Foresta partner

Ieri sera ho visto a Geo un’interessante intervista sul tema: Bagno di foresta. Non conoscendo i principi di questa pratica ( che comunque già in parte faccio, vivendo praticamente immersa nei boschi e nelle foreste per gran parte del tempo) ho deciso di approfondire.

Considerata la mia situazione di momentaneo handicap ho preso un ebook dal titolo Forest Bathing in cui si spiega la Forest Therapy…

In questa pratica si lavora con la foresta in qualità di partner, perché i benefici si ottengono proprio dall’abbraccio con la foresta. I praticanti ripetono la frase : La foresta è pronta a sostenermi.

Il libro che ho appena iniziato pare davvero interessante e chiede innanzitutto di ricordare con quale albero da piccoli avevamo stabilito un rapporto.

Ci ho pensato un po’ cercando nella memoria. In giardino avevamo un bersò, un tavolo con sgabelli di pietra. Le mie giornate nelle belle stagioni passavano lì sotto. Non ricordo però il tipo di rampicante che ombreggiava… non certo un glicine perché ne ricorderei il profumo dei fiori. Aveva foglie verde scuro lucenti.

Nel giardino c’era anche un noce con cui però non ho mai stretto grandi relazioni. Sono invece salita spesso su un pero e sul ciliegio per gustose scorpacciate dei rossi frutti. Vicino al bersò c’era una sequoia maestosa.

http://Sequoia sempervirens – Wikipedia

A parte gli alberi da frutto su cui salivo non ricordo abbracci o contatti con altri, tranne la loro quieta e costante presenza.

Per un mese non potrò essere facilmente presente nei miei amati boschi e mi mancherà il loro silenzioso abbraccio, ma appena mi toglieranno il gesso sono certa che mi saranno di aiuto con i loro balsamici e preziosi benefici.

Immagini fotografiche di Eletta

23 Comments

  1. Nel frattempo respirali!
    Nella mia Milano degli anni 70 trovare un albero abbastanza grande con cui fare amicizia era dura. Ricordo però quelli dei giardini pubblici in Porta Venezia. Io piccolo e loro giganteschi… Ora anch’io vivo a ridosso di un bosco.

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  2. Io ho due alberi che preferisco principalmente, che non hanno nulla a che vedere con la foresta.
    La mimosa: per il colore e il profumo, per la sua timida presenza. Quindi avrei dovuto dire “la mimosa in fiore”
    Il salice piangente: perché a dispetto del suo nome mi mette allegria, mi sembra un ballerino.
    (Eletta, vienimi a trovare sull’altro blog, che ci facciamo due chiacchiere, se ti va http://www.colazionedaemma.wordpress.com)

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  3. da sempre si dice che il contatto con la natura sia di una bellezza unica e abbia enormi benefici. Io quando posso, anche in questo freddo inverno, vado a camminare per Parchi e giardini. Anch’io non ricordo bene il primo albero al quale mi sono legato, ma ho sempre amato il contatto con la natura, ancor prima di leggere i suoi benefici.
    In attesa di tornare nei boschi vivrai la bellezza della natura attraverso le letture, spesso davvero istruttive. Un enorme abbraccio, buona guarigione, coraggio! 🙂

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  4. a me manca moltissimo il contatto con la natura che non ho da mesi…
    Però, pur non intendendomi molto di queste teorie filosofiche sui benefici, del bosco provo sulla mia pelle il piacere immenso, il senso di pace e felicità ogni volta che cammino immersa nel verde 🥰

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