Persone che

Ci sono persone che vivono nel passato. I loro racconti hanno sempre la testa rivolta all’indietro: quando ero giovane facevo, a vent’anni ho fatto, quando ero al mare con la mia fidanzata, quando facevo subacquea con mia moglie…


Sono persone che difficilmente sanno pro-gettare nuove esperienze. Spesso ripercorrono le strade e i percorsi già agiti. Tornando sui luoghi della nostalgia per incontrare i loro fantasmi. Fantasmi che non hanno mai lasciato andare e che tornano la notte, mentre guardano il cielo stellato con una lacrima nostalgica che lenta scende.

Spesso queste persone sono persone depresse, non hanno sguardo per il futuro. Stanno giù pressati.
La testa china mentre camminano. Non sorridono, non comunicano, chiusi serrati nel loro dolore. Stare con una persona cupa chiusa non è facile per cui invece di avvicinare, allontanano e rimangono sempre più soli.

Ci sono persone, invece non hanno catene a tenerli nel passato. La memoria del già agito è appannata. Lontana sfumata. Quando passano nel presente è già futuro. Non ci sono ganci a tenerli. Non cercano fantasmi. Non sentono nostalgia.

Difficilmente hanno radici e sono pronti a inventarsi nuove situazioni in diversi ambienti.
Prendono il bello che c’è in ogni situazione, aperti ai momenti di fuggevole felicitá.

Ci sono persone che, ricordando e facendo tesoro delle esperienze passate, sanno costruire momenti nuovi. Sanno cogliere la piccola felicità di un attimo: il sole che rivela forme trasparenze tra le ali di una nuova farfalla.

Ci sono persone che non trovano pace pensando che l’avevano – la pace l’amore l’armonia – e l’hanno persa.

Non si può tornare indietro ad aggiustare l’orologio che si è smontato.

Sono stolti che non fanno altro che replicare i propri errori, fuggendo l’attimo presente.

Mancano di consapevolezza: credono che l’accaduto non sia prodotto della propria responsabilità.

Invece, che ci piaccia o no, noi siamo i principali agenti di ciò che viviamo.
Tocca a noi, non ad altri, scegliere di modificare il corso degli eventi scegliendo quale direzione prendere ora, ora. Vivendo con consapevolezza l’attimo fuggente.

Poi, ci sono cose che, semplicemente, accadono. Come un terremoto. Non possiamo fare nulla se non inchinarci alla forza e necessità del cosmo. Abbassare l’arroganza e accettare il gioco del caos. Come in questo maledetto periodo di pandemia. Ottimo momento per verificare se sappiamo vivere con consapevolezza ogni singolo piccolo attimo.

Anima mia, io ti insegnai a dire ” oggi ” come fosse ” un giorno ” e un ” tempo “, e a danzare al di sopra di ogni ” qui ” e ” lí e là ” la tua danza circolare.
Nietzsche

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