Queste betulle

Immagine fotografica di Eletta

Queste betulle non ci sono più per via di una valanga che, due anni fa, le ha portate via.

Sul percorso non ci sono più le persone che lo hanno punteggiato questa affollata ultima estate. Stamattina c’era il vuoto.

Non c’è più il bar aperto, non c’è più problema di parcheggio, non ci sono più tutti i negozi aperti.

L’alluvione di settimana scorsa ha portato via la fine della passeggiata: non c’è più argine, ponte, asfalto, parcheggio.

Fino alle settimane precedenti per far contenta un’ospite ( mia madre ) ho fatto quasi quotidianamente la passeggiata passando sopra il bel ponte di legno.

Tutto muta, tutto cambia. Pensiamo sempre di essere al sicuro con i piedi per terra ben saldi, finché un refolo più forte di vento ci fa volare via.

29 Comments

      1. Ahimè, vero…
        Buona giornata anche a te. Era un bellissimo paesaggio, un pensiero per cosa e chi ne ha fatto parte 🤗🌷

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  1. Condivido in pieno il sentimento di precarietà, caducità, impotenza, infine nullità dell’uomo di fronte alla cosiddetta Natura, che è poi l’ambiente, in senso più esteso e globale, il pianeta che lo ospita e ha vissuto la propria evoluzione… Ecco. In breve il pensiero si dilata a favore di un relativismo che ci fa piccoli e molto, molto deboli; basti pensare alla crisi generata dalla “forma di vita” (tecnicamente credo non si possa nemmeno definire tale, in quanto abbisogna di qualcosa di più evoluto e complesso per “nutrirsi e riprodursi”) più elementare, basica e primordiale (il “virus”) a quella che si (riflessivo) crede essere quella più evoluta in assoluto, ovvero il sapiens.
    Ora. La Natura è violenta, feroce, crudele, incurante… Ed è altrettanto meravigliosa e bella. Le due realtà, le due anime (anche nelle forme animali) convivono. Per questo, osservando le fotografie dei luoghi in cui vivi, nonostante i possibili rischi e disagi nutro una sostanziale invidia.

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    1. Capisco l’invidia 😉 ma essere a continuo contatto con la Natura porta, inevitabilmente, a essere più coscienti di essere strettamente legati alla impermanenza e caducità, come tu sapientemente hai scritto. Grazie e buona giornata 🍂🍃

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      1. Sì. In fondo basta camminare e addentrarsi in un bosco per provare ebbrezza e paura al contempo. La montagna (ma anche il mare sa farlo bene) insegna come le prospettive (anche di vita) cambino da un istante all’altro.
        Pensavo… quel contatto con la natura, tornando al senso di un tuo recente commento/pensiero, può essere uno stimolo a “sentirsi e rimanere vivi” di fronte alla precarietà e all’impermenenza di vite e cose…
        Una buona giornata anche a te.
        P.

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  2. È incredibile la potenza che può assumere l’acqua in certi frangenti.
    Spiace per il sentiero della passeggiata, e ancor di più spiace per le betulle che hanno una commovente fragilità, quando non è l’acqua a trascinarle via è la neve a spezzarle o il vento a sciuparle. Destino triste le betulle.
    ml

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    1. Sì un po’ mi mancano perché erano sentinelle all’inizio della bella passeggiata… così come mi mancherà il ponte di legno che univa il centro alla pineta… Buona serata caro Massimo 🍃🍂

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