
N ebbie
U mide,
O vattate
V isioni.
O rlavano le serate.
A nnunciavano
N otti
N aif,
O asi di silenzio

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G ioiamo
E ntusiasti
N elle
N otti
A lpine
I nvernali
O mbrose

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Amore d’inverno (acrostico di Gennaio)

Gustare
Erotiche
Nebbie
Notturne.
Amare
Illudendomi
Ostinata.

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Galaverna
E
Noiosa
Nebbia.
Ancora
Inverno
Ostile.


ml

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Gioco linguistico

Tautogramma in N come Natale

Buon lunedì a tutti. Dopo le feste non capisco molto chi sono, dove sono e che giorno è. Comunque perdonate eventuali sbagli.

Per il Giocolinguisticodellunedí propongo un tautogramma in N come Natale.

Tutte le parole del testo dovranno iniziare con la lettera N. Tranne articoli e preposizioni.

Ecco il mio esempio

Nulla non negare niente. Navigare nelle nuove ninfee e non naufragare. Nel nome di Narciso non nuotare. Né nominare nessun Nemo.

Nistagmo nutrizionale, nebbioso Natale, nulla nuota nel nirvana neurale, non negarmi ninnoli, nenie, notturne nanne, nottetempo navigherò nel nascimento naturale, nitida ninfa nascerò nuovamente, narciso nivale…

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il Nautilus navigava nascosto a Nord della Norvegia. Nessuno, nemmeno Nettuno, notò il natante nucleare. La notte di Natale Nemo, il nocchiero, il nostromo e i nove navigatori necessari, si nutrirono di nocciole, nespole, noci e nutella, negati i nettari natalizi.
ml

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Il Natale con la neve nasce nella natura.
Neppure il nonno naviga per niente. Nemmeno il nababbo nega il nadir. La nequizia naufraga con la nozione della normalità.
Il naif nasconde la nappa nera e la notte a naso.
Il nano narcotizza la novella ninfetta alle nozze.
Il nanerottolo nuota con naturalezza nella nebbia tra ninfee nerastre.
Il napoletano narra il narciso di Novara con note noncuranti.
Nel negozio il negoziante nota la napoletana e nicchia.
Il natante naviga con il nautico nauseato dalle nasse.
Nella necropoli di Nefertiti il neerlandese neanche nasconde la necessità nefasta della negromanzia.
Nessuno nomina la nemesi tra nembi e nuvole nerastre.
Il nemico neppure negozia con la negletta nazione.

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Naviganti notturni

Navigando nella notte,
noto nascondiglio
nelle nebbie,
noi non noteremo
nessuna nostalgia nociva
nessuna nera noia nauseante

Nuoteremo, nottambuli naufraghi,
nomadi nudi, nella nobile natura
noverante novità nascenti

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Attimi Gioco linguistico

Lipogramma in O

Oggi, per il Giocolinguisticodellunedí propongo un Lipogramma in O, cioè un testo in cui non dovrà mai comparire la vocale O.

Il tema che propongo è in tema con il periodo natalizio.

Ecco il mio esempio.

Arriverà la neve bianca candida e scintillante tra luci e lucine vermiglie e slitte trainate da renne… Tutti i bambini saran felici tra pacchetti e pacchettini e nastri e nastrini. Viva il Natale per chi ama. Regali e regalini. Lampi e lampadine. Cibarie e antipastini. Cremine e gelatine. Salvate, per plaisir, i tacchini e le galline e le carni tenerine.

Mercati e mercatini, sagre di regalini
s’agghindan felici della festa,
Verande e terrazze abbiam pieni di lumini,
Di fettuccie e di brasati è piena la cesta,
Fedifraghi e parenti in abbracci affratellati,
Di trigliceridi a man bassa si dice sian schiattati.

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Ballerina e Fulmine e la slitta trainata da Freccia e dalle altre renne di Santa Klaus, felici di essere arrivate in cima alla casa della bambina più bella del quartiere, finalmente appagate davanti ad una quantità imbarazzante di amanite, rilassate.

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Regali e regalini
preparati per i bambini
vestiti e bracciali
levati dagli scaffali
e per gli amici più cari
un mare di denari

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se sei sempre assente, per viaggi d’affari, vacanze, weekend, aperitivi, trastulli e altre fesserie, difficilmente riuscirai a sapere gli avvenimenti recenti e i relativi cambiamenti. Sappi quindi che Natale, nei tempi attuali (leggi: da circa duemila anni) cade il venticinque di dicembre. Se mancherai anche in questa festività dimentica di esserci più amica. Stammi bene ma tieni a mente la mia minaccia.
ml

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Verrà Natale e le sue feste.
Ci sarai anche tu?
I pensieri lieti
tu vedrai là,
in cima all’abete
simili a un puntale lucente.
Luminarie, candele
in bella vista
nella stanza.
Il presepe starà lì
nella camera più bella:
greggi di animali,
fabbri e massaie,
altre statuine
a fare apparire
gli inni di letizia
un’allegria di canti.
La bambina aprirà
le caselle:
…dieci, undici,
…venti e altre a seguire.
Cercherà la figurina
celata dalla finestrella.
Letizia e serenità
tu saprai
avvertire
nel Natale del duemila ventidue.

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Viglia d’antan

Lasciami abitare
quella vecchia
vigilia di Natale.
Luci sabaude
sulla città grande
e le cime innevate
da respirare.
L’abete splendente,
di luci, candele,
vetri, palline,
trillini, lucette,
piumati uccellinii.
La madre ed il padre,
Silvia, la figlia piccina,
Anna, più grande,
l’erede di niente..
L’ava mancava,
per una lite familiare.
Sarebbe rientrata,
per una tregua
ben augurale.
Tutti vestiti, curati,
felici le bambine
ad aspettare la festa,
felici senza mentire.

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Gioco linguistico

Lipogramma in I

Oggi propongo un Lipogramma in I cromatico: all’interno saranno nominati colori. Ricordo che dovrete comporre un testo in cui non sarà possibile usare mai la lettera I, i come indaco.

Ecco il mio esempio.

Eletta era su una rupe nera. Scese e trovò un abete rosso. La neve come calce e gesso spolverava attorno stelle d’oro.

Buon lunedì

Se vedo rosso nello sguardo tuo, sfumatura a blu sulla tua pelle, nero nel profondo tuo cuore, ho pusher che vende roba strana.

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Resta qua accanto, con te vedo un alba rosa; un sole splendente accompagna la strada verde di abete. Aspetta: tramontando, un rosso calmerà l’attesa.

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Tramontando
L’ora è tarda,
blu e nera senza sole la sera.
Lontano, aguzzando verde lo sguardo,
un lago rosso scorgo
e una nuvola porpora e oro.
Adoro sperare, cercare e trovare
una laguna azzurra,
memore del sereno che fu,
una falce lunare,
come una barca a dondolare,
una stella d’argento
e Venere accesa accanto.

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Per te ho colto una rosa rossa
amore del tempo nero e passato
nel prato verde e segreto
che ho dentro la mente


Per te che frutto roseo ho trovato
profumato ed ancor acerbo
bagnato d’azzurro sfumato

Come vento, che sale d’estate
Ora, nel colorato tramonto
fra un blu tenue e un grigio marcato
passeggio con te dentro al rosso cuore
tu donna e compagna
amante che ho amato tanto
nel futuro rosa, porterò con me

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Auguro una roseo futuro
regalando un tulipano rosso e oro
una pansè blu
e tante bacche tonde e mature
su un ramo marrore ❣️

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Eletta fa da sfondo all’azzurro: una scena al calor rosso che mostra la nera notte sfumata con Paolo quello dallo sguardo amorevole. Un verde uccello passa sulla coltre dal colore ramato per effetto della luce del Sole. Eletta osserva tutto con ardore: ama quello che esalta blu e marrone come splendore della casa sepolta dalla neve.

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Rosso bordeaux è la vergogna.
Trasmuta color fumo
nella bocca con umane
nefandezze.
La conseguenza
nera del peccato
nessun colore puro
assolve.

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Mare blu cobalto o montagna nevosa dalle sfumature azzurre, campagna con la terra ocra o un colle a querce e betulle da affogare lo sguardo nel verde, una Dora cerulea o un bosco da percorrere sul tappeto marrone, qualunque luogo va bene. Perché quello che a me preme è stare lontano dall’urbe senza colore e calore. Non sopporto le strade affollate, le auto fumose, le moto che rombano, tram, bus, scooter, tutta la massa ferrosa mossa da un motore, ma anche la gente stessa che s’assembra e fa numero e rumore. Tollero poche persone alla volta, oltre quattro sono troppe per poter guardare con loro la luna d’argento, salutare un’alba rosa o adorare un tramonto rosso fuoco, sempre tacendo.
ml

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Gioco linguistico

Monovocalico

Immagine grafica di Eletta Senso

Gioco piuttosto complicato oggi: si tratta di scrivere un testo utilizzando sempre e solo una vocale a scelta.

Prendiamo l’esempio di un grande Umberto Eco:

Sono Pogo, orco non noto, mostro sozzo d’orto losco. Col gozzo voto, goffo lo dosso; a volo – ok non posso – col tronco grosso: ho scorto – monocolo tosto – lo bosco scosso. Pollo? Porco? Trotto molto. Omo! Bono, bono. Corro, lo colgo, torto ho il collo. L’ho morto. Mo lo mordo, no! Dopo cotto col foco. Coll’osso godró brodo, col corpo – troppo tocco – morrò colmo, col colon rotto. Mosto? Mmmm… poco poco. Son sbronzo, lo so, sbocco sodo. Bolo orroroso! Color pomodoro.

Buon gioco a tutti e buon lunedì

Eletta

Sono sotto sforzo,sopporto troppo,sono logoro.Mollo o non mollo? oh! mondo corrotto

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Nata dall’arca, accalcata abbastanza dall’afaga, ha accaparrata la fata.
L’afa ha fatta agra l’andata ad Agata. Abbassa l’ala. Adattala all’alabarda.
Alba annasa l’anta: sa d’araba falsa. Bah, annaspa.
Anna accaldata pranza dall’amata strapazzata. Sta calma!
Amanda lacca l’ara d’annata.
Lara ama la calca ma la madama la cabala.
Una lama passa la spalla.
Raccatta la bacca.

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Selene stese le mele e le pere, ne bevve le essenze, per le vene

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Sono tosto o tonto?
Sono toro o topo?
Non so.
Ho corpo corto,
tronco storto,
osso tozzo,
dorso rotondo,
collo col gozzo.
Con modo rozzo
volo zompo rompo,
sono corvo torvo.

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Fata di palude (monovocalico in A)

Rana grassa,

nata a Massa,

salta, balla,

canta “cra cra,”

ama la grancassa,

sa scappar

dalla sassata,

dalla zappa,

dalla gatta zampa-pazza.

Amala, ragazza,

tal fata strana,

nana matta,

maga-bagatta!

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Gioco linguistico

Grazie per le lettere

Davvero simpatico il nostro giocare ieri con il tema “Lettere senza lettere”. Dato il via con il mio esempio, le persone che hanno partecipato hanno continuato l’epistolario rispondendo in tema, creando un gustoso botta e risposta.

Quindi davvero grazie di cuore a tutti i partecipanti. Ricordo che il Giocolinguisticodellunedí è aperto, per chi vuole cimentarsi, per tutta la settimana. I testi inviati verranno pubblicati.

Buon martedì

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Gioco linguistico

Lettere senza lettere

Per il Giocolinguisticodellunedí oggi propongo la scrittura di una lettera senza l’uso di una lettera a vostra scelta. Potete omettere una vocale o una consonante decidete voi. L’importante è che il testo sia in stile epistolare. Lungo o breve.

Potete indicare la lettera che manca nella vostra lettera oppure lasciare che siano gli altri i lettori a scoprire…

Buon divertimento e buon lunedì.

Ecco il mio esempio

Caro Paolo

sempre presente anche se lontano… Quando vedo la tua poltrona vuota – con un tuo vetusto feltroso cappello – non posso far altro che veder l’ombra tua vagare nella stanza e danzare con me, come era allora. Quando vorrà la tua consorte permetter un leggero volo, torna da me.

Con affetto tua.

Avete trovato la lettera mancante nella mia lettera?

Buon lunedì

Cara Eletta,
senza vergogna mando poche parole. Ho letto senza volere quanto da te detto al “nostro” Paolo. Non tornerà da te, lo so amare, lo capisco, l’ho perdonato, non ha senso che venga. Fa freddo da te. Scalda la neve del tuo cuore con quel feltro roso obsoleto. Te lo regala, gettalo nel fuoco alto e pensa alla nostra completezza che durerà per sempre, al calore del nostro talamo! Che pena, povera donna sola!
La consorte

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Cara Eletta,
sono stato contento quanto sorpreso nel leggere la tua lettera. Non credevo poter essere ancora ombra fra le ombre nella tua casa alpestre. Ne sono onorato, forse anche commosso nel sapere che ancora c’è da te un cappello. Il tempo corre come un treno senza meta e senza scopo e tutto azzanna cara amica.
Nel fuoco rosso della tua stufa, aspetta una notte molto fredda, starà bene quel cappello, farà un fuoco blu, come fummo
Buona fortuna
tuo Paolo

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Carissima Eletta,
sono sorpreso leggendo la tua lettera. Quando ho visto zia Trudi, le ho consegnato la missiva ed ho visto il suo occhio fissare il vuoto. Quasi non ci credevo che fosse tanto importante ricevere tue notizie, ma in effetti so che le sei molto affezionata e lei stravede per te.
Quando scendi dalle tue amate montagne per venirmi a trovare? Troppo tempo passato e avverto la tua mancanza.
Un grande sorriso.
Tuo fratello Paolo

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Cara amica di enigmistica a distanza,
tu che t’incavoli, cavilli e poi in collera cavalchi il tuo cavallo per colli e valli colle redini molli fino ad avere in sella i calli al culo, leggi con attenzione questa lettera, che non ha la parvenza di una lettera, e indovina il tranello che si cela.
Saluti e caci (so che ami i formaggi!)
Tuo storditisimo massimo
ml

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Gioco linguistico

Giocolinguisticodellunedí

Immagini grafiche di Eletta Senso

Oggi propongo un gioco che riprende l’arte giapponese degli Haiku. Si tratta di sintetizzare, estrapolare poche parole da una poesia già nota seguendo lo schema 5-7-5 sillabe. Il procedimento si può chiamare Haikuizzazione.

In realtà gli Haiku in lingua originale non corrispondono allo schema sillabico in italiano considerata la diversità dei linguaggi, ma ormai è accettabile il primo verso con 5 sillabe, il secondo con sette, e il terzo con 5.

Facciamo un esempio con una poesia di Emily Dickinson


C’è un altro cielo,
sempre sereno e bello,
e c’è un’altra luce del sole,
sebbene sia buio là −
non badare alle foreste disseccate, Austin,
non badare ai campi silenziosi –
qui è la piccola foresta
la cui foglia è sempre verde −
qui è un giardino più luminoso −
dove il gelo non è mai stato,
tra i suoi fiori mai appassiti
odo la luminosa ape ronzare,
ti prego, Fratello mio,
vieni nel mio giardino!

Ecco la mia operazione di Haikuizzazione:

Un altro cielo

luminoso giardino

il gelo non è

Vi lascio un’altra poesia della medesima autrice per provare… Altrimenti provate con un’altra poesia a vostra scelta.


Vi è una certa inclinazione di luce,
i pomeriggi d’inverno —
che opprime, come il peso
di musiche di cattedrale —

Una ferita celeste, ci apporta —
non ne troviamo cicatrice,
ma un’interna differenza,
dove stanno i significati —

Nessuno può insegnarla — altrui —
è il sigillo della disperazione —
un’imperiale afflizione
inviataci dall’aria —

Quando viene, il paesaggio ascolta —
le ombre — trattengono il fiato —
quando va, è come la distanza
nell’aspetto della morte —

Naturalmente dovrete anche scrivere la poesia scelta da voi. Se invece lavorate sulla prima o seconda di Emily basterà scrivere PRIMA o SECONDA.

Buon gioco e buon lunedì ( è un lavoro un poco più lungo e complicato del solito ma c’è tempo per tutta la settimana ).

Il gioco di Massimo che mi ha fatto molto ridere come sempre perché burlesque mi permette di spiegare meglio: si devono utilizzare le parole della poesia estrapolandone pochissime per farne un Haiku. Comunque il testo esilarante di Massimo merita la pubblicazione

Soldati (Ungaretti)
(Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie)


Precari stanno
come denti in bocca
ad una vecchia

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La tua proposta ecco il risultato, quindi PRIMA

Una ferita
troviamo cicatrice,
aspetto morte

SECONDA
Da due mie poesie

Doriana n.ro 1
Tu sei selvaggia e spinosa,
tu sei indomita e fiera:
non t’appassire ora,
perché bella è per la vita ora.
Fiore di serra incolto,
fiore di campo disadorno
rifiorisci alla dolce aria
della fresca e odoroso Primavera.

Bella la vita,
non t’appassire ora,
fiore di campo.

Doriana n.ro 2
Quando tu graffi,
quando tu fai le fusa,
sei come una gatta,
che incanta.
Quando tieni il broncio,
quando sorridi,
sei come il sole
che gioca lassù fra le nubi.

Quando tu graffi,
Quando tieni il broncio,
sei il sole.

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PRIMA

Cielo sereno
per te ci sarà sempre
nel mio giardino

SECONDA

Spada di luce
dal cielo senza senso
l’uomo ferisce

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Gioco linguistico

Poesia monovocalica

Da Pinterest

Buongiorno, per il Giocolinguisticodellunedí oggi propongo la creazione di un testo poetico monovocalico. Si tratta di scrivere un testo poetico utilizzando solo una vocale a scelta.

Ecco il mio esempio:

Monovocalico in E

Ermes greve

sempre prende

verdesche esche

edere perverse,

mentre regge

schegge e pesche

stelle e belle prede

sfere eteree

ed ere vere.

Ester, recente “Venere delle sette bellezze”, crede d’essere celebre e pretende deferenze.
Se esce precede sette servette sceme, sempre leste, e Lele che celere le regge le bretelle delle belle belve, tre setter, Bebe, Cenere e Gegè.
Per le megere del “perepepè” Ester è celebre perché vende decentemente pere e mele, e nelle segrete sere vende bene pelle e tette.
ml

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Ere lente,
estese lentezze.
Effervescente,
essenze secche.
Sette eteree Elene.
Erte emerse.
Esche vere.
Mete per elfe.
Sete nell’erg, neve nelle pendenze.
Emesse, pendente.
Febbre pel dente.
Eh eh, ensemble celeste,
erede del .
Embè… emergente Ermes.
Elette dee delle cere.
Enne per elle.
Entree per me.

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Alta, magra, Barbara
bara a baccarat.
Assatanata,
braccata dalla banca,
passa carta falsa
alla grassa bassa spalla,
tal Samantha “la Santa”.

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L’essere fetente
È perdente per sé
E deterge le tette
Delle dee estere.

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Gioco linguistico

Giochiamo

Innanzitutto ringrazio tutti i partecipanti al gioco linguistico del lunedì. E propongo quello di questa settimana. Giocheremo con un Lipogramma in A come autunno. Cioè comporremo un testo senza mai usare la vocale A. Consiglio di rileggere attentamente perché le A sono come il prezzemolo e spuntano ovunque…

Ecco il mio esempio:

Ero in un tunnel nero nero e un lupo bigio bigio con gli occhi rossi rossi mi disse: – Vuoi seguirmi? Indicò un percorso blu blu con un aguzzo pino verde verde. Lo seguii. In fondo sentii un suono cupo cupo e dormii per sempre. Sempre.

Il corpo
Sono un conglomerato di lipidi, proteine, zuccheri, H2O. Un corpo complesso, poco poetico, che però, per un mistero gioioso che si ripete in ogni essere, mi rende uomo sensibile. Cervello e cuore, pensieri e gesti, sentimenti e desideri. Sono tutto compresso in poco più di un metro cubo di elementi chimici e tutto proteso nell’esistere e resistere per sentirmi vivere.
ml

https://orearovescio.wordpress.com


Il mio orto
Perché il mio orto? Non lo so però me lo sento mio. I colori sono forti come possono essere in questo momento. I frutti sono raccolti per quello che può offrire. Fichi e mele. Sufficienti? Per me sì. Sono nelle misure giuste. L’inverno è vicino e l’orto perde il sole. È buio e triste.
Osservo con occhio sereno: il tempo scorre. Non si può eludere né fingere. Sei mesi e poi tripudio di fiori per il benvenuto del novello periodo.

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finchè fu fu bello, ci divertì
finchè fu divertente, ci fece esprimer sorrisi
finchè sorridemmo, vivemmo
e nel vivere increduli gioimmo
del susseguirsi dei momenti che vivemmo.
Poi fu fine e nel silenzio finimmo.

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Come Mina e il conte Dracula… La sposa del lupo bianco (lipogramma senza a)


Non temere il lupo!
Qui il lupo non c’è
e non c’è pericolo!
Tu puoi solo chiudere gli occhi
per vederlo nei tuoi desideri.
Se però vuoi correre il rischio
e persino morire,
sufficiente è dormire.
Di solito viene
vestito dei fiocchi di neve
di un gelido inverno
coi denti scoperti
per ferire e incidere
i tegumenti dei perdenti.
Per te è bello come uno sposo,
ipnotici gli occhi rossi,
gentile è il suo sorriso.
Con lui vorresti fuggire
e ti offri per sempre,
gli doni il collo innocente,
…Certe volte finiscon così
esistenze insulse
in cui non succede niente:
Con morti indolori
e tempi eterni divertenti.

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Gioco linguistico

Limerick

Banksy

Come scrivevo giorni fa in un commento, ho avuto il piacere di pubblicare un libro di limerick. Naturalmente non dirò nulla di questo libercolo… come mia consuetudine.

Comunque: è divertente creare queste buffe poesiole e quindi le propongo come Giocolinguisticodellunedí.

Ecco un esempio del famoso autore Lear.


Un’anziana signora di Praga. A
Si esprimeva in maniera assai vaga. A
Le chiedevi: -E’ un babà? B
Rispondeva:-Chissà! B
Quell’anziana Cassandra di Praga. A
E. Lear


Vediamo la struttura del limerick, che in genere è:

il 1° verso: lungo, con rima A, descrive il personaggio e la sua provenienza (o in rari casi una sua caratteristica);

il 2° verso: lungo, con rima A, illustra una caratteristica strana del personaggio;

il 3° verso: corto, con rima B, contiene l’azione della storia;

il 4° verso: corto, con rima B, riporta il proseguimento dell’azione;

il 5° verso: lungo, con rima A, ripete le parole del primo verso aggiungendo un nuovo attributo stravagante al personaggio, oppure contiene la conclusione della storia.

Ecco un mio esempio:

C’era un topo che viveva nella Mole di Torino

che beveva sempre il vino

fu rapito da un tipo strambo

che gli insegnò a ballare il mambo.

Così balló sempre brillino il famoso topo di Torino…



Lancio oggi il gioco per lunedì. Chi vuol partecipare avrà una settimana di tempo per creare un limerick che verrà pubblicato qui. Abbiate pazienza se non rispondo e pubblico subito. Lo farò.

Buon gioco.

Una signora che abitava fra i monti
scriveva libri solo per marchesi e non per conti.
Del contenuto dei libri solo pochi
sapevano che erano storie di gatti e di giochi.
Così mentre i gatti giocavano i topi e la signora godevano i tramonti.

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Il giornale semi appallottolato chiese al fuochino:


Perché ti consumi subito come un cerino?


Il fuochino rispose scortese:
vieni.

Lui si distese.


Il giornale semi appallottolato prese fuoco per benino

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Gaspare, giovane ma già rotondo
andava in giro per il mondo

in Lituania una donna
alzò per lui la gonna

Gaspare smise di fare il vagabondo

ml

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C’era una vecchia signora di Livorno
che aveva creato un giorno un unicorno.
Lo teneva in casa per paura
che glie lo requisissero in Procura.
Quella maga misteriosa di Livorno…

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Gioco linguistico

Giochi linguistici Lipogramma

Per il Giocolinguisticodellunedí propongo un Lipogramma: testo in cui non potrà mai comparire la vocale E come Elezioni, visto l’attualità.

Ecco un mio esempio.

Vado in campagna a girovagar tra nubi fumo di camino con cappottino lanoso color muschio. La mia abbronzatura non sarà goduta. Addio bikini!

Non è così semplice scrivere senza la vocale E, infatti sbuca dappertutto.

Buon lunedì e buon gioco

Eletta

Foglie stamattina

Indovina di chi parlo…

Piccolo sgorbio grafico,
quasi una luna,
una piuma, un virgola,
posta dopo la d.
Imita un cobra,
subdola soffia
insidiando viscida
il mio lipogramma.

Ritorna l’autunno

Aiuto! Soffoco!
Bruma appiccica i bronchi,
tossisco la mia stizza:
Mi manca la calda giornata!
Mi manca l’astro focoso,
manca l’amaro maroso,
manca la sabbia salmastra!
Manto grigio adorna il dorso
alla montagna, scuro il bosco.
La stufa panciuta racconta
fiaba di gnomi, la magia
riscalda di nuovo la stanza …
Torna ancora la gioia,
l’autunno sarà un nido
di lana, canti, vino caldo…

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Gioco proposto da amica di cui non posso dirvi chi sia. Non sono cattivo, il gioco così funziona. Arduo prolungar la pagina, arduo già solo salutarvi. Posso solo mandarvi: Ciao.

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Troppo complicato
Ma tu sogni i tortuosi giochi quando non dormi?
Sono il frutto di alcuni incubi notturni?
Solo allora stabilisci di torturarci con massimo sadismo?
Ti auguro un buon sonno tonight

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Vogliamo andarci con voi ma di sicuro non sarà comodo visto i chiari di luna. Domani piloto io la tua macchina, Alfonso. Tu non conosci la strada. Nulla di nuovo sotto il manto anonimo di una volta turchina. Bugiardo, anodino volto di sconosciuta natura valuto arcigno con il labbro arricciato. Accodati fiducioso fino al fondo di un viottolo oscuro. Siamo arrivati.

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Agata, tu mi stupisci, mi addolori.
Quando ti ho sussurrato “auguri di buoni cinquantun anni” mi hai tirato un cazzotto da tramortirmi.
D’accordo, ho sbagliato a non ricordarmi, tu ormai da tanto compi ogni volta quarantotto anni, ma porcamartina vacci piano con i pugni!
ml

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Gioco linguistico

Giocolinguisticodellunedí ABBECEDARIO

https://inchiostroneroweb.com/2021/04/12/gioco-linguistico-del-lunedi-5/

Come già proposto tempo fa, oggi ci divertiremo con l’abbecedario.

Banksy

Comporre un testo usando nell’ordine le lettere dell’alfabeto italiano. Non sono ammesse altre parole.

Ecco un mio nuovo esempio:

Amate

Bimbi

Cioccolato

Datteri

E

Fichi.

Girerete

Hotel

In

Lunghi

Meandri.

Non

Occorre

Per

Questo

Replicare

Shining

Terribili

Urla,

Voci

Zittite!

Buon divertimento a tutti e buon lunedì. Il gioco è aperto a chi desidera partecipare per tutta la settimana.

Aborro baci caldi da estranei. Forse giovane ho imparato le mie nere ossessioni perciò quando rimugino su tutta una vita zittisco.

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Angela, bambina cara, devo essere franco: giocando hai innescato lamentele molto noiose o proteste querule, riguardanti sempre tue urla vivaci. Zittisciti!

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A mio marito, col cuore da uccellino or ora risanato grazie a un intervento chirurgico. Abbecedario

Amore
Bionico,
Cuore
Difficile,
Esausto,
Finito,
Guasto,
Hum…
Inutile,
Logoro,
Mantenuto
Nonostante
Ostile
Pericolo,
Quasi
Respirando
Senza
Trarne
Utilità,
Valvolizzato,
Zampetta!

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Amore Benedetto, Cuore Dolente.

Estasi felice gioiosa ha imparata

languida musica.

Nessuna opera,

quando rimango sorpreso,

trascurato.

Universo vezzoso zampetta

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