Dentro

A differenza della prima ondata in cui ci si poteva illudere di essere fuori, lontani da tutto ciò che stava accadendo, in questo luogo senza sirene di ambulanze e tangibilità del contagio, tutto sfocato e sulle pareti come le ombre della caverna di Platone: ora è tutto qui, tragicamente presente perché nessuno è escluso dall’essere toccato personalmente.

Un conoscente, un amico, un parente è contagiato ricoverato positivo…sta lottando contro questa bestia nera…

Quando ci si trova dentro in questo frullatore di dolore e speranza è difficile restare immuni dal tremore e il motto “Andrà tutto bene” che tanto ha risuonato in primavera è ancora l’unica speranza a cui volgersi.

Tutto quello che ogni mattina leggi sui quotidiani: l’affollamento dei Pronto Soccorso, gli ospedali pieni, le ambulanze che ti portano via è ora realtà dura.

D’improvviso sei dentro questo frullatore emotivo che colpisce i corpi e strazia togliendo il respiro.

Perché, anche se non riguarda in prima persona te, riguarda una persona vicina a te nel cuore. A cui sussurri: Andrà tutto bene.

19 Comments

  1. Verissimo.
    Anche qua positivi a me vicini, tra cui il mio compagno.
    Cambia tutto quando qualcuno a cui vuoi bene è positivo… è come se il virus assumesse un’altra forma spaventosa.
    Forza e coraggio!
    Un abbraccio!

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  2. “Una volta è un Hitler; un’altra è Ivan il Terribile, per quanto mi riguarda; in un caso è la rassegnazione, in un altro sono le guerre, o la peste e i terremoti e la carestia. Quel che conta in definitiva è come si porta, sopporta, e risolve il dolore, e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto della propria anima.”
    [dal Diario, 1941-1943, di Etty Hillesum]

    E’ strano, o forse solo casuale. Vivo in provincia di Bergamo. La prima ondata è stata ansia pietrificata. Strade deserte, campane a morto. Immagini e parole strazianti, per giorni e giorni. Parole di speranza dai balconi e facce spaurite nei giardini di casa.
    Questa seconda è in qualche modo più subdola. Una macchia d’olio che si espande lentamente in tutto il paese. E ancora anche qui, colpendo sempre più vicino.

    Un abbraccio,
    P.

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