Esercizi di stile #giocolinguistico del lunedì

Il gioco che propongo oggi è un gioco complesso che può fare chi già conosce il libro Esercizi di stile di Queneau. Riassumo:

La trama del libro di Queneau – Esercizi di stile – è semplice e quotidiana:

Verso mezzogiorno, su un autobus affollato, un uomo si lamenta con chi lo spinge di continuo e, non appena trovato un posto libero, lo occupa. Il narratore, due ore dopo, lo rivede da un’altra parte con un amico, che gli dice di far mettere un bottone sulla sciancratura del soprabito.

L’autore si diverte con novantanove varianti stilistiche a trasformare il testo:

Versioni enigmistiche

anagrammi

apocopi

aferesi

permutazioni delle lettere

lipogrammi

Versioni retoriche

litoti

metafore

apostrofe

Versioni con i linguaggi settoriali

geometrico

gastronomico

medico

botanico

Versioni con i gerghi e le lingue maccheroniche

anglicismi

francesismi

volgare

ingiurioso

Versioni di tipi testuali

testo teatrale

tema scolastico

interrogatorio

poesia tanka

sonetto

telegrafico

Qui posso scrivere solo alcune versioni di Queneau che ritengo davvero esilaranti e comunque utili per chi ama la scrittura. Il libro è davvero godibile, la traduzione italiana è a cura di Umberto Eco.

Per chiarezza, trascrivo alcune variazioni di Queneau.

Sogno

Mi pareva che tutto intorno fosse brumoso e biancastro tra presenze multiple e indistinte, tra le quali si stagliava tuttavia abbastanza netta la figura di un uomo giovane, il cui collo troppo lungo sembrava manifestarne da solo il carattere vile e astioso. Il nastro del suo cappello era sostituito da una cordicella intrecciata. Poco dopo ecco che discuteva con un individuo che intravedevo in modo impreciso e poi – come colto da subita paura – si gettava nell’ombra di un corridoio. Un altro momento del sogno me lo mostra mentre procede in pieno sole davanti alla stazione. È con un amico che gli dice : Dovresti fare aggiungere un bottone al tuo soprabito. A questo punto mi sono svegliato.

Geometrico

In un parallelepipedo rettangolo generabile attraverso la linea retta d’equazione 84x+S=y un omoide A chr esibisca una calotta sferica attorniata da due sinusoidi, sopra una porzione cilindrica di lunghezza l>n, presenta un punto di contatto con un omoide triviale B. Dimostrare che questo punto di contatto è un punto di increspatura. Se l’omoide A incontra un omoide C, allora il punto di contatto è un disco di raggio r>l. Determinare l’altezza h di questo punto di contatto in rapporto all’asse verticale dell’omoide A.

Gustativo

Che autobus saporoso! Curioso… Ciascun autobus ha il suo gusto particolare. Luogo comune ma vero, basta provare. Quello – un S, a voler essere franchi – sapeva di nocciolina tostata, non solo tostata, ma pesticciata e mantecata. E poco distante un buongustaio – se ve ne fossero stati – avrebbe potuto leccare qualcosa di salmastro come un collo d’uomo acre sulla trentina.

(…)

Comunque visto la difficoltà del gioco invece di una settimana la partecipazione sarà aperta a tutti per 15 giorni. Si tratta di trasformare il semplice testo che scrivo sotto scegliendo una versione…

Ecco il mio semplice testo.

Elisa alle dieci va in giardino per cogliere una rosa. Il suo vicino, segretamente innamorato di lei, la guarda sopra la siepe e poi le butta un nocciolo di pesca per attirare la sua attenzione. Elisa si volta e sorride fra le rose rosse. Poi si baciano.

Provo io con una versione gastronomica.

Elisa a colazione va in giardino mordicchiando un croissant. Il suo vicino chef – che segretamente le prepara e manda torte ogni giorno – la guarda sopra una montagna di panna e le butta una mandorla glassata. Elisa si tuffa nella montagna di panna e gli sorride golosamente. Poi si leccano.

Bene. Ora tocca voi. La fantasia al potere. Inventate, trasformate e soprattutto divertitevi.

Come sempre i testi saranno pubblicati qui sotto.

Buon lunedì

La pesca

A Gustavo piaceva pescare, passava le ore in riva al fiume ad aspettare con una pazienza da bonzo che una preda abboccasse. Unica compagnia l’enigmistica di cui era appassionato, i rebus soprattutto, parole da spezzare e ricomporre.
A lei piacevano gioielli e viaggi ma lui le regalava triglie e trote. Quel giorno Ernestina esasperata lo minacciò di trasferirsi in città e rovinarlo spendendo in uomini e pietre preziose. Gustavo stava sgranocchiando un frutto e non si scompose. Con un gesto elegante strattonò la canna e tirò su un grosso pesce.
. –  . – . – . – . – .
Ernestina raggiunse l’uomo in riva al fiume e si fermò sotto un salice piangente.
Suvvia non piangere. Disse lui senza voltarsi.
Gustavo, sei un mostro!
Gustavo la pesca, quando sei arrivata tu, rispose lui mostrandole il frutto sbocconcellato.
Basta, me ne vado lontano, incontrerò uomini, comprerò gioielli, alla faccia tua.
Diamanti distanti, sentenziò Gustavo.
Che vuoi dire?
Sintetizzavo: ti sollazzerai di amanti distanti, comprerai diamanti distinti. Attenta a non morir di stenti.
Ti odio!
In quel momento la canna vibrò e Gustavo si concentrò nel recupero di un grosso pesce, un luccio dalle scaglie argentate.
Ecco, ti regalo questo di prezioso, sembra d’argento!
Ernestina prese il pesce per la coda e Crepa!, urlò, sbattendolo sulle spalle dell’uomo. Non si capiva se l’invito a morire era rivolto al luccio agonizzante o all’uomo impassibile che commentò:
Chissà, magari quando te ne andrai, abbandonerò la canna da pesca e mi attaccherò alla canna del gas.

https://orearovescio.wordpress.com

elaborato
geometrico


Elisa di buon mattino va in giardino per valutare se l’aiuola rotonda delle rose possa essere trasformata in una quadrata per gli iris. È armata di pioli e cordella e di tanto entusiasmo. Il suo vicino, un anziano attempato che in segreto vorrebbe aiutarla, sorride mentre la guarda piantare i pioli per terra e le butta una riga di legno. Elisa sorpresa la afferra al volo e gli fa un cenno di venire. Poi con riga e squadra lavorano al progetto. Alla fine il quadrato è diventato un rombo o forse una figura geometrica sghemba. Elisa che non è più giovanissima e anche vedova, gli fa un girotondo ridendo come una matta.

https://newwhitebear.wordpress.com

18 Comments

  1. aspetta, aspetta, sai che sono tardo e non ho mica capito nonostante l’esempio: il primo paragrafo che poi modifichi nel secondo, è opera tua o lo estrapoli dalla letteratura?
    inoltre il rimaneggiamento del testo deve in qualche modo rispettare l’essenza dell’originale? cioè di volta in volta si possono cambiare i protagonisti mantenendo lo scenario o al contrario modificare i luoghi o i tempi conservando gli stessi personaggi?
    ml

    Piace a 1 persona

    1. Il testo su Elisa è mio. E la versione anche. Si tratta di mantenere protagonisti tempi e trama – finché possibile – modificando secondo lo stile scelto. Mi sono resa conto che non è facile per chi non ha letto almeno alcune variazioni di Queneau. Se trovo il libro le aggiungo. Comunque, come sempre, se giochi mi farà molto piacere. 🌹

      Piace a 1 persona

    2. Quando ti avevo risposto é partita la linea… Quindi la mia risposta non è arrivata. Ho aggiornato i testi di Queneau con 3 variazioni così è più chiaro… Spero. Il testo da variare è il mio di Elisa… 🌹

      "Mi piace"

  2. il testo di Queneau non l’ho letto, anzi non lo conoscevo per nulla. 😀
    Ho tentato qualche volta di applicarmi a testi simili con pessimi risultati.
    Mi lascio guidare dall’istinto e metto in moto la mia fantasia.
    Conto fra qualche giorno di proporre la mia soluzione.

    Piace a 1 persona

  3. La pesca

    A Gustavo piaceva pescare, passava le ore in riva al fiume ad aspettare con una pazienza da bonzo che una preda abboccasse. Unica compagnia l’enigmistica di cui era appassionato, i rebus soprattutto, parole da spezzare e ricomporre.
    A lei piacevano gioielli e viaggi ma lui le regalava triglie e trote. Quel giorno Ernestina esasperata lo minacciò di trasferirsi in città e rovinarlo spendendo in uomini e pietre preziose. Gustavo stava sgranocchiando un frutto e non si scompose. Con un gesto elegante strattonò la canna e tirò su un grosso pesce.
    . – . – . – . – . – .
    Ernestina raggiunse l’uomo in riva al fiume e si fermò sotto un salice piangente.
    Suvvia non piangere. Disse lui senza voltarsi.
    Gustavo, sei un mostro!
    Gustavo la pesca, quando sei arrivata tu, rispose lui mostrandole il frutto sbocconcellato.
    Basta, me ne vado lontano, incontrerò uomini, comprerò gioielli, alla faccia tua.
    Diamanti distanti, sentenziò Gustavo.
    Che vuoi dire?
    Sintetizzavo: ti sollazzerai di amanti distanti, comprerai diamanti distinti. Attenta a non morir di stenti.
    Ti odio!
    In quel momento la canna vibrò e Gustavo si concentrò nel recupero di un grosso pesce, un luccio dalle scaglie argentate.
    Ecco, ti regalo questo di prezioso, sembra d’argento!
    Ernestina prese il pesce per la coda e Crepa!, urlò, sbattendolo sulle spalle dell’uomo. Non si capiva se l’invito a morire era rivolto al luccio agonizzante o all’uomo impassibile che commentò:
    Chissà, magari quando te ne andrai, abbandonerò la canna da pesca e mi attaccherò alla canna del gas.

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