Inconscio

Rielaborazione grafica di Eletta

Incredibilmente c’è ancora qualcuno che non conosce e non crede all’esistenza dell’inconscio… consiglio qualche lettura di base psicologica.

È l’inconscio che ha guidato il sogno di stanotte. Un sogno angosciante che ricalca l’atmosfera cupa della pandemia e i suoi effetti ansiogeni.

Ero in stazione ma non prendevo treni. Cercavo di andare da qualche parte che forse era casa ma c’erano cunicoli e gallerie strette, e una bicicletta che mi veniva presa. Incontro una bambina che mi parla imprecando e parlando in modo veramente volgare con mio grande stupore per poi cambiare repentinamente stile e con calma e saggezza mi spiega il perché della sua situazione raccontandomi dell’ambiente funesto e miserando in cui è cresciuta.

Mi sono svegliata scossa da questo incubo. Siamo come topi intrappolati in una scatola. La stazione del sogno era piena zeppa di folla. Diventeremo agorafobici.

Non trovare la strada, non avere un mezzo per transitare andare recarci tornare, non avere un percorso lineare semplice non contorto.

La bambina forse ero io che imprecavo volgarmente tutta la mia rabbia. Chissà. Il linguaggio del mondo onirico non è da interpretarsi con un semplicistico libro dei simboli freudiani. È l’atmosfera onirica che ci indica lo stato emotivo.

Di giorno calmi e razionali. La notte volano i fantasmi. Il mio spazio emotivo è fortemente disturbato da quello che sta avvenendo per il pericolo pandemico.

26 Comments

  1. Molto interessante (oltre che angosciante, se vissuto). Credo che la “lettura” delle tue percezioni (rischio pandemico, assembramenti, paura del contatto/contagio, agorafobia) sia corretta. Sei tu a saperlo.
    Non c’entra niente, ma, per altri motivi, in altre atmosfere emotive, io sogno spesso treni, aerei, navi, stazioni e terminal di passaggio, coincidenze mancate e viaggi di ritorno perduti o che prendono destinazioni sbagliate… E’ una tipologia di sogno ormai ricorrente. Devo scriverne, sbobinarli…
    Detto questo, Eletta, constatando la qualità delle tue “elaborazioni grafiche”, mi è venuta l’idea di proporti una cosa: ti andrebbe di illustrare un libretto di poesie? 🙂

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    1. Perché no. Si può fare. Possiamo accordarci se mi scrivi dell’indirizzo dei contatti…
      Sognare stazioni è molto simbolico e attinente al viaggio – andata ritorno direzione – e i mezzi che compaiono – auto treni biciclette … – sono anch’essi attinenti a come conduciamo la nostra vita, di quali veicoli ci serviamo per procedere… cose così, poi dipende dal sognatore

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      1. Hai ragione. Devo proprio riflettere su quei sogni. Soprattutto sul fatto che – e lo sospetto fin dall’inizio – prima o dopo perderò il treno/volo e la coincidenza, o finirò per trovarmi sul mezzo sbagliato, magari in direzione opposta a quella prefissata… Va beh.
        Per il resto, sono felice che la cosa ti possa andare a genio. Grazie. Ti dettaglio la cosa in privato.
        P.

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  2. Ho l’abitudine, da molto tempo, di trascrivere i sogni , o i brandelli di sogno, che ricordo al mattino, appena sveglia, altrimenti li dimentico. Poi, con calma ne faccio la lettura e ci ritrovo ciò che ho visto, sentito o pensato, nella giornata precedente, il tutto condito, ovviamente, da ciò che giace nel fondo dell’inconscio, appunto. Ci sono sogni ricorrenti che faccio in certi periodi in cui momenti di angoscia, o di incertezza, prevalgono. Ormai li riconosco e li comprendo e cerco di superare quei momenti. Il nostro cervello scarica di notte tutto ciò che l’opprime, o semplicemente lo riempie e, per così dire, si resetta. L’inconscio è quella parte di noi che tendiamo a nascondere, a non voler riconoscere come nostra e il nostro cervello ce lo scaraventa in faccia appena può.

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      1. Credo che le scelte dettate dall’inconscio siano quelle riferentesi a quando siamo ancora giovani e inesperti, impulsivi perciò. Per lo meno a me è successo così. Ora, da vecchia, con più esperienza, le mie scelte sono prese in seguito a riflessioni basate sulla logica. Purtroppo siamo anche condizionati da fattori esterni al nostro conscio, o inconscio, ovvero da obblighi, costrizioni, situazioni varie che non dipendono mai da noi soli.

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