Il primo giorno dedicato alla musica

Oggi è un giorno dedicato alla musica.

Il primo giorno di ogni anno, per tradizione e rito, ascolto il Concerto di Capodanno trasmesso in TV a pranzo. Oggi dal Teatro della Fenice di Venezia.

Non ci pensavo nemmeno al Concerto di Capodanno stamattina quando ho deciso, dopo un breve giretto sotto la neve, di riordinare i miei cd.

Ormai è due anni che vivo in montagna e non ho mai messo a posto l’angolo musica.

Così mi son messa al lavoro con alcool e straccetti morbidi a pulire uno per uno i cd e i contenitori, le custodie, le copertine… con Edo che diventava euforico nel vedere tutto questo luccichio argento. Ha pensato bene di installarsi nella scatola predisposta per mettere i cd sciolti…

Mentre pulivo e riordinavo naturalmente ascoltavo musica. Prima jazz – che a me piace molto e di cui ho scoperto dischi nuovi ancora incellophanati… forse regali dimenticati. Poi ho messo Zucchero: Miserere, per cambiare sound e muovermi.

https://youtu.be/iBv-qqqjY_A

Mi piace molto ascoltare la musica. Per me è vita. Non potrei vivere senza musica.

Il mio ultimo compagno, che ai tempi – quando non lo conoscevo – suonava in una banda, non ha mai voluto ascoltare musica insieme a me. Nella sua casa regnava il silenzio per ore e ore. Una volta che mi son messa a cantare le parole di una canzone di Venditti mi ha strappato di mano il libretto come per dire:

– Taci.

Così con lui non ho più cantato né ascoltato musica. Con lui la musica non esisteva.

Io invece a casa – o a spasso in passeggiata – ho sempre musica con me. E spesso ballo. Quando c’è un ritmo che mi piace e proprio non riesco a stare ferma. Perché la musica è emozione che ti entra nella pelle.

Considerato che oggi è un giorno dedicato alla pulizia del mio angolo musicale, ho cercato nelle mie librerie un libro di Barenboim che mi era molto piaciuto. Non l’ho trovato ( troppi libri)…

Comunque ho trovato sul mio vecchio blog, sempre in uso e utile, questa riflessione del maestro. Per chi vuole:


Ascoltare musica è diverso dal leggere un libro. Quando leggiamo creiamo le nostre associazioni personali. Dobbiamo tener conto solo di noi stessi e del libro.

Quando ascoltiamo musica, poniamo attenzione alle leggi del suono, del tempo e dello spazio a ogni nota.

Quando ascoltiamo un brano musicale durante un concerto, non possiamo ripetere – rileggere, per così dire- una frase che non abbiamo compreso appieno.


L’ascoltatore deve modulare la propria concentrazione – se non addirittura la propria coscienza – per ricevere il materiale musicale che viene eseguito.


Per poterci immergere in un libro, dobbiamo crearci un’esperienza personale della progressione del tempo, o dell’illusione del suo scorrere all’intero del racconto; in musica, invece, questa qualità è un dato di fatto.


Si può sentire e non “ascoltare”, questo è chiaro, così come si può guardare e non “vedere”.


Per leggere un libro, però, non basta guardare le parole, bisogna vederle e convertire le parole stampate in elaborazioni mentali per comprendere il racconto.


Analogamente, la musica non basta sentirla, bisogna ascoltarla per comprendere la narrazione musicale.


L’ascolto, di conseguenza, è il sentire accompagnato dal pensiero, proprio come il sentimento è emozione accompagnato dal pensiero”.


Daniel Barenboim – La musica sveglia il tempo – Feltrinelli

Buon anno a tutti: che sia un anno pieno di musica.

7 Comments

  1. io e la musica siamo una cosa sola! Fin da piccolo ascoltavo le radio dal mattino alla sera, ora sento musica da spotify tutto il giorno, anche ora mentre scrivo. L’ascolto anche quando cammino per strada, ho le cuffie sempre con me. Certe giornate ne ascolto anche 15 ore al giorno. Sento di tutto, dalla sinfonica all’elettronica, passando dal jazz, al blues , insomma sento tutto! L’ascolto mentre scrivo, mentre leggo, anche dalla tv cerco spesso eventi musicali 🙂

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  2. Amo Barenboin come artista e come persona (l’anno prossimo a Vienna dirigerà lui). Condivido le osservazioni sulla musica, e proprio ieri pensavo, tra un concerto e l’altro, che la musica in natura non esiste, è tutta opera dell’uomo. Eppure ha del divino. Forse dovrei cercare lì

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