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Beato te

Beato te che dormi ignaro del caldo virus guerra crisi politica energetica ecologica…

Beato te che vivi l’attimo e nulla sai del passato e del futuro. Come uno yogi tu semplicemente dormi come semplicemente mangi o cacci o giochi.

Come invidio il tuo stare nell’attimo e abbandonarti ad esso senz’altro in mente. Nulla sai del Covid che corre e fa vittime, nulla sai del governo caduto, nulla sai delle bombe e dei morti, nulla sai dell’arsura dei campi e dei ghiacciai che se ne vanno…

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Transumanza

Stamattina, alla faccia della mia paura delle mucche, è passata una mandria in transumanza per salire in un alpeggio.

Il gruppo era capeggiato da alcuni esemplari di Yak tibetani.

La mandria era guidata da una giovane donna laureata che ha scelto questo tipo di vita. Sono le buone notizie che non fanno eco, ma che a me scaldano il cuore: sempre più giovani scelgono di lavorare la terra o di dedicarsi all’allevamento.

All’alpeggio verrà montata una yurta: tenda dei pastori nomadi mongoli.

La strada è risonata per tutto il passaggio di campanacci e muggiti più l’abbaiare dei cani pastori.

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Mucche

Ho paura delle mucche. E, naturalmente, vivendo in montagna questi animali fanno parte dell’ambiente. Lo corredano.

Per fortuna stanno in pascoli recintati ma io, comunque, passo a distanza se proprio devo passare.

Mi piace quando c’è la transumanza e mi passano sotto la finestra con i loro campanacci.

Una vicina l’altro giorno ha detto di aver visto il lupo al ruscello alle sette e mezza. Non si sa mai se dar credito a queste visioni o no.

Qui ci sono le favole montane, invece che quelle metropolitane. Chissà.

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Lui mi scruta

Lui mi scruta. Tutto chiede, nulla vuole. Appare alla sera dopo aver dormito tutto il dì e come una statua egizia fermo sta. E mi scruta. Capace di stare immobile non distogliendo lo sguardo per un tempo infinito. Non emette suono. Semplicemente mi fissa.

Finchè abdico e mi alzo, prendo la piumetta dall’alto dell’armadio e cominciano i giochi.

È così che lui vince sempre.

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Giornata nazionale del gatto

Domani sarà la Giornata nazionale del gatto. Per me da un anno è sempre la giornata del gatto perché lui, il mio signor Gatto, non mi permette di dimenticarmi di lui. Tranne quando dorme pacificamente sull’amaca con le zampine penzoloni.

Il mio gatto è il mio padrone e stizzito mi miagola contro se dimentico qualche rito e appuntamento: il momento di una bella spazzolata

– Lo vedi o no che sono disteso ad aspettare sul tavolo?

il momento del cibo:

Non senti che miagolo perché ho fame?

il momento del gioco e il momento serale degli snack

Non ti accorgi che ti sto fissando da mezz’ora fermo immobile con gli occhi faro? Ti muovi o no a prendere la piumetta e gli snack?

Un gatto non ha un padrone. Il gatto è il padrone.

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Peluche

Non sono un peluche, sono un gatto. La mia padrona, non so perché, quando mi metto sul bordo del divano a prendere il sole, mi si para davanti con un aggeggio: pare per fotografarmi. Ma io detesto quando lo fa e mi chiama e vuole che io mi metta in posa per catturare i miei occhi blu. Non mi va. Non sono un fotomodello sono un gatto. Lasciatemi in pace, santo cielo. Se ho voglia chiudo gli occhi e mi godo il sole che ormai qui c’è poche ore al giorno, poi scompare. Non posso nemmeno prenderlo fuori sotto la sdraio come quando era estate: così gli umani chiamano la stagione con tanto sole. Adesso non ho neanche il mio momento d’aria mattutino alla finestra perché la mia padrona, quando si alza e si veste vicino alla stufa, mi dice che non può aprire la finestra con la grata perché fa freddo. Poi mi concede una boccata più tardi. Prima che lei esca. Gli umani dicono : Che vita da cani! Ma potrebbero dire: Che vita da gatto! Non che io mi lamenti perché a parte certe prigionie e certe fissazioni la mia padrona mi vuole molto bene. Così la sera mi piace stare vicino a lei: appoggio la mia testa sul suo braccio e allungo una zampina sulla sua come per dirle: – Io ci sono, tranquilla.

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La prima preda

La prima preda di Micio Gatto Edo è stata catturata in casa perché è entrata senza chiedere permesso.

Ero in sala a scegliere gli obiettivi per la mia Reflex e d’improvviso Edo è scattato alla finestra saltando poi fulmineo con una “cosa” in bocca. Non capivo cosa fosse, pensavo un pezzo di legno, ma poi ho visto che si muoveva penzolando dalla bocca: una lucertola!

L’incauta, non so come, era riuscita ad entrare da uno spiraglio della rete che ho messo a protezione del gatto perché potesse prendere aria senza uscire. I Ragdoll sono gatti domestici, non adatti alla vita esterna.

Uno spavento comunque perché in casa mia non è mai entrata una bestiolina. Per fortuna dove abito è pieno di gatti selvatici che ci preservano dai topolini.

Comunque la poveretta è riuscita a scappare e si è nascosta sotto il divano. Dopo diversi tentativi e diversi spostamenti di mobili vari mi ero arresa alla convivenza con la bestiola. Mi sarei chiusa in camera e avrei cercato di dormire comunque, ma temevo che il cacciatore Edo mi facesse passare una notte insonne rincorrendo e stanando la lucertolina.

Poi, poco fa, sono andata in bagno chiudendo bene la porta. Quando sono uscita Edo era lì con la sua preda tramortita sul tappeto in corridoio. Sono riuscita ad avvolgere il tappeto e lanciarlo fuori dalla porta d’ingresso con la preda tramortita dentro. Ero salva! Finalmente potevo dormire.

Ho ricompensato Mister Edo con le sue crocchette preferite. Sarà un gatto domestico, ma rimane comunque un predatore nato.

Scritto ieri sera

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Un’anima sola

Ringrazio il cielo di aver deciso di prendere un gatto.

Con lui, e grazie a lui, gioco e il gioco nella vita è molto importante non solo da piccoli, ma sempre.

Con lui, e grazie a lui, rido e ridere è molto importante nella vita. Mi fa morir dal ridere quando a pancia all’aria, con le sue zampine e i suoi dentini da vampiro cerca di prendere le piume sulla cannetta. Giochiamo a lungo finché è stanco.

Con lui, e grazie a lui, ho e do coccole e sappiamo tutti quanto sono importanti le coccole nella nostra vita.

Con lui e grazie a lui posso avere un po’ di calore e un assaggio quotidiano di eleganza savoir vivre e glamour.

Grazie Edoardo: mio caro amico gatto.

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Che ci fa un lama?

Ora nell’azzurro lacustre – tra lame di luce – è arrivato un lama. Non so se di Lima.

-Lei ama il lama?

Domando alla luna.

Lei lamenta il luogo, non consono. La consola il lume della notte quando il lama l’ama… lamentandosi un poco.

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Il gatto

Edo


Il mio gatto è languido:

il lungo morbido corpo

disteso sul letto

abbandonato al sonno

– totalmente –

le sue morbide zampe

che mi toccano

sempre

per sentire il mio vivere…


Il gatto

sa vivere l’istante

– come i bimbi nel gioco –

inseguendo piume colorate nell’aria

con balzi da fiera.


Il gatto mi segue

come un’ombra

bianca

baluginando nel buio

– appare come un fantasma –

in ogni angolo dove io sosto;

mi guarda – con gli occhi blu

muto, eppure interrogativo.


Nulla chiede tutto vuole.

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Dove sono finiti…

Dove sono finiti i lupi? Non se ne sente più parlare…

Il giorno dopo in camminata troviamo :

Ecco. Il resto del lauto pasto.

Ci sono acquattati nascosti pronti a balzare.

I lupi predano la notte. Questo inverno se ne parlava molto perché qui e là restavano i resti di povere bestie, e non solo selvatici. Pare anche un puledro.

È il primo anno che non incontriamo caprioli salendo. Due anni fa li avevamo a brucare in fondo al giardino della casa. Ferragosto con i caprioli nel prato.

Salendo al lago l’anno scorso ho visto per la prima volta una femmina di cervo. Diverse volte abbiamo visto caprioli saltellare nella foresta. Più su tra le rocce o sui poggi i camosci.

Ora nulla. Solo questo povero resto indizio della presenza dei predatori.

Ieri, in un’altra camminata, un nuovo resto osseo completamente spolpato di un animale grosso.

Dove sono finiti i lupi?

Dove sono sempre stati. Nascosti e itineranti nelle foreste in cerca di prede.

Ho trovato leggendo questa poesia che mi piace aggiungere.

Dietro le ferree sbarre la pantera

ripeterà il monotono cammino

che é, ma lei lo ignora, il suo destino

di nera gemma, infausta e prigioniera.

Sono mille che passano, son mille

che tornano ma è una sola, eterna

fatale belva che nella caverna

traccia la retta che un eterno Achille

traccia nel sogno sognato dal greco…

Non sa che esistono prati e montagne

con cervi le cui palpitanti viscere

sazierebbero la sua brama cieca.

Borges

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Per fortuna c’è Edo

Per fortuna c’è questo peluche di nome Edo. Il nome è molto più lungo e altisonante perché lui è un nobile, soprattutto d’animo visto che capisce quando ho bisogno di coccole.

Appena possibile farò un album fotografico come si deve con luci adatte macchina fotografica e sfondo… Se il soggetto gradirà e starà fermo.

Qui non si vedono i suoi occhi blu. Vediamo se ho una foto migliore.

– Guarda l’uccellino… Gli dico ma mentre faccio il segno in alto non riesco a scattare e dopo un secondo lui non lo guarda più.

Comunque il mio gatto è un amore. Ieri, non so perché, mi ha lasciata sola. Dicono che i gatti di questa razza si offendono e forse è per questo. Anche se non ho capito in cosa l’ho offeso.

Forse aveva semplicemente una giornata no e desiderava stare per i fatti suoi. Sono così anch’io e quindi capisco accetto e rispetto.

( Edo ed io ci rispettiamo. Io rispetto la sua felinità e lui rispetta la mia umanità).

Oggi invece non mi lascia stare un minuto. Sempre su di me. Sempre accanto a me. Sempre a cercare coccole e fare ron ron. I Ragdoll – bambole di pezza – sono gatti/cani. Si affezionano più al padrone che alla casa. Mi diverte molto prenderlo sulla spalla con il lungo peloso corpo cadente.

Se ho freddo il suo corpo caldo mi scalda. Il suo esserci anche.

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Edoardo

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San Valentino pet

Da Pinterest
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Miaooo: 5 mesi

Sono Mister Edoardo, detto anche Edo. Oggi compio 5 mesi. Non sono proprio bello?

La mia simpatica e pazza padrona ha fatto coprire i fili dei suoi innumerevoli apparecchi… Non so perché l’ha fatto perché io mi divertivo un mondo a mordicchiarli…

Comunque a parte queste sue stramberie noi: io e lei, cominciamo a capirci. Quando mugolo come un neonato lei sa cosa voglio, quando miagolo adagio lei mi accontenta buttandomi la pallina… Insomma con un po’ di pazienza la sto addestrando piuttosto bene…

La sera non so perché lei va a dormire mentre per me la notte cominciano le feste! Mi piace cacciare cose che lei neanche vede: considerato la sua vista notturna limitata.

Quando torna dalle sue brevi passeggiate ( non capisco perché ha un ingombro bianco intorno al braccio destro) io la saluto con un Miaooo e lei mi dice sempre Ciaooo.

Mi piace stare con questa umana e di notte, dopo la mia battuta di caccia, le vado a dormire sulla testa un po’ per proteggerla un po’ perché mi trovo comodo.

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Vita da… Gatto

Ci sarà un buon motivo per cui si dice: “Vita da cani!”

e, invece, non si dice:

“Vita da gatti” .

Da quando ho Edo ho capito. Loro, i gatti, fanno una vita davvero invidiabile. Dormono mangiano si puliscono accuratamente e fanno rrronn rronn per farsi fare le coccole. Praticamente non fanno niente tutto il giorno, ma lo fanno con eleganza.

Ieri gliel’ho detto a Edo che è proprio un gatto fortunato e che un po’ lo invidio… Passo ore ad accarezzarlo e lui va in visibilio e non smetterebbe mai, si allunga, alza la testolina perché vuole lí: le sensuali carezze. Si abbandona al puro piacere.

I gatti sanno proprio vivere. Sono eleganti dolci teneri e deliziosamente crudeli: quando ti prendono la mano e affondano i dentini aguzzi quel tanto che basta… I gatti giocano: quando non dormono giocano. Ogni oggetto diventa giocattolo, ogni tappeto una ludoteca.

Avere un gatto riempie ogni momento di rapido movimento languido abbandono e sogno. Il suo respiro vicino al mio. Il corpo morbido che si allunga rovescia acciambella salta rimbalza scatta…

Vicino al mio gesso che trova molto comodo e buono ( l’ha anche assaggiato) con la zampina sempre su di me a dirmi: – Io ci sono vicino a te.

Il gatto fa ogni azione con eleganza. Si direbbe andato a scuola da Coco Chanel. È uno yogi nato. Osserva scruta calcola: attento a tutto quello che succede, affascinato da ogni cosa perché curioso, vigile, autentico.

Un gatto come Edoardo regala la poesia del tempo. Se rinasco, voglio rinascere gatto.

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Prima lui

Edo

Da quando ho Edoardo tutti i riti mattutini sono mutati a suo favore.

Mi sveglio e me lo trovo sopra la testa comodamente sdraiato sul mio cuscino. Normalmente leggo gli articoli del quotidiano online a cui sono abbandonata. Me ne lascia leggere due poi si mette tra me e lo schermo a reclamare coccole. Prendo la spazzola e comincio, tra i ronf ronf, a spazzolare il suo magnifico pelo. Gli piace soprattutto sotto il mento forse perché gli ricorda le leccate della mamma.

Edo ha 4 mesi e sta sviluppando la sua personalità. In questa settimana terribile cominciata lunedì quando mi hanno portata via con l’ambulanza lui ha sentito molto la mia mancanza perché gli è mancato il nostro continuo contatto corporeo e le coccole.

L’ho trovato molto nervoso e aggressivo. Ma ora abbiamo ristabilito il nostro rapporto affettivo e, anche adesso che scrivo, lui ha il musino appoggiato al gesso del braccio sinistro.

Anche Edo ama i libri

Tutti i miei riti ora devono tener conto dei suoi riti. Prima della mia colazione reclama la sua razione di croccantini.

E ormai mi segue ovunque come un’ombra. Gli ho spiegato che ora ho un braccio ingessato e non può sdraiarcisi sopra, aggiungendo al peso del gesso il suo… ma pare trovarlo molto comodo.

Così come pare trovare molto comodi i due cuscini che metto per tenere il braccio sollevato: ha deciso che sono una comoda barriera per sdraiarsi. Ieri sera prima notte a casa ho dovuto ingaggiare un’ora di lotta per fargli capire che era per il mio braccio e non per lui.

Edo a due mesi

È un amore e a un amore si concede e perdona tutto, anche perché tutto quello che si dà ritorna moltiplicato.

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Il gatto scrittore

Il mio tesoro Edoardo

Gli ho preso molti giochi: il pesciolino, il boa, le plummets colorate e luccicanti, il topino di morbida stoffa, le palline… Niente: il mio gatto ama le penne esattamente come me.

Basta che io scriva che arriva come un razzo per rubarmi la penna. Poi ci gioca come un matto, neanche fosse una gazzella da inseguire, la prende la lancia la nasconde sotto il tappeto per poi tuffarsi a riprenderla.

Così sono perennemente senza penne. E da quando c’è lui, il mio cucciolo morbido, io non posso usare le mie penne preferite perché soffrirei troppo a vederle scaraventate a terra e mordicchiate.

La mia casa è piena di tappeti. Ora devo stare molto attenta quando cammino sui tappeti per non calpestare corpi di penne lasciati lì a morire…

Miao
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Vita con Edo

Lui mi sta addomesticando… Mi sta addosso sempre e non mi lascia mai. Quando vuole riposare trova molto comodo il mio corpo, normalmente sta con la testa verso di me in modo che possa curarmi e guardarmi senza lasciarmi fuggire. Se prendo un libro sta tra me e il libro con la testa verso la lettura perché pretende di avere la precedenza, così se scrivo. E così se decido di guardare un film su Netfix sul mio nuovo iPad.

Inutile prenderlo dolcemente e spostarlo: altrettanto dolcemente e in punta di dita, come sanno fare i gatti, con passi di danza ed eleganza, torna con la sua bella testolina tra me e lo schermo dandomi la schiena.

Normalmente rido.

Rido perché Edo è davvero un coccolone ed è davvero impossibile prendersela con un maestro di dolcezza e fusa.

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Gatto coccole e streghe

Non ho ancora scritto di Edoardo, arrivato nella mia casa – e vita – da martedì. Ora, mentre scrivo sull’Ipad ho il suo caldo corpicino bianco e morbido su di me. Scalda più di una stufetta. Sto facendo maternage perché a Edo manca – logicamente – la mamma e mancano i fratellini. Lui sta bene quando lo coccolo. E le coccole sono proprio il motivo per cui ho deciso di prendere un gatto di razza Ragdoll: bambola di pezza.

Solo ieri sera verso le nove ha avuto un momento di pura felinità: si è messo a correre saltare zigzagare come un pazzo o meglio come un felino. Scatti improvvisi e velocità incredibile. Ma è stato solo un attimo. Per il resto lui sta accoccolato in braccio o sulla sedia che ha prescelto perché morbida.

Così quando è su di me e vicino a me noi ci regaliamo calore. Ogni tanto alza la testa e mi guarda con quei suoi occhi blu così belli. Ogni tanto fa le fusa e la pasta, come tutti i suoi simili. Ogni tanto mi bacia avvicinando il suo naso al mio.

Da quando c’è Edo ogni cosa è cambiata. È come avere un bambino piccolo che abbisogna di continue cure, di accudimento. Anche cambiare aria alla stanza, apparecchiare tavola, leggere, scrivere, prepararsi una colazione, stendere il bucato… ogni cosa che faccio ormai deve tener conto della sua presenza. Mi chiama per avere attenzione. O gioco.

Ho dovuto insegnargli la nuova geografia della mia casa: dove trova il cibo, dove c’è l’angolo ludico con un tiragraffi che arriva quasi al soffitto e che ha già scalato fino all’ultima tappa…

Ogni giorno dedico almeno venti minuti la mattina e venti minuti al pomeriggio per il gioco. Ha bisogno di sfogare un po’ di energia perché lui è un gatto da appartamento e, a differenza dei gatti che vivono intorno alla mia casa, non va sui tetti e non corre nei prati a inseguire lucertole o topolini. Neve permettendo.

Lo so che qualcuno penserà che è meglio prendere un gatto di quelli abbandonati. Selvatico. Invece di acquistare un gatto di razza.

Ho sempre avuto gatti e li conosco. Opportunisti individualisti e meravigliosamente indipendenti. In questo momento avevo proprio bisogno di tanto calore e coccole. Per questo dopo vario girovagare, cercare e chiedere ho trovato lui.

I tentativi di adozione di un gattino li ho fatti. Sono scesa un giorno seguendo il navigatore in una zona sconosciuta della valle. C’era un gattile e pensavo di tornare a casa con un bel gattino.

Arrivata a fatica in una stradina di campagna ho chiesto dove fosse il gattile e mi hanno indicato una catapecchia… Ho suonato il campanello ed è uscita una signora che sembrava la strega di Hansel e Gretel.

– Cosa vuole mi ha detto, senza neanche un buongiorno.

Ho sorriso e dopo averle dato io il buongiorno, le ho detto che volevo vedere i gatti per una eventuale adozione.

Con i suoi capelli grigi spioventi sulla faccia grigia, mi ha detto con aria assai acida:

– I miei gatti stanno benissimo dove sono! Con me.

Ho avuto un attimo di smarrimento e incredulità. Penso di aver mormorato qualcosa tipo… Io posso dare una casa e amore a un gatto o… pensavo che essendo un gattile si potessero vedere e adottare gatti…

Praticamente mi ha detto:

– Vada via.

E io sono andata via.

Nel viaggio di ritorno ridevo per la situazione assurda. Veramente una situazione surreale. Così: dato che nulla accade a caso, ho direzionato la mia scelta in un’altra direzione. Ed è arrivato Edo.

Dato che l’abbondante nevicata, guarda caso, mi ha privato ancora della linea telefonica e del collegamento in rete, naturalmente ho letto – riletto – un libro: Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo. Vi sono due paginette davvero interessanti sui cani e gatti. Ne riporto un brano:

“Forse il gatto a noi si accosta di più perché a noi meglio somiglia e meglio ci conosce. E il cane deve la sua sincerità al suo senso predominante: l’olfatto. Il suo modo di percepire gli fa credere che a questo mondo ogni tradimento sia subito scoperto perché egli non vede superfici ingannevoli, egli analizza proprio l’anima delle cose, il loro odore. (…) Mondo sincero perciò quello degli odori. Pare però che si allontani dalla realtà più di quello delle linee e dei colori”.