Persone tentennanti

Immagine fotografica di Eletta

Sento molte persone che mi dicono che non sanno se faranno il vaccino. Più persone di quanto pensassi. Amiche e conoscenti confessano che non sono sicure che il vaccino non faccia male… Che anche certi medici sono contrari…

L’altro giorno, primo giorno di sole, sono passata in piazza e fuori dall’ambulatorio medico c’era un sacco di gente. Mi son chiesta perché.

Il motivo della coda me lo ha detto il farmacista: – Sono arrivati i vaccini.

A fine dicembre erano arrivati i vaccini antinfluenzali. Alleluia! E io avrei dovuto mettermi in coda fuori ad aspettare il mio turno con tutta la gente che sicuramente, dentro, affollava anche la sala d’aspetto.

Ho guardato il farmacista e ho detto: – Ma siamo pazzi? Per farmi il vaccino antinfluenzale rischio di prendermi il Covid?

Domanda retorica e inutile: -Ma non dovevano esserci appuntamenti dati dai medici – in questo periodo di corona virus – proprio per evitare assembramenti? Al mio medico avevo già dato il mio assenso a essere vaccinata e il mio numero di telefono.

Considerazione finale: Mi auguro solo che questa pessima organizzazione non venga applicata anche per la somministrazione del nuovo vaccino non più antinfluenzale ma per contrastare il Covid…

Pare che solo se si vaccinerà il 70 per cento della popolazione potremo raggiungere l’immunità di gregge. Ma aumentano i dubbiosi che non sanno se fa bene, che hanno sentito anche medici contrari, che è stato creato troppo in fretta ecc. ecc.

Alla faccia delle sagge parole del Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno:

Superare la crisi pandemica ed economica serve è un “grande compito” per cui serve “ancor di più la responsabilità delle istituzioni anzitutto, delle forze economiche, dei corpi sociali, di ciascuno di noi. Serietà, collaborazione, e anche senso del dovere, sono necessari per proteggerci e per ripartire”.

Mi hanno regalato un nuovo smartphone. Sul vecchio avevo installato Immuni. Secondo voi la rimetto sul nuovo? Anche qui domanda retorica. Evidentemente no. Non ha mai funzionato.

Mi auguro che le così dette Primule, centri per la somministrazione del vaccino anti Covid, non siano un altro flop inutile. Mi auguro serietà responsabilità organizzazione da parte del nostro Governo in questo momento per combattere la pandemia.

Come cittadina ho fatto veramente il possibile per seguire le regole e precauzioni, rinunciando a molte attività appuntamenti e riti che rendevano la mia vita più piacevole. A questo punto chiedo solo serietà da chi ha il potere decisionale dai massimi vertici fino a quelli locali.

Chiedo troppo?

17 Comments

  1. Anche io ho rispettato e continuerò a rispettare le regole, ma un conto è mettere la mascherina e rinunciare all’aperitivo, un conto è farmi iniettare qualcosa che potrebbe arrecare danni anche permanenti. Non sono una no-vax, le mie figlie hanno fatto tutti i vaccini, anche quelli non obbligatori, ma questo è diverso. Troppo poco tempo di sperimentazione, troppe cose non chiare. Io non sono nessuno, ma quando vedi che medici e operatori sanitari nutrono dubbi, un po’ di paura ti viene…

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  2. Chiedi il giusto.
    La mia speranza è che la smettano con la cattiva informazione e con il complottismo, magari sarebbe utile spiegare perché i tempi ridotti (e le motivazioni ci sono: più risorse economiche a disposizione, più risorse umane impiegate, più facilità di reperire tester, per esempio… ma tutto questo, chi non è addetto ai lavori, non lo valuterà mai).
    Purtroppo tante persone ascoltano solo ciò che fa comodo o è più facile comprendere, ai dati scientifici preferiscono il dubbio dell’astrologo o di “un amico che fa l’infermiere”. Una buona informazione, ora, è fondamentale.
    Sul sito del governo ci sono tante risposte, ma non penso che in molti le abbiano cercate.

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  3. Mi vaccinerò, non appena arriverà il mio turno. Categoria alla quale appartengo: insegnati di sostegno, scuola infanzia (quindi sempre “sul campo” con distanziamenti lasciamo perdere! ). Concordo con quanto scritto da J nel commento precedente e mi permetto di aggiungere che il vaccinon non arriva dal nulla: il virus SARS (al quale il Covid appartine) è studiato da almeno 15 anni nelle sue varianti e mutazioni.
    La app Immuni non l’ho mai scaricata e non per un ipotetico problema di privacy (sto sui social e mi preoccupo della privacy? controsenso). Ma proprio perché il funzionamento era affidato ai dati insieriti dai singoli cittadini. Noi italiani non abbiamo dato e non stiamo dando esempi eclatanti di buon senso…

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    1. Come docente mi sembra un dovere vaccinarsi, ma anche come cittadini responsabili. Anche per me gli studi fatti e le sperimentazioni sono serie sono state solo accelerate visto la situazione mondiale

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  4. Il problema, in questo caso, è che, al solito, si è parlato troppo: a partire da quella virologa che, per prima, ha messo in dubbio il vaccino della Pfizer (dicendo che lei non se lo sarebbe fatto iniettare perché agisce sull’RNA delle cellule). Poi si è detto, e si continua a dire, che questi vaccini anti-Covid, sono sperimentali e ne consegue che sorgano dubbi sulla sperimentazione fatta, o non fatta, a dovere. Molti medici di base, negli anni passati, erano contrari alla vaccinazione antiinfluenzale, chi per pigrizia, chi per concetto e non aderivano a prestarsi alla vaccinazione. Quest’anno ne sono stati costretti, ma alcuni non hanno informato i pazienti, specialmente quegli anziani che vivono da soli e non sono tecnologici. Molti dubbi vengono anche riportati sui giornali esteri e addirittura ingranditi e tradotti poi dai nostri giornali. Non aiuta anche la confusione di parecchie voci parlamentari che si danno contro una all’altra. Non dimentichiamo che oggi, l’informazione capillare che salta da tutti i Media, ed è soggetta agli introiti dati dalla pubblicità, ha trasformato il giornalismo, sia cartaceo che web, in una ricerca di consenso, quindi all’infinito bombardamento di notizie che possano attirare l’attenzione del lettore e, molto spesso, dando informazioni che non hanno alcun valore vero, solo a scopo istrionistico: una disinformazione che colpisce la massa, crea ignoranza, ma viene poi riportata all’infinito dai social network, ormai gestiti da chiunque.

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    1. Avendo lavorato nel settore regitrativo di una importante casa farmaceutica conosco gli iter di approvazione di un farmaco.
      Ogni anno arrivano agli enti esaminatori decine, se non centinaia di richieste di esame che vengono messe in coda per la valutazione.
      Nel caso dei vaccini anticovid si è deciso di saltare la coda e ciò ha permesso la velocizzazione della valutazione di uno, forse due anni.
      Relativamente ai rischi di qualsiasi farmaco basta leggere il bugiardino di ogni prodotto per dissuadersi dal prenderlo.
      Personalmente decisi contro il parere medico di non prendere le statine per il colesterolo visti i rischi sul sistema muscolare.
      Il risultato è stato un occlusione della aorta coronarica al 90% che ha reso necessario un intervento di angioplastica.
      Ma questa è una decisione di carattere personale, senza implicazioni sulla salute degli altri.
      La vaccinazione è un dovere civico per la propria ma anche per l’altrui sicurezza.
      Possono esserci problemi a vaccinarsi? Può capitare.
      Possono esserci problemi a non vaccinarsi: sicuramente si. E non solo per sé.

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      1. Esatto, come sempre occorre scendere a compromessi e scegliere la strada che ci permette di stare meglio. È quella giusta? Ai posteri l’ardua sentenza, ma intanto non essendoci alternative almeno tentiamo una strada per mettere in salvo la pelle: nostra e degli altri.

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  5. tema sul quale ci sarebbe da parlare per giorni! Diciamo che solo se l’80% della popolazione si vaccina saremmo a posto, a sentire gli esperti, i problemi nascono dagli indecisi, essendo non obbligatoria, ce li vedi 50 milioni di italiani in fila per vaccinarsi? Probabilmente lo faranno in molti, ma come è successo con l’app immuni difficilmente si arriverà al traguardo stabilito. La cosa comunque andrà gestita bene, questo è molto importante. Vedremo come andrà in questo 2021… speriamo bene!

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  6. sono d’accordissimo con te, e l’ho già detto. Vaccinarsi è un dovere personale e un dovere sociale. Tanta perplessità è ingiustificata e ingiustificabile, specchio solo di molta ignoranza: abbiamo tutti modo di arrivare a informazioni precise e chiare senza farci sobillare da internet, che, ripetiamolo, è uno spazio dove ognuno può scrivere quello che vuole senza controllo. Personalmente, poi, andrò solo in negozi, locali, ristoranti, alberghi ecc dove mi viene dimostrato che sono tutti vaccinati. Altrimenti, che chiudano pure

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